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Andrò in vacanza

by Paola Cortazzo

Fine luglio – E’ una sera come altre. Siamo tutti a casa e stiamo cenando. Quale momento migliore per chiacchierare un po’. E dal momento che siamo in procinto di partire, parliamo di vacanze.

Ragazzi, che ne dite di parlare del viaggio. Io avevo pensato di non partire alla solita ora. Con le piccole viaggiare di notte non è una bellissima idea, visto poi che non è molto lontano e solitamente le chiavi di casa ce le consegnano in tarda mattinata (se va bene) … “

“Danno bollino nero quindi è meglio partire alla solita ora …” rispondono quasi in coro … sembrava di essere allo stadio.

“… ma arriviamo troppo presto. Con i cagnolini non possiamo stare tutti in spiaggia e se poi dovesse capitare che arriviamo e troviamo brutto tempo cosa faremo fino a quando ci daranno le chiavi di casa???”

“Io dico che è meglio mantenere il solito orario

Ok. Come non detto. Sabato mattina. Mi sveglio all’alba, come sempre. Finisco di lavorare alle 9.00. Mi faccio una doccia ed esco. Manca una piccolissima commissione, poi finalmente inizierò a preparare le valigie.

Rientro a casa alle 10.30 e accendo il ferro da stiro per le ultime magliette.

Ognuno ha la sua valigia nella propria camera e l’unico ad averla già chiusa è Massimo.

Manuela invece non fa altro che gridare in ogni angolo della casa: “Tra poco ci sarà il tramonto e la mia valigia non è ancora prontaaaa?!?!?!”

Pranziamo, e, io e mio marito andiamo a prendere Martina che ha passato qualche giorno in  montagna con le sue amiche, e appena rientrati a casa, bisogna lavare, asciugare e possibilmente stirare quella maglietta (che assolutamente bisogna portare al mare) e se si riesce, bisognerebbe lavare anche le scarpe.

Decido che voglio preparare una teglia di pasta al forno, quella con il ragù perché in fondo domani sarà domenica.

Le valigie sono pronte, e anche la pasta al forno. Posso finalmente farmi una doccia. Sono le 2.00 del mattino. E si parte tra un’ora. Credo che dormirò durante il viaggio.

Ora sono le 6.30 e finalmente siamo al mare.

La cosa non piacevole è stato arrivare qui forse troppo presto e rimanere contenuti nello spazio di due macchine (per la prima parte della mattinata) e dover aspettare lì perché … abbiamo trovato brutto tempo. E le chiavi consegnate … alle 12.30. Ma il pranzo è pronto.

 

In realtà mi viene da ridere. E penso … “davvero sono un po’ strega da riuscire a prevedere il futuro oppure … è semplicemente sfiga???”

 

Peccato che piove. E non so se è più nero questo cielo che ci accoglie … o la mia faccia.

Ma questo è solo l’inizio e non è vero (qualche volta) che il buongiorno si vede dal mattino. Dopo un anno passato come sappiamo tutti, arrivo qui e non ho certo intenzione di buttare via questo tempo che ho per rigenerarmi. Quest’anno ho un motivo in più per godere di questo tempo.

Così tutte le mattine esco all’alba. Sola (tranne una volta in cui mio marito è venuto con me). Vado ad aspettare il sole per vederlo uscire da dietro il mare. Uno spettacolo bellissimo. Che non mi stanco di vedere. Cuffie alle orecchie e tutte le felpe che avevo infilato in valigia. Mi godo quel momento ogni mattina. Meraviglioso. Anche in quelle mattine in cui il sole voleva continuare a dormire e se ne stava lì, nascosto, dietro le nuvole.

 

 

 

In effetti, la vita in vacanza è decisamente diversa da quella che faccio a casa, ma questo non significa fare vacanza.

Uno dei miei figli (non faccio il nome per questioni di privacy … sapete che le norme a riguardo stanno cambiando …), durante quella nostra chiacchierata prima di partire mi aveva detto: “Mamma, per favore, non dire poi che tu non ti riposi e che per te non è vacanza?!?!?!”
“Amore mio” avevo risposto “ Alla base di molte cose c’ è la matematica. La mattina tu ti alzerai e dopo aver fatto colazione, indosserai il costume tenendo sotto le mutande. Giusto? Ok. Prima di pranzo, ti farai una doccia e cambierai il costume, ne indosserai uno pulito e asciutto, tenendo sotto sempre le mutande ma ne metterai un paio pulito. Giusto? Ok. Prima di cena farai un’altra doccia e indosserai un altro paio di mutande pulito (senza il costume questa volta). Giusto? Ok. Sono tre mutande al giorno solo per te (che per 14 giorni fa 42, come i gatti in fila per 6), noi siamo in sette. A questo punto hai due scelte: o ti porti 42 paia di mutande, oppure devi sperare che io abbia voglia di lavartele, anche in vacanza. Quindi sarà la nostra vacanza, ma riposare è anche ‘poter non pensare’ a quante mutande pulite ti rimangono”

Non ero ancora partita e mi venivano in mente quelle parole che ho condiviso con voi la scorsa settimana.

Cara Daria, qui con me ci sono tante altre mamme, e come me mettono su patate e zucchine perché al mare a volte scappa l’appetito… e se nel piatto trovano qualcosa che piace magari mangiano. Ci abbiamo provato con l’insalata di riso ma … ci siamo trovate per tre giorni a mangiarla solo noi mamme. E quel dentifricio nel lavandino proprio non si riesce a lasciarlo lì, e neanche la sabbia sul pavimento. Ho scoperto che … non sono l’unica. La macchia sulla maglietta bianca è da tirar via subito, altrimenti non verrà più pulita. E poi te lo dico. Scegliere una casa che ha anche la lavatrice serve a portarsi dietro meno roba (che in sette è una gran comodità), ma … la lavatrice deve andare, bisogna stendere e anche piegare la roba quando la ritiri asciutta… e senza aspettare neanche  troppo, altrimenti la maglietta diventa secca come una foglia d’autunno. E poi succede che la sera ci troviamo in sala giochi senza neanche aver fatto la doccia.
Non è “non cucinando” o “non facendo niente” che una mamma fa vacanza. Per me non sarebbe vacanza se i miei figli alzandosi la mattina non trovassero brioches e pane fresco o se mio marito non trovasse la gazzetta. C’è stato un momento, uno solo, in cui ho pensato che se ti avessi ascoltata non mi sarei sentita dire una certa cosa “antipatica” sul pollo che avevo preparato per cena. Ma non dirò cosa, e non dirò chi è stato tra i membri della mia famiglia a dirmi quella cosa (sempre per questioni di privacy). Ma assicuro che è stata l’unica volta in cui l’ho pensato. Ed è durato solo un secondo quel pensiero. Anche perché, a me quel pollo era piaciuto cucinarlo, e poi mangiarlo.

“A non fare niente” non ci sono riuscita, probabilmente perché non ci ho neanche provato, non è per non fare niente che una mamma va in vacanza con la propria famiglia. L’obiettivo quasi sempre, è quello di godere un po’ di più della nostra compagnia, magari riuscendo a farsi qualche coccola in più, con un po’ di quella elasticità che a casa generalmente manca per tanti motivi.

 

 

Oggi voglio gridare il mio grazie a tutte quelle mamme che con me e come me fanno “ciociara” in spiaggia.
Da qualche tempo scegliamo “il solito posto”. Quello che quando si arriva si incontrano volti di persone che conosci già. E quando riparti hai dei nuovi numeri salvati in  rubrica. Nomi di persone con le quali hai condiviso qualcosa. Persone con le quali hai in comune qualcosa. Ho rivisto Claudia, Silvia, Ilenia e Cinzia. Ho conosciuto Elisa, Alessandra e Michela. E anche altre mamme. Mamme con le quali in spiaggia si fanno piacevolissime chiacchierate su … figli, mariti e su cosa preparare per cena. Abbiamo preso il caffè insieme e a nostro modo ci siamo rilassate.

Non ho perso neanche un ballo e non ho guardato l’orologio neanche una volta, cosa non difficile visto che non lo guardo mai neanche a casa. Ho letto, sì, e sono al secondo dei tre libri che ho portato con me.

Credo sia questo il nostro modo di fare vacanza, perché alla fine una mamma in vacanza … si impone di fare il meno possibile ma ci riesce molto, ma molto poco.

Ci sono poi state delle circostanze che volevano proprio che io non facessi vacanza.

 

 

Passato il brutto tempo dei primi giorni, è arrivato il ciclo, che oltre ad impedirmi di fare il bagno, ha fatto si che anche il sesso in vacanza rimanesse un’utopia. L’aver letto Pollyanna, mi ha fatto riscoprire il “gioco della contentezza”, e anche se ancora non ho trovato qualcosa che mi faccia essere contenta di questo, ho ancora qualche giorno prima di rientrare a casa, e cercherò di trarne tutto il beneficio possibile.

Poi si tornerà a casa e … io andrò in vacanza.

Ho scelto un bel posto, non avrò mutande da lavare e neanche polli da cucinare. Porterò quel terzo libro che qui non ho letto.

E partirò di mattina.

Vi abbraccio e vi aspetto qui mercoledì prossimo.

Paola ♥

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2 comments

Sonia miriam De spirito 12 Agosto 2020 - 14:41

Ecco perché la mia idea di vacanza è… una sola settimana ma in albergo e servita e riverita

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Paola Cortazzo 12 Agosto 2020 - 15:01

Bellissima idea ❤

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