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Caro Babbo Natale

by Paola Cortazzo

Sono giorni che mio marito scalpita per gli addobbi di Natale, per lui è sempre troppo poco il tempo in cui l’albero di Natale abita la nostra casa… forse per questo motivo aveva lasciato l’anno scorso le luci appese al balcone, o forse … non aveva avuto il tempo di toglierle… comunque sono accese già dall’inizio di dicembre.

Qui, piace a tutti addobbare casa e lasciarsi avvolgere dall’atmosfera natalizia. Domenica mattina il primo pensiero delle bambine appena sveglie, è stato l’albero: “Mamma, papà??? Facciamo l’albero???” E il buongiorno ci è arrivato attraverso il loro entusiasmo. Abbiamo fatto l’albero tutti insieme, tutti tranne Matteo che, avendo passato la notte in discoteca, dopo averci portato le brioches per colazione alle 7.30, è andato a dormire.

Fatto l’albero, abbiamo iniziato la costruzione del presepe. Martina ha cercato le figure, Manuela e Matilde le hanno colorate e poi insieme abbiamo composto le statuine. Non lo abbiamo ancora finito ma … per il grande giorno sarà tutto pronto.

A breve arriverà il momento in cui i folletti passeranno a prendere le letterine, io e Manuela siamo state le prime a scriverla, e oggi vi racconto cosa ho scritto sulla mia …

Si, io la scrivo ancora la letterina, da una parte perché credo che il Natale sia anche un po’ magico, e  dall ’altra  perché mi sembra un modo efficace per far arrivare a destinazione le mie preghiere.

Caro Babbo Natale,
Quest’anno credo di essere stata brava … quasi sempre. O forse no.
Beh, si, è vero, è capitato che Massimo abbia dovuto chiedermi dov’erano finiti quei suo guanti neri, che mi aveva chiesto di cucire e che sembravano spariti. Matteo mi ha ricordato un paio di volte che avevo saltato il giro con le sue lenzuola. Non sempre ho dedicato molto tempo alla cucina, quindi credo di non aver fatto molta attenzione a quella dieta sana ed equilibrata di cui tutti parlano. Qualche volta ho avuto la sensazione che la casa (nel senso della pulizia) e la biancheria (soprattutto quella da stirare) fossero in coda, come dal salumiere, sperando che l’attesa finisse presto. Io e Martina abbiamo vissuto dei duelli importanti … stiamo diventando grandi entrambe. Le piccole le ho sempre messe a letto alle 21.00 e non solo perché credo che abbiamo bisogno di dormine un numero determinato di ore, anche, certo, ma anche per me. Si, perché sono ancora piccole e in alcuni giorni mi sfiniscono, fisicamente e mentalmente, e nel momento in cui le metto a letto, io ho del tempo che posso usare per me, che a volte uso per riposare. Non credo tu possa portarmi “più tempo”, per questo cerco sempre di impiegarlo al meglio, però qualche volta … non ci riesco, soprattutto nell’ultimo periodo, che è stato molto intenso. Non è sempre facile rispondere: “Si, dimmi” oppure: “Si, andiamo” o ancora: “Si, ci sono”. E a questo proposito, ti chiedo, se puoi, di farmi avere un po’ meno sensi di colpa, perché qualche volta dico: “No, non posso” e poi mi sento in colpa. Solo qualche volta, ma vorrei non fosse così.
Così come non è sempre facile avere pazienza. Io ne vorrei di più. Ecco, ora che ci penso potresti portarmene un po’, giusto per averne una scorta a cui poter attingere in qualche occasione. Qualche volta la perdo, poi capita che mi arrabbio e … poi succede che urlo. E non mi piace molto quando urlo. Solo che a volte non riesco ad evitarlo. Qualche volta, ho imparato a farlo, anche se, in quel caso, non emerge la mia parte migliore, però ho capito che un atteggiamento diverso non porterebbe da nessuna parte,  per cui evito. Per esempio … con mia suocera, che è nonna da venti anni e che ancora non deve aver capito che, se passa a trovarci alle 19.00 di sera, porta le caramelle alle bambine e gliele fa mangiare, loro poi non cenano più. A lei evito di dire una cosa che non  ascolterebbe … Oppure con mia mamma, che a volte deve dirmi una cosa importantissima e mi chiama … alle 19.00, mentre la cena è sul fuoco e le bambine sono nella doccia, che mangiano le caramelle di mia suocera (sembra si mettano tutte d’accordo). Si, lo so che si sente che mentre la ascolto sto facendo altro, ma quella cosa importantissima la si può rimandare di mezz’ora, le bambine e la cena no, e a volte  dimentico  il telefono in camera, poi suona e io non lo sento, così (casualmente) rimando quella cosa importantissima ad un  momento più opportuno. Ahh, Babbo … guarda che mi piacciono davvero i fiori e, anche se mio marito mi ha confessato che non sa quali sono i miei preferiti e poi finisce che mi porta i crisantemi, li apprezzo molto, i fiori danno colore e rendono la casa più bella.

Beh, ora però è arrivato il momento del mio grazie, si perché devo dirti grazie per il bellissimo anno che sta per concludersi. Mi sono goduta mio marito, i miei figli e la mia casa. Mi sono concessa del tempo e mi sono fatta un regalone decidendo di pubblicare il mio libro. Per cui … tranquillo, che se non riuscirai a portarmi quella pazienza che ti ho chiesto, andrà bene anche il solito profumo”.

 

Direi che per oggi è tutto.

Ora vi abbraccio

Paola ♥

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