Casa dolce casa

by Paola Cortazzo

Oggi vi parlo nuovamente della mia casa, di quello che era un tempo e di quello che è oggi.

Prima. Era il posto dell’accoglienza, quel posto in cui aspettavo …

 

               Aspettavo che mio marito tornasse dal lavoro.

               Aspettavo che rientrassero i ragazzi da scuola.

               Aspettavo le 16.00 per andare a prendere le piccole.

 

E intanto mi divertivo.

 

La prima cosa che facevo??? Spalancavo le finestre e accendevo la radio e le lampade, così mi immergevo nei colori e nei profumi dell’arancia. Il tempo, mentre ero sola in casa, scorreva tra le faccende di casa e il mio lavoro. Godevo di un piacevole silenzio e della mia sola compagnia, parlavo al telefono con le mie amiche libera di fare le confessioni più inaudite e mangiavo qualunque cosa a qualunque ora. Cose che oggi mi mancano, così come mi manca quel senso di riconciliazione e riavvicinamento che è difficile ascoltare quando non c’è il distacco.

 

E voi vi ricordate com’era ???

Quando era semplicemente casa

 

In ufficio “Quel collega con il quale ci litighi ogni giorno

A scuola “Speriamo di incontrarlo durante l’intervallo

Nel traffico in tangenziale “Studiare l’inglese,  ascoltare l’ennesimo podcast o ridere da soli in macchina per quello che si ascolta alla radio

Sulla metropolitana “Schiacciati come una sardina e quella sensazione di soffocamento per gli odori “già di prima mattina

Al bar mentre sei in pausa “Quel caffè macchiato (o sbagliato)

Alla scuola materna “Mamma voglio stare con te … non voglio stare a scuola-a-a-a-a-a-a-a

 

Quando era solo casa dolce casa.

E in qualunque posto, il pensiero era

Non vedo l’ora di essere a casa!

 

Poverine le nostre case, con tutto quello che è successo, sembra quasi di non riconoscerle più. Sono diventate tutto tranne quello per cui esistono. E anche il loro valore è passato in secondo piano.

Pensate che ora anche Matilde (lei che mi teneva incollata alla porta della sua classe piangendo come una disperata) piange perché vorrebbe andare a scuola. Lo vorrei anche io, per lei e per me.

Ma nel frattempo … siamo qui, tutti a casa. Per cui cerchiamo un modo per ritrovare nella baraonda il valore della nostra casa.

Quello che significa per noi casa.

Per un momento torniamo a ciò che era, e pensiamo a ciò che vorremmo che sia la nostra casa dolce casa.

Solitamente quando si ha una cosa di valore la si protegge e ce ne si prende cura. E allora partiamo da qui e approfittiamo del periodo migliore dell’anno per dedicarci alle (vere) Pulizie di Primavera.

Non le solite pulizie, quelle fatte come le avete sempre fatte. Facciamole strane.

  • Se non sapete da che parte iniziare …
  • Se siete stanche di passare intere giornate (in pigiama) a pulire e arrivare alla sera senza aver finito …
  • Se il solo pensiero di mettervi a fare le pulizie di Primavera vi mette ansia e vorreste scappare lontano (sappiate che non si può: siamo in zona rossa) …

Scaricate la guida de “Le (vere) pulizie di Primavera e dimenticatevi delle pulizie di Primavera alla vecchia maniera! Quei giorni sono finiti!

Questo manuale vi porterà a cambiare la prospettiva. Le pulizie sono un lavoro e come tale va trattato.

E sapete quanto tempo servirà? 2 ore e 20 minuti al giorno per cinque giorni in una settimana, meno di un part-time.

Il grande obiettivo che ci impegniamo a raggiungere non sarà quello di diventare delle ottime domestiche, ma quello di trovare all’interno della nostra giornata quello che è utile e quello che dobbiamo eliminare.

Scaricate la vostra copia compilando il modulo qui sotto:

 

 

 

Vi auguro un buon lavoro e un buon divertimento.

E grazie infinite per essere tornati a trovarmi.

Un abbraccio

Paola ♥

P.S. aspetto i vostri suggerimenti sulle tabelle che troverete all’interno del manuale.

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