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Come ho trovato il mio perché

by Paola Cortazzo

Come capita da un po’, la  scorsa settimana mi sono divertita molto a raccontarmi, ormai non credo riuscirei a farne a meno. Ma la cosa che mi è piaciuta ancor di più è stata ascoltarvi. Siete stati in tanti e voglio ringraziarvi per due motivi:

1 – Voi mi chiamate e mi scrivete come se ci conoscessimo da sempre. Nei vostri commenti leggo la confidenza, quella che “mica c’è con tutti”, e questo vostro atteggiamento mi onora.

2 – (forse ovvio) Quando pubblico un post che vi piace, mi piace e sono contenta due volte.

Grazie Paola per le tue parole … in questi giorni mi sento proprio così

Ciao Paola, grazie per i consigli …

Grazie a voi. Sono felice che il mio condividere possa diventare un valido spunto di riflessione.  E poi nascono nuove riflessioni anche per me.

Ho quindi riletto alcune delle parole che vi ho scritto nei miei ultimi post, e non solo gli ultimi, e ho provato a leggere come se fossi dall’altra parte, cosi ho capito meglio qualche domanda che tempo fa, quando mi erano arrivate, non avevo colto nel loro integro significato: “Bello quello che hai scritto ma … come posso fare io nel mio per migliorare?” “Come si fa a decidere di cambiare e accettare i cambiamenti, quando decidi che è arrivato il momento?

Partiamo dal presupposto che io sono tra quelle che ha fatto la sua fatica a cambiare, e all’inizio non è stato per niente facile, ma il mio equilibrio è il risultato di una serie di cambiamenti che ho adottato e che continuo ad adottare.

Mi sono dovuta porre delle domande a cui qualche volta non è stato facile rispondere, altre in cui  non volevo trovare le risposte,  e tante domande me le voglio ancora fare.  Ma il passo fondamentale per me è stato farmi quelle domande, e, prima di questo, trovare le domande giuste da pormi.

E’ stata una delle prime cose che vi ho raccontato. Ve lo ricordate??? Il mio quadernino dalla copertina arancione??? Ecco, ora aggiungo un pezzo a quel post partendo da una storia …

IL BARATTOLO DI VETRO

Un professore universitario, il primo giorno di lezione, davanti alla sua nuova classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto  e lo appoggia sul tavolo. Da sotto quel tavolo tira fuori una scatola con delle pietre dentro, e una ad una le mette dentro al barattolo di vetro. Dopodiché chiede ai suoi studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti  sono tutti d’accordo e proferiscono in coro la parola ‘si’. Allora il professore con determinazione  prende un’altra scatola piena di sassolini e la versa dentro il barattolo di vetro. I sassolini riempiono gli spazi vuoti tra le pietre. Il professore dunque  chiede di nuovo agli studenti se il barattolo ora è pieno e loro rispondono di nuovo di si. Il professore, determinato, continua il suo esperimento, prende una scatola di sabbia e  versa tutto il contenuto  dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore riformula la stessa domanda ai suoi allievi. Anche questa volta gli studenti rispondono in coro con un si . Il professore velocemente aggiunge due tazze di caffè al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia. Allora gli studenti si mettono a ridere credendo che sia pazzo. Quando la risata finisce il professore dice: “Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita … Le pietre sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l’amore, le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene. I sassolini sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc. La sabbia invece è tutto il resto: le piccole cose. Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per li sassolini né per le pietre. La stessa cosa succede con la vita. Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti. Fai attenzione dunque alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito. Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per tagliare le erbacce, per riparare le piccole cose … Occupati prima delle pietre, delle cose che realmente ti importano. Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia”. Uno degli studenti a questo punto alza la mano e chiede: <<professore cosa rappresenta il caffè?>>. Il professore sorride e dice: << Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E’ solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la vostra vita, c’è sempre posto per un paio di tazze di caffè con un amico!>>.

Esistono diverse versioni in rete di questa storia, io ho scelto di riportarvi questa variante, solo perché  il professore ci versa il caffè, e voi sapete quanto mi piace il caffè. Ma la sostanza e il valore di questa storia non cambiano.

Abbiamo tutti pietre, sassolini e sabbia. E siamo tutti dei contenitori di vetro.

Definire ciò che è importante, da ciò che non lo è, è il primo passo fondamentale per trovare la perfetta armonia in tutto quello che riguarda la nostra vita.

Ma prima di questo è importante scovare quelle domande fondamentali che ci portano a capire chi siamo e cosa davvero vogliamo fare in questa nostra vita.

Se vuoi approfondire
e scoprire quali sono le domande

Ecco quindi che si arriva al proprio equilibrio, quello dato dalle scelte giuste (quelle di cui vi parlo da sempre), quello che ti permette di affrontare tutto con coraggio e fiducia.

Proprio come lo sto facendo io in questo momento.

Ci ho messo il mio coraggio nell’espormi in maniera più profonda.

E ho fiducia nei confronti di chi saprà leggere queste mie parole.

Grazie per essere stati qui con me.

Vi abbraccio

Paola ♥

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