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Dio, il mare e la mia cucina

by Paola Cortazzo

Sono ancora parecchie le cose che non ho ripreso a fare dopo il lockdown. Forse perché non sono ancora pronta ad abbassare la guardia. Forse perché la situazione ha mancato di chiarezza in più punti. Forse perché in quelle poche occasioni che mi sono concessa ho potuto constatare parecchia confusione … c’è chi ti misura la temperatura prima di entrare e ti fa disinfettare le mani, ma c’è anche chi non lo fa.

Sabato mattina sono stata al supermercato e nessuno sembrava conoscere la parola assembramento, così come non la conoscevo io prima di febbraio. Entrare alle 9.00 del mattino, è stato come tornare al pre-Covid, mascherine a parte.

In effetti, non tutto di quello che ancora non ho ripreso mi crea insufficienza.

C’è invece qualcosa per cui ho sentito enormemente la mancanza.

Non sono una viaggiatrice, anche se mi piace viaggiare. Non ho quindi visitato chissà quanti luoghi (soprattutto nell’ultimo periodo), ma qualche posto i miei occhi lo hanno potuto vedere. E dopo qualche località visitata, ho fatto una bellissima scoperta. I miei luoghi preferiti sono tre.

 

La mia Cucina (preferibilmente al mattino presto, molto presto e con un caffè), davanti a Dio e davanti al Mare.

Scritti tutti con la maiuscola.

Davanti al Mare non ho confini.

Davanti a Dio contemplo i miei confini.

Nella mia Cucina (spazio contenuto rispetto alle due immensità scritte sopra) stabilisco i miei confini.

 

CucinaNella mia cucina ci sono stata parecchio recentemente, e qualcosa di questi momenti vi ho già raccontato, e magari un giorno continuerò a farlo. Ma non adesso.

 

 

 

 

 

Per vivere il mare mi toccherà aspettare ancora un po’ e poi vi racconterò. Credo che ormai sappiate quanto ami il mare.

Oggi vi parlo di quel luogo che mi è mancato da morire.

Così Domenica ho scelto l’alternativa che mi rimaneva. Non avevo ancora ripreso ad andare a messa.

 

“E’ Domenica mattina. Sono le 8.00 e sono tra le prime persone ad arrivare.

Misurazione della temperatura e … no, niente Acqua Santa ma trovo il disinfettante per le mani.

Mi dicono: “C’è posto in prima fila!”

Entro e sento stranezza. Le quattro panche con quattro posti ciascuna hanno lasciato spazio a quattro sedie. Questo permette l’ingresso a novanta persone in totale, e io mi sento una privilegiata ad essere tra quelle.  Ma è la mia Chiesa e io sento un’emozione fortissima. Nonostante la stranezza mi sento a mio agio.  Mi accomodo sulla prima sedia a destra. Davanti a me l’altare e … l’Immenso. Si, piango dal momento in cui entro fino alla fine, convinta che, con solo gli occhi (sotto gli occhiali) che sbucano dalla mascherina, nessuno possa accorgersene. Nessuno. Tranne Dio.

Sono completamente immersa nelle mie preghiere, ma talvolta giro lo sguardo quasi a voler trovare qualche volto familiare tra le persone che arrivano e prendono posto. Qualcuno lo trovo e scambiamo un cenno di saluto con la mano. Possiamo solo questo. Ecco che  inizia la messa. E, come sempre mi accade, accolgo quelle parole come le uniche possibili a sostenermi, rassicurarmi e incoraggiarmi. Tra le tante ascoltate, vi riporto queste: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” Matteo 11,25-30

La prima sedia a destraConcretamente io trovo conforto e sollievo. Mi sento distesa e sollevata nello stesso momento. La messa termina ma io rimango seduta su quella prima sedia a destra. E’ il rumore di chi sta cominciando a pulire – disinfettare – che mi distoglie da quel benessere che quasi sembra avermi portato da un’altra parte. Così decido di alzarmi e di uscire per tornare a casa”

 

 

 

 

Evito di riportarvi il beneficio della confessione e tutti i dettagli annessi. Mi concedo di tenerlo solo per me. Alcuni dei miei peccati fanno rabbrividire anche me, e per scelta vi racconto solo cose belle.

Vi abbraccio.

Paola ♥

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2 comments

Sonia 8 Luglio 2020 - 14:19

Ti invidio amica per la fede che hai e che io non riesco a trovare…❤

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Paola Cortazzo 8 Luglio 2020 - 15:48

Prova a cercare dentro di te ❤

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