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Fase 1, fase 2, fase 3 … e i bambini

by Paola Cortazzo

Sono (quasi) sempre grata. Quasi perché … qualche volta cedo. Comunque il più delle volte lo sono. E anche oggi, in questa nostra strana situazione, ringrazio.

Ringrazio perché ho la possibilità di garantire la mia presenza ai miei figli dal primo giorno del lockdown.

Ringrazio perché ho due bambine quasi coetanee e possono farsi compagnia, e anche litigare.

Ringrazio perché quando la cameretta è uno scempio, ho imparato a non considerarlo un problema mio, ma loro.

 

Ringrazio perché grazie alle bambine la mia fantasia non ha limiti, e mi piace quando il riduttore del wc diventa una corona da vera regina.

Ringrazio perché siamo fortunati ad avere uno spazio che non limita troppo la loro voglia di giocare, anche se ristretto.

 

 

E’ iniziato tutto come una vacanza. Strana, insolita e non annunciata. Senza però valigie da preparare. E senza la voglia di andarci, perché quello che viene dopo non è il mare e neanche i giochi sulla spiaggia. Ma per le mie bambine tutto è iniziato così, e in vacanza solitamente ci sono meno restrizioni, le giornate sono più elastiche, si da ascolto al gioco libero, si dorme un po’ di più e c’è più libertà di movimento. Così loro si sono solo soffermate sul concetto di vacanza. E stanno vivendo ancora la loro vacanza.

Non si sono mai lamentate. Non si sono opposte. Loro … hanno semplicemente accettato una situazione con una maturità disarmante, della quale voglio prendermi tutto.

La mia indole mi porta a scovare sempre il positivo, ma non in ognuno di questi 97 giorni ci sono riuscita. Spesso, ma non sempre.

Così, in questi momenti in cui avevo bisogno di aiuto, ho preso spunto dalle mie bambine e ho provato a guardare le cose dal loro punto di vita ….

Ho immaginato di essere mia figlia Matilde, tre anni. “Scusa ma dopo tutta la fatica che ho fatto per staccarmi da te e abituarmi a non starti sempre addosso, ora stiamo sempre insieme, facciamo la doccia insieme, prepariamo da mangiare insieme e anche i giochi che facevo a scuola ora li faccio con te … forse è anche un po’ meglio di una vacanza”

Manuela, beh con lei non serve molta  inventiva, lei te lo dice chiaramente quello che pensa: “Manu, come te la passi qui a casa tutto il giorno???” “Si sta bene a casa con la mamma”

Bene, anche se non benissimo.

Vista la loro età posso anche immaginare che da un certo punto di vista possa essere sufficiente il “basta stare con la mamma” ma solo qualche volta. La mamma può ancora essere tutto ciò che gli serve, e a volte può sembrare che basti. Ma poi, nella realtà non è così. La mamma deve anche fare quelle cose che prima faceva quando si andava a scuola.  E loro hanno bisogno di iniziare a conoscere quel personaggio di cui vi ho parlato la scorsa settimana. Ma loro ancora una volta mi hanno stupita. Sono loro che chiedono a me: “Mamma, oggi devi stirare, pulire o qualcosa del genere … o possiamo giocare insieme??? Oppure posso aiutarti …” Cosi, ci siamo assestate. Una parte della giornata è per loro, l’altra è per tutto il resto.

E forse ci ho un po’ creduto di potercela fare a integrare quella parte che mancava con le scuole chiuse,  fino a quando una delle proposte arrivata dalla loro scuola materna parlava di “oculo manuale”. Cosa che conoscevo, senza esserne consapevole. Poi ho capito che stavamo imparando a farlo (ad appallottolare) anche se al posto dei fogli di carta come si fa a scuola, noi impariamo  facendo polpette, pratica ancora  da affinare ma quando rivedranno le loro maestre, avranno sicuramente qualche competenza in più, sapranno fare delle polpette gustosissime, e rotonde, Questo è un motivo in più per ringraziare che ancora non siano nell’età scolare. Abbraccio virtualmente tutte le mamme che si sono ritrovare in seconda elementare.

Invece noi giochiamo, per gran parte della giornata. Sono contenta quando si decide per il mio gioco preferito, le Barbie, ma anche  i disegni mi piacciono. Disegnare con loro non mi fa sentire un’incapace, ma sarà ancora per poco. Molto presto la mia casetta con il tetto rosso e quel fiore che oggi sembra bellissimo, verrà presto eclissato dai loro progressi. Per le costruzioni invece, le bambine possono approfittare di chi davvero se ne intende in materia: Matteo. Per il gioco fashion hanno a disposizione le tecniche avanzate della loro sorella maggiore Martina. Massimo è quello che regala loro le calcolatrici. E qui torniamo ai vantaggi di una famiglia numerosa.

Questo è un altro dei motivi per cui ringrazio.

Intendiamoci, ci sono giorni in cui sono stanca, e nonostante  comprenda le esigenze delle mie bambine,non  riesco ad essere sempre capace di quella presenza di qualità a cui aspiro in ogni momento. Ecco che qui entra in gioco la forza della gratitudine.

Essere grata per le cose che a me sembrano normali e che invece per tanti non lo sono.

La mamma a casa, per esempio. Quando tantissime mamme non hanno potuto evitare di andare a lavoro non sapendo neanche come gestire i loro piccoli a casa.

Oppure quei bambini, 11.817 bambini, che oggi sono “brutalmente” aumentati.

Ecco, forse non dovrebbe essere così ma … sapere che c’è qualcuno meno fortunato di noi, aiuta ad imparare qualcosa sulla gratitudine.

Oggi mando un abbraccio più forte a queste mamme e a questi bambini, e poi certo, un abbraccio anche a tutti voi.

Paola ♥

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2 comments

Raffaella Dellea 27 Maggio 2020 - 16:25

Cara Paola,
come sempre nella “semplice” condivisione della quotidianità riesci a colpire nel segno e a far riflettere. Ho avuto molte difficoltà nel ringraziare e nel cogliere gli aspetti positivi di questo lockdown, L’ho affrontato e vissuto con meno maturità delle tue figlie che sono due piccine ! 😉 Per me il lavoro, il volontariato, i miei interessi sono sempre stati determinanti e la vita domestica mi toglie l’aria. Non parlo della famiglia ma di tutto ciò che richiede la gestione della casa, (faccende domestiche in primis) ma ho trovato, seppur lentamente un nuovo modo di essere, la casa è ancora un delirio ma io sono serena e ho imparato a “lasciar andare” senza colpevolizzarmi troppo e a cercare l’equilibrio intrinseco in questo meraviglioso percorso che è la vita. Un abbraccio

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Paola Cortazzo 27 Maggio 2020 - 19:37

Grazie Raffaella, del tuo pensiero, e anche di aver trovato una favolosa chiave di lettura, che poi, è anche la chiave per aprire molte altre porte: il “lasciar andare”. Le tue parole confermano che la condivisione aiuta a crescere. Grazie ❤

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