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I miei 5 figli preferiti

by Paola Cortazzo

Qualcuno me lo ha chiesto: “Quale dei cinque è il tuo preferito???”

Si, me lo hanno chiesto.

“Nessuno” è quello che ho risposto, o meglio “Nessuno dei miei figli è il mio figlio preferito. Ho 5 figli preferiti”. Questa è la realtà.

Infatti, ognuno di loro è il mio preferito.

Ho fatto un gioco. Ho associato le dita della mia mano, la sinistra, ad ognuno dei miei figli. Ci stanno tutti sulla mia mano. L’ho fatto in ordine decrescente, dal più grande al più piccolo e li ho collegati pensando all’utilizzo e allo scopo di ogni singolo dito.

Pollice – Il dito dell’approvazione e dell’accordo, suggerisce sintonia, intesa e armonia – Primo dito. Primo figlio. Matteo

Indice –  Il dito che indica la direzione, il tragitto e anche la distanza – Massimo

Medio – Evito di specificare per cosa si usa solitamente. Io voglio avere una visione proficua e voglio guardare questo dito come quella parte che ognuno di noi ha dentro e che a volte fatica a gestire. E’ il terzo dito e l’ho associato alla mia figlia numero tre. Martina.

Anulare – Il punto di forza, predisposto al lungo periodo con un obiettivo da costruire insieme. Manuela.

Mignolo – Il dito che abbiamo per l’utilità, quello che sembra che non serve ma che, se non ci fosse, la mano non sarebbe completa, è il pezzo che completa. Figlia numero cinque. Matilde.

Chiedermi se uno di loro sia il mio preferito, sarebbe come chiedermi qual è il dito che mi piace di più o quale il più preposto. Dai … che domanda è??? Tutti.

Cosi ho staccato i miei figli dalla mia mano. E non guardandoli come se fossero delle dita …

Matteo. E’ il mio preferito quando mi chiede: “Mamma, com’è stata questa tua giornata???”. Quando è il nostro momento del “Dexter Time” fino alle due di notte mangiando cioccolato fondente. E’ il mio figlio preferito anche quando si chiude in cucina e decide che “Oggi cucino io, mamma. Ti va la mia carbonara???”, ma anche quando lascia il suo letto sfatto. Quando gli taglio i capelli e va bene anche se sono troppo corti. Quando mi bacia ogni volta che mi passa di fianco. Quando si alza alle nove del mattino ma fino alle undici sembra uno zombie. Quando si siede in cucina e vuole prendere un caffè con me e quando si fa accompagnare alla metropolitana perché (dice lui) vuole passare un po’ di tempo con me.

Massimo. Lui è il mio preferito quando aspetta che siamo da soli, io e lui, per parlare con me, lui, che non parla mai. E’ il mio preferito quando mi regala uno di quei sorrisi speciali, e anche quando mi dice: “Mamma così esageri”. Mi piace quando è il primo a sistemarsi le magliette che stiro e che io appoggio sul suo letto che si fa ogni mattina (meglio di me), quando mi aiuta a fare le lasagne, e quando mi sequestra la mia camera da letto perché deve studiare e cerca un posto tranquillo. Quando mi prepara pane e marmellata come piace a me. Quando mi dice: “Mamma lascia stare, faccio io”. Quando aspetta che il nostro abbraccio parta da me. Quando gli racconto com’era quando era piccolo e lui ride. E quando ogni mattina mi abbraccia e mi dice: “Buongiorno mamma”.

Martina. Lei è la mia preferita quando mi guarda di striscio (perché sono due giorni che non ha voglia di parlare con me) e cerca il mio sguardo, sapendo di trovarlo. E’ la mia preferita quando non nasconde quello che prova e quando non gliene frega niente di imparare a stirare. E’ la mia preferita quando mi ricorda che avevo anche io 16 anni e anche quando mi dice: “Che c’entraaaaaa” (fosse stata la figlia di mia madre la ‘centra’ sarebbe stata tutta per lei), quando è ora di preparare la cena e decide di cucinare lei, perché è la serata degli hot dog, e quando la domenica mattina decide di farci i suoi pan cake. Quando mi parla attraverso le sue sorelline. Quando mi insegna che non so sempre tutto e anche quando mi guarda come se fossi l’ultima persona che vorrebbe avere davanti. E’ la mia figlia preferita quando il suo sguardo è come quello di una bambina che vuole solo le coccole della sua mamma.

Manuela. Manuela è la mia preferita quando sono le cinque del mattino e arriva nel lettone dicendo: “Mamma, non riesco a dormire. Posso stare qui con te???” oppure quando mi dice che vuole fare le frittelle con me, e anche quando mi dice che sono la mamma più brava del mondo motivando la sua affermazione: “Sei la mamma più brava del mondo perché ti amo “ (certo che le credo, dice anche che sono bellissima). E’ la mia preferita quando si sveglia ed è già contenta. Quando raccoglie ogni tipo di sasso e me lo regala dicendomi che li dentro c’è il suo cuore. E anche quando mastica con la lentezza di un koala. E’ la mia figlia preferita quando mi chiama centocinquanta volte la sera, dopo che l’ho messa a letto, con centocinquantamila scuse, solo per tenermi li con lei. E’ la mia figlia preferita quando scappa via dai giochi e viene da me mentre sto lavorando ad uno dei miei articoli e mi dice: “Mamma sono scappata senza dirlo a papà che non vuole che ti disturbi ma … volevo solo darti un bacio e un abbraccio”.

Matilde. Lei è la mia preferita quando si alza in piedi sulla sedia: “Posso dire una cosa??? Charlie ha vinto il biglietto così è entrato nella fabbrica di cioccolato. Anche io voglio andarci” oppure “Sono ‘tufa’ (stufa) di mangiare questa pasta, perché senno mi viene mal di pancia” ma anche quando mi dice: “Mamma io ti voglio bene e ti amo”. E’ la mia preferita quando decide che quelle scarpe non le piacciono, quando strappa di mano Ciccio (che cambia nome ogni settimana) dalle mani di sua sorella, ma poi fanno pace. E’ la mia preferita quando ci appartiamo, io e lei, per mangiare di nascosto le caramelle, e poi rimane un segreto tra me e lei. E’ la mia preferita quando vuole che sia io, e solo io, a lavarle i capelli. E anche quando sa che può mangiare le patatine anche se manca solo un quarto d’ora all’ora di cena.

Non posso scegliere il preferito tra i miei figli, sarebbe contro natura, quasi come dire che la mia mano funzionerebbe senza una delle mie cinque dita. E’ ovvio che con ognuno di loro c’è un determinato rapporto, quel rapporto che si coltiva giorno dopo giorno, grazie alla conoscenza, alle eccellenze, ai difetti, al tono della voce e al modo di fare, di ognuno di loro. Al carattere di ognuno di loro, che si connette con il mio e crea un legame unico, specifico e meraviglioso.

In realtà, l’associazione dei miei figli alle mie dita sembra perfetta, sembra fatta apposta per me e per i miei figli. Per il contributo che ognuno di loro regala alla mia vita, per quello che mi insegnano ogni giorno. Ognuno di loro è importante, ha la sua valenza e il suo compito, proprio come le dita della mia mano sinistra.

E comunque ad una mamma non si chiede: “Hai un figlio preferito???”

Non si chiede. Capito ??? Ma se proprio volete saperlo … io ho cinque figli preferiti.

Buon pomeriggio a tutti voi.

Un abbraccio

Paola ♥

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2 comments

Sonia 29 Aprile 2020 - 15:27

My best Mum❤

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Paola Cortazzo 29 Aprile 2020 - 16:18

My best Friend ❤

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