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Il protagonista

by Paola Cortazzo

Probabilmente quando siamo nati, tutti noi, non avevamo idea che saremmo stati i protagonisti (tutti quanti e tutti in egual modo) di questo pezzo di storia … che andrà sui libri e che i nostri figli, nipoti, pronipoti studieranno, proprio come noi (e come chi prima di noi, ma anche dopo) abbiamo studiato i periodi della peste raccontati da Alessandro Manzoni.

Si, se ancora non si era capito, siamo i protagonisti. Tutti noi. Io, e anche tu. Come esserlo e quale personaggio interpretare??? … beh, sta a noi scegliere (come sempre), ma molto probabilmente ognuno di noi sarà protagonista a modo proprio, “per e con” quello che più si addice alla propria persona e personalità, ma possiamo ancora scegliere in che modo svolgere il nostro compito.

Penso che ognuno di noi, anche chi ha sempre sognato di fare l’attore nella vita, avrebbe scelto un altro film. A volte però non abbiamo scelta, almeno così sembra. Per me non è così. Abbiamo sempre una scelta. Il segreto è nel capirlo.

“Quando si è in ballo bisogna ballare” e la vita ci insegna che, anche se non sei un gran ballerino, impari. Esordisci con l’ascoltare la musica e cominci a muoverti … quasi di conseguenza, anche se non sai farlo, e anche se ti sembra di stare fermo.

Cosi è la vita. E oggi abbiamo tutti quanti imparato a ballare e a muoverci in questo spazio che si è ristretto.

Ognuno di noi si è mosso comunque, anche stando a casa.

Potremmo aver scelto di passare il tempo in pigiama, sul divano, anche tutto il giorno, magari cambiando il pigiama e facendo finta di avere voglia di leggere quel libro che avevamo comprato tre estati fa (appena arrivati al mare), con l’intenzione di leggere per quei quindici giorni, ma che poi, quelle buone intenzioni erano diventate aperitivo quotidiano allo chalet della spiaggia con il cellulare in mano. Per cui adesso, si, è arrivato il momento (ecco perché avevamo comprato quel libro) ma poi … quella notifica che mai disattiveremmo arriva e ci distrae, cosi finiamo ancora su facebook. Cosi scegliamo di stare li, fermi, impotenti, deboli e sprovvisti di qualunque stimolo per poter fare altro.

Potremmo aver scelto di resettare tutto e vivere una vita nuova. Lavorando da casa (che poi forse tanto male non è), concedendosi del tempo per se stessi con bagni caldi rilassanti, cercando di mangiare sano (e neanche troppo).

Potremmo invece, aver adottato il sistema “abbattimento”, quello che deprime. Non posso andare al lavoro. Non posso andare a correre. Non posso uscire con i miei amici. Non posso andare dal parrucchiere.

Potremmo essere riusciti ad abituarci alle strade deserte, e quasi ci piacciono perché così chi DEVE andarci, può arrivare al lavoro senza sorbirsi estenuanti code immersi nel traffico, in mezzo a gente che vive di corsa e che è già di malumore di prima mattina. Dite la verità, vi manca un po’ anche questo, vero ???

Potremmo aver scelto di fare le famigerate pulizie di primavera. La primavera è iniziata e il tempo non ci manca, si … ma … se pensiamo che abbiamo tanto tempo a disposizione (perché tanto siamo a casa e chissà per quanto tempo ancora), e non facciamo altro che ripeterci: “va bene dai … comincio domani” le nostre pulizie andranno a finire dove finisce l’inizio della dieta. C’è sempre un domani per poterla iniziare, o forse, anche no.

 

Se senti una mamma che sta facendo fatica, non darle la ricetta magica (che tanto non esiste). Piuttosto racconta la tua fatica e insieme magari potreste trovare la soluzione.

Se senti un collega che non ci riesce proprio a lavorare da casa, tu spiegagli come fai, e tenendo conto della situazione di ognuno, potrebbero essere geniali i tuoi suggerimenti.

Se senti un’amica che, come te, ha paura di uscire da questa situazione con le fattezze di una scimmia (per la quantità di peli che sta proliferando alla velocità della luce) tu mostrale i tuoi. Perché i peli crescono a tutte e dall’estetista non ci può andare nessuna.

La musica è la stessa per ognuno di noi, ma il movimento che ne deriva è personale. Per ognuno di noi il movimento è dettato dalle emozioni che prevalgono.

Rita Levi Montalcini ha detto “Nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni”

Le emozioni … Capirle e ascoltarle è il primo passo. Condividerle è il secondo.

Ma forse, come già una volta vi avevo detto, la soluzione sta nell’incrociare e associare cervello e cuore, con l’aggiunta di un pizzico di pancia. L’innesto (quasi) perfetto. E condividere tutto insieme.

Non tutti i giorni possono essere uguali, perché le emozioni che proviamo continuano il loro viaggio sull’altalena degli umori, a volte abbiamo più coraggio, altre più paura.

E potremmo pensare che andrà (davvero) tutto bene, oppure tutto male.

Ho letto quasi ovunque nei giorni passati frasi del tipo “questa situazione cambierà tutti noi” e ancora “saremo persone diverse”, di questo sono quasi certa, ma come questi cambiamenti influiranno su di noi, spetta solo a noi deciderlo.

Ho provato a guardare in avanti e, io non lo so se andrà bene, o male. Mi piace molto di più la prima ipotesi ma questa cosa non posso controllarla, di conseguenza non posso sapere. Ma posso guardare in avanti … maggio, giugno, settembre … forse dicembre, e posso vedere la persona che vorrei essere in quel momento.

Sono partita dal guardare quali progetti e obiettivi mi ero inventata per questo anno. Molte cose non accadranno, ma tante altre si. Ho modificato i miei piani, ho rivisto i traguardi che vorrei raggiungere e segnato nuove scadenze rispetto a quelle che mi ero data all’inizio di questo anno. Volevo vivere un anno epico, e più epico di così non avrei saputo immaginarlo.

 

 

Mi sono fatta delle domande  …

“Sarò davvero diversa??? Se si, in che cosa???”

“Cosa riuscirò a portarmi dietro di questi giorni???”

“Chi sarà la prima persona dalla quale correrò per “soffocarla” nel mio abbraccio???”

“Quando i miei figli torneranno a scuola, quanta paura avrò???”

“Come reagirò se non troverò tutto o tutti cosi come li avevo lasciati???”

Se queste domande, vi fanno venire in mente altre domande, scrivetele qui sotto, nei commenti, potremmo arrivare più lontani. Di solito funziona così quando le persone si uniscono.

Potrebbe essere che, nel  momento in cui tutto finirà (o forse meglio dire si ricomincerà … piano piano), avremo solo voglia di dimenticare, ma mai nessuno potrà cancellare quello che stiamo vivendo.

Potrebbe sembrare che le giornate che (comunque) stiamo vivendo, non siano esistite, ma sarebbe sbagliato.

Potrebbe anche essere che, finito questo periodo, ci renderemo conto che avremmo potuto fare di più.

Potremmo pensare a tre cose …

Tre cose da portarci dietro

Tre cose da dimenticare

Tre cose da migliorare

Tre cose da abbandonare (non gli animali, mi raccomando … e neanche figli e mariti/mogli)

Tre cose che abbiamo imparato

Tre cose che ci fanno paura

Tre cose da fare assolutamente prima che finisca questo periodo

Tre cose da fare appena ci rimetteremo in pista … a correre

 

Perché tre ??? Perché qualcuno mi ha detto che è il numero migliore.

 

Buon pomeriggio a tutti.

Vi abbraccio forte forte forte

Paola ♥

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