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Il secondo tempo del lockdown: come sopravvivere

by Paola Cortazzo

Così come avviene per le fiction e per le più belle saghe, il secondo tempo del  lockdown si compie e noi … assistiamo. Potrebbe sembrare che io viva distratta, soprattutto dopo aver raccontato un po’ meglio del mio mondo, ma abito in questo nostro mondo insieme a tutti voi, e se la prima volta è stata inaspettata e sconosciuta, una situazione surreale e scomposta e che ci ha spiazzati tutti, il secondo tempo del lockdown è molto meno scorrevole, e ci procura un grande disagio.

Divisi per colori, con informazioni sconnesse, che cambiano continuamente. E stiamo peggio della prima volta.

Increduli e incapaci di capire cosa realmente stia accadendo (forse come a Marzo o forse peggio), abbiamo vissuto serrande chiuse, treni vuoti e scuole virtuali. Che si ripresentano e che purtoppo siamo tenuti a vivere nuovamente. Credo nessuno volesse ricaderci e condursi in questa piaga. Non riesco a trovare un nome più appropriato a qualcosa che è arrivato e si è preso la nostra normalità, le nostre vite, la nostra libertà.

Ma poteva davvero non capitare nuovamente???

Sinceramente, l’unica risposta che mi sembra plausibile è: “Probabilmente no, dal momento che ci risiamo”

E poi …  Esiste un modo per prepararsi a vivere meglio il secondo lockdown???

Beh, questa domanda mi piace di più e trovare una risposta mi sembra meno complicato.

Ognuno di noi ha avuto modo di conoscere meglio la propria realtà. E a quante risorse poteva affidarsi, sconosciute fino a poco tempo prima. Ma non solo. Abbiamo imparato i nostri limiti. Abbiamo usato l’istinto. Abbiamo scoperto aspetti del nostro essere che prima erano ignorati anche da noi stessi. E oggi che siamo nuovamente dentro a questa situazione, cerchiamo di ricordare il meglio che era uscito dalla prima volta.

Siamo al secondo tempo del lockdown.

Può piacermi oppure no, ma il virus non scomparirà in funzione di questo.

E la storia che voglio raccontarvi oggi è un’altra.

Esce un nuovo decreto. La situazione è abbastanza complicata e il numero dei contagi nella mia città è allarmante. Ne prendiamo atto. Magari le nuove restrizioni porteranno dei miglioramenti. I ragazzi seguono le loro lezioni da casa ad eccezione dei laboratori (cosa alquanto bizzarra, non trovo differenza tra un’aula e un laboratorio, e coerenza nel decidere si per una cosa e no per l’altra), pertanto non escono. Le bambine invece possono continuare a frequentare, ma abbiamo deciso di prolungare la nostra quarantena volontaria e di estenderla per le prossime due settimane. Per cui #tuttiinsiemeappassionatamente. Ancora.

Non è normale stare in casa tutto il giorno tutti i giorni tutti insieme. A fare tutto. Ma ci proviamo.

E vi confesso che le realtà complicate e drammatiche che ho conosciuto in questi mesi, evidenziano quelle cose che noi possiamo dare per scontate anche oggi, in questa realtà anomala, e che sono la ricchezza che ci permette di essere tra i fortunati. Il non dover combattere con alcune mancanze di tipo essenziale, la possibilità che i miei figli possano continuare a seguire la scuola, la spesa settimanale, pensare al Natale. Cose che per alcune persone, troppe persone, sono purtroppo difficili in questo nostro tempo. A tutte queste persone mando il più caloroso dei miei abbracci.

Qui a casa, quello che posso fare è quello che faccio sempre. Che è all’incirca questo …

Domenica mattina guardavo i video che ci arrivano settimanalmente dalla scuola materna con le attività fatte in classe: “Noooo … si sono perse la costruzione dello spaventapasseri …

In effetti questo virus comincia a rompere un po’ troppo le scatole ma … non può cambiare la mia natura.

Amore, riesci a farmi un una struttura per due spaventapasseri??? Alti più o meno come le bimbe … bastano un paio di bastoni incrociati” dico a mio marito mentre stiamo rientrando da messa.

Mentre lui prepara lo scheletro, io insieme alle bambine recupero i vestitini che non vanno più e che non ho ancora dato via. Trovo anche le scarpe e della lana rossa e gialla. Servirà per i capelli.

Ecco che nascono due bambole (di spaventapasseri hanno ben poco se non la postura e la faccia)

Violetta- Intelligente e Rosina-Carina, cosi le hanno battezzate Manuela e Matilde. Stanno con noi la mattina e come lo spaventapasseri a scuola, consegna alle bambine un messaggio con delle attività da svolgere ogni giorno. Non sempre si svegliano con la voglia di fare, ma la mia intenzione non si nutre di questo.

La nostra casa ha preso le sembianze di un laboratorio misto, dove tutto quello che avevo conservato può essere utile, a volte ricopre interamente il nostro grande tavolo e l’ordine è diventato stravagante, la nostra sala da pranzo è la base delle nostre operazioni e le bambine passano da una stanza all’altra certe di camminare su un terreno sicuro.

 

Le finestre socchiuse aperte in tutte le stanze, sono l’unico mezzo che ci fa guardare fuori, ma non ci disturba mentre noi viviamo qui il secondo tempo di questo lockdown.

Come sempre, vi abbraccio

Paola ♥

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