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Il tempo di annoiarsi

by Paola Cortazzo

Che dire … spesso mi sono sentita un pesce fuori dall’acqua. In questo periodo un po’ di più.

Forse per quel pizzico di inconsapevolezza e/o di pazzia … quel mio essere bambina che non mollo (quel mio modo di vedere le cose “quasi sempre al contrario”), che mi fa guardare le cose in modo un po’ speciale.

Ma …
anche se un po’ pazza (e anche un  po’ bambina) …
anche se non guardo i Tg e sui social leggo solo post che mi fanno ridere. Anche se cerco sempre il lato positivo delle cose …
anche se credo che dalle situazioni (tutte) c’è sempre qualcosa che possiamo imparare …

Non riesco a non accorgermi che possono anche essere giorni pesanti quelli di queste due settimane.

C’è stato chi si è completamente fermato.
C’è stato chi ha continuato come se niente fosse.
C’è stato chi ha comprato 70 kg di pasta.
C’è stato chi ha potuto continuare a lavorare da casa, c’è stato chi ha dovuto farlo, c’è stato chi non ha potuto.
C’è stato chi non ha mollato e ha riempito i registri elettronici con compiti e pagine  da studiare.
C’è (anche) stato chi ha assegnato i compiti tramite WhatsApp  ai bambini  (vedi la nostra scuola materna, vero maestra Chiara???)
C’è stato chi era contento di andare a Milano, perché improvvisamente non c’era traffico.
C’è stato chi ha cercato di contenere i danni.
E c’è chi ha visto e vede solo i danni.

E poi ci sono anche io.

Torniamo a come sono e come agisco.

Quando ci ricapita di avere così tanto tempo regalato???

Due settimane vinte.
Due settimane guadagnate.
E so che siamo in tanti ad aver capito che ci può essere anche tanta bellezza in questo tempo.

No alla scuola.
No alle attività sportive.
No alle corse quotidiane per arrivare in tempo a danza che inizia alle 16.00, quando finisce la scuola.

Si a guardare un film tutti insieme sabato pomeriggio, perché non ci sono le partite e i ragazzi non vanno a giocare.
Si a “tutti insieme nel lettone” a guardare i cartoni animati, perché non c’è la messa la domenica mattina, quindi alzarsi alle 10.00, fare colazione con tutta calma e finire quasi all’ora di pranzo.

Tanto il tempo ce l’hai. E sembra molto di più di quando sei in vacanza. Perché davvero ci sembra tempo regalato.
E poi, in questo tempo, riuscire a trovare un po’ di spazio in più per avere “il tempo di annoiarsi”.

È piacevole annoiarsi, anche se non è semplice. In realtà non è una cosa facilissima da fare, ma quando ci si riesce, il risultato è molto soddisfacente.

Non facile, come vi dicevo.
Io faccio tantissime cose, forse troppe.
E bisogna fare allenamento per riuscire a starsene tranquille, a non fare niente, godendosi pienamente quel momento di noia. Riuscendo magari anche a non sentirsi in colpa per essersi concesse un momento di “fancazzismo”.

Per cui ..
Capita che … mentre sono sul divano, le bambine dormono, Pino, mio marito, stila qualche preventivo, Martina guarda la sua serie preferita, Massimo e Matteo stanno giocando alla Play, e io sono lì, che finalmente non sto facendo niente, mi viene in mente che .. potrei impastare la pizza.
Capita che … mentre sono in piedi, nella mia cucina, durante la mia pausa caffè mattutina e mi prendo due minuti, riesca a ricordarmi che non ho ancora tirato fuori dal freezer la carne per la cena.

Ma niente di tutto questo equivale ad annoiarsi …
Annoiarsi è un’altra cosa …

La definizione di noia non è tra le più felici: uno stato psicologico di demotivazione, temporanea o duratura, nata dall’assenza di azione, dall’ozio o dall’essere impegnato in un’attività sostenuta da stimoli esterni. L’unica parola che mi piace di questa definizione è: ozio.

Comunque, per me, che faccio la mamma a tempo pieno, devo decidere di annoiarmi. E di poterlo fare.

Stare sdraiata sul letto fino a quando qualcuno non viene a tirami giù… senza fare niente.

Stare seduta sulla sedia della cucina (mentre gli altri, finito di cenare, sono già scesi tutti) … senza fare niente.

Questi sono alcuni momenti di noia che ho guadagnato in queste due settimane. E non mi dispiace per niente.

Poi, nel quotidiano, capita anche che … mentre me ne sto seduta sulla mia sedia a dondolo, nel silenzio di casa (perché è ancora presto e qui tutti dormono ancora), e prendo il mio primo caffè della giornata, ecco che riesco a concedermi qualche sano momento di “adorata noia”. Ma sono rari.

Per me, farsi dei momenti di noia significa stare ferma, sola, a fare niente. Quindi niente cellulare, niente pc (la televisione non è neanche contemplata), niente musica. Niente di niente. Lascio andare solo la mia mente. Dove vuole andare. A volte penso alle cose da fare. Altre a quelle che vorrei fare. Altre volte, invece, riesco a liberare la mente, svuotarla di tutto.

Secondo uno studio dell’University of Central Lancashire, nel Regno Unito, poi, la creatività è figlia della noia. Quale motivo migliore per cercare un bel momento di noia.

Devo confessarvi però, che in questi giorni, ci sono stati momenti in cui ho pensato alle grandi difficoltà in cui ci siamo trovati in tanti. Ho pensato a quelle mamme che non hanno potuto fermarsi, nonostante i bimbi a casa. Ho pensato a chi invece, si è fermato suo malgrado, non potendo portare avanti le attività lavorative creando danni importanti sotto l’aspetto economico. E ho pensato, e pregato per chi il Corona Virus lo ha preso. Un pensiero particolare l’ho rivolto e lo rivolgo a tutte le persone che stanno impiegando tutto il loro tempo, la loro professionalità e quel senso del dovere vero, per dedicarsi alla cura e alla risoluzione di questo problema. E grazie a chi crede, come me, che insieme si può essere più forti.

E allora, un piccolissimo suggerimento, che può essere utile … se non riusciamo proprio a non avere e a non trovare un pensiero positivo, piuttosto … abbandoniamoci alla noia. Che male, non fa a nessuno.

E ora, vi abbraccio

Paola ♥

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2 comments

Sonia 4 Marzo 2020 - 14:58

Top ♥️ io però a casa mi sto a ingrassà… porca pupazza ti abbraccio♥️

Reply
Paola Cortazzo 4 Marzo 2020 - 19:39

E dopo essere ingrassate, avremo un buon motivo per smaltire ♥️

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