Il vasetto di marmellata

by Paola Cortazzo

Se costa poco, vale altrettanto. Questo è un concetto molto in voga. Quando stiamo facendo una qualunque scelta e non abbiamo molti parametri di confronto oltre al prezzo, generalmente siamo portati a pensare che quello più caro, è quello che vale. Ed è qui che casca l’asino. Qualche volta accade diversamente …

La mamma a tempo pieno è una lavoratrice autonoma, si può tranquillamente dire che gestisce una piccola impresa a conduzione familiare, ha una visione molto flessibile ed è per le soluzioni in modo ineccepibile. E’ una di quelle lavoratrici che non conosce la parola malattia quando è lei a stare male. Non ha orario di inizio e di fine, è più un turnover e la mattina molto presto le conviene togliersi il pigiama altrimenti potrebbe ritrovarsi in macchina (con anche il mollettone in testa e le ciabatte) ad accompagnare uno dei suoi figli a scuola.

Uno studio che si è svolto qualche anno fa e che ha catturato la mia attenzione ( se avete voglia di leggerlo cliccate qui) sostiene che per molte delle azioni che la mamma svolge nel suo “lavoro” impiega circa 105 ore a settimana (cosa che smentisco spudoratamente) e che il suo stipendio, anche grazie alle esperienze maturate, dovrebbe aggirarsi intorno ai 3.950 € lordi al mese, il che sarebbe davvero un bel prendere.

Beh, in effetti, nel concreto, la mamma è:

  • Un’infermiera, a volte dotata di poteri magici grazie a baci, creme e acqua
  • Un’autista, nonostante tuo figlio ti lascia in macchina ad aspettarlo perché “aspetta un attimo che ho dimenticato il cellulare” riesci ad arrivare prima del suono della campanella oppure in quel campo sportivo che è in quella via che non avevi mai sentito prima, ma ci arrivi lo stesso
  • Una colf, “che tu stai ancora lavando il pavimento ma doveva per forza passare di li”
  • Una “chef”, anche se qualche vota “manca un po’ di sale” “è un po’ troppo cotto” “cos’è ‘sta robaaa”
  • Un’addetta agli acquisti, sa sempre cosa ti sta meglio e dove costa meno
  • Un’assistente personale, una di quelle fidate (tipo la segretaria di Caprotti versione mamma)
  • Una coach personale, reperibile 24 ore su 24 (reperibilità, nota da aggiungere al compenso!)
  • Un’insegnate, che quando le chiedi “mi aiuti con questa espressione?” si ritrova sui banchi di scuola quando il biondino le faceva la corte, e ora… vabbè lasciamo perdere …
  • E anche un’educatrice, responsabile della “maleducazione” dei propri figli
  • E capace di organizzare le feste più stratosferiche, con effetti super speciali

Nella pratica è anche colei che non solo non percepisce stipendio, ma non matura mai le ferie (quindi niente vacanze e di bonus neanche l’ombra, eccetto fino a quando i figli frequentano le elementari, e tu godi fino a quell’ultimo momento in cui ti portano a casa lavoretti e poesie che raccontano l’amore sviscerato che provano per te. Poi, beh, poi accade che i figli crescono e se tra le mansioni svolte c’è anche quella che riguarda la parte emotiva, quella fatta di baci abbracci soffocanti (che nello studio citato sopra non viene menzionata ma che secondo me è la più importante), anche a Pasqua ti arriverà l’uovo di cioccolato.

Lo studio si ferma alle mansioni pratiche ma ce ne sono molte che non vengono citate e che hanno un valore molto più ingente. Capacità di ascolto e di presenza mentale, empatia, problem solving, essere multitasking, riuscire a gestire i capricci della scricciolina di casa mentre la princess ti racconta cosa è accaduto in classe, gestione dell’economia, sapere dove si trova esattamente la felpa grigia con i lacci beige (nonostante la lavanderia sia sommersa) e dove ritrovare le chiavi disperse dall’ultima volta che era uscito tuo figlio. Si ricorda la scadenza dei documenti d’identità di ognuno e molto, molto altro.

 

Tutto questo ha qualcosa di affascinante e quasi magico, e per quanto bello e importante sia, non deve oscurare l’altra parte della mamma. Quella parte che fa i conti con gli aspetti più pratici e con i quali una mamma si ritrova a fare i conti dentro ad un barattolo di marmellata, soprattutto se non svolge anche un’attività lavorativa remunerata. Quella parte per cui si può fare molto. Vi aspetto qui la prossima settimana per raccontarvi come va a finire questa storia e cosa riesce a fare la mamma con un semplice vasetto di marmellata.

Vi abbraccio

Paola ♥

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