fbpx

Io e le mie nonne

by Paola Cortazzo

Da bambina pensavo che i nonni fossero qualcosa di lontano. Non conoscevo la mia nonna paterna (per stupidissime vicende familiari) e la mia nonna materna la vedevo raramente (per altre stupide vicende familiari). Non esisteva ancora la “festa dei nonni” e non avevo la minima idea di cosa fosse l’estremo valore di una nonna.

Ma poi, sono cresciuta, e, oltre a capire (o provarci) alcune dinamiche familiari, ho fatto la patente, e il primo posto in cui sono andata è stata la casa di mia nonna. Ero orgogliosa di me per due motivi:
Il primo – conoscevo la strada ed ero riuscita ad arrivarci senza perdermi, percorrendo anche la tangenziale
Il secondo – quell’amore che era rimasto sospeso per tanto tempo poteva finalmente essere vissuto

E cosi ho conosciuto una delle persone più straordinarie di questo mondo. La mia nonna Rosa. La mia nonna materna. E’ stata la mia confidente fino a quando è stata qui. La consuetudine era quella di sentirsi tre volte al giorno, ma capitavano giorni in cui le nostre telefonate erano più numerose e di un’intensità più profonda. Non ho mai letto una ricetta, era lei il mio libro di cucina, e parlavamo di tutto, senza veli e senza vergogna. Lei sapeva tutto di me. Io di lei, no. Ma avevo imparato a sentire quelle parole, e soprattutto il loro peso, quando avrebbe voluto pronunciarle. Le sentivo li, appoggiate sulle sue labbra, incapaci di uscire perché pensava che, se le avesse dette, sarebbe stata una sentenza e allora … taceva. Ecco che imparavo il sacrificio e … L’amore, quello vero. Quello che ti fa stare un passo dietro gli altri. Quello che, quando c’è, la felicità di chi ami viene prima della tua.

Ricordo la notte prima di sposarmi. Le avevo chiesto di stare con me. Così, abbiamo passato ore a ridere così tanto da farci venire il mal di pancia, ed è andata avanti cosi fino a quando, la mattina dopo (truccata, pettinata e vestita, e pronta per andare in chiesa), i miei occhi hanno incrociato i suoi. L’emozione parlava attraverso il luccichio, che poi si è trasformato in lacrime.

 

Ricordo quel viaggio in macchina, quando io Lei e i miei bambini (solo i primi tre) siamo andati al mare. Litigava con Matteo quando, sotto l’ombrellone, si mettevano a giocare a carte e Lei perdeva. Mi ricordo con quanto orgoglio diceva a tutti quelli che incontrava che io ero sua nipote, ma forse non sapeva quanto orgoglio provavo io ad avere una nonna come Lei.

Non so raccontare la stranezza di ciò che provo oggi. Oggi che Lei non c’è più.

Mi manca il contatto fisico con Lei. Ma il timbro della sua voce lo sento ancora. E anche il suo profumo. Inconfondibile e Unico. Forse è questo quello che accade quando muore qualcuno che ami veramente. Non andrà mai via da te.

Io e la mia nonna paterna Lucia, ci siamo incontrate solo due volte. La prima delle due avevo 18 anni ed era la prima volta che andavo in vacanza da sola. Per me è stato bello scegliere Lei come prima tappa. Conservava un lenzuolino di quando ero piccolissima, e aveva una coperta per il mio corredo. Mentre me li consegnava, mi raccontava di quanta cura aveva messo nel custodire ciò che era destinato a me. E in quel momento, io avevo capito che grande posto occupavo nel suo cuore. Di lei mi porto dietro il dispiacere di non esserci vissute.

 

“Nonna, eredità di intenti, sogni e speranze,
riposo del cuore in una carezza,
gioia infinita di rispecchiarmi nei tuoi occhi.
Meraviglia della tua vita nella mia,
e dove io cammino, ci sei anche tu.
Nel mio cuore nella mia pelle”.  Stephen Littleword

“Dio ci insegni a rispettare i nonni, nella loro memoria c’è il futuro di un popolo”.  Papa Francesco

“Quella dei nonni è una presenza fondamentale, il “porto sicuro” nel quale i bambini dovrebbero potersi rifugiare, anche e soprattutto quando mamma e papà, per varie ragioni, non sono in grado di contenerli, aiutarli, capirli e dare loro tempo e attenzione”.  Maria Rita Parsi

 

Grazie alle mie Nonne.

Un abbraccio alle mie nonne
Un abbraccio a tutti i nonni
Un abbraccio a voi
Paola ♥

Potrebbe interessarti anche:

2 comments

ANDREA ZOMBOLO 11 Ottobre 2019 - 07:59

Conservava un lenzuolino di quando ero piccolissima, e aveva una coperta per il mio corredo. Mentre me li consegnava, mi raccontava di quanta cura aveva messo nel custodire ciò che era destinato a me. E in quel momento, io avevo capito che grande posto occupavo nel suo cuore. Di lei mi porto dietro il dispiacere di non esserci vissute….. questa frase dice tutto Paola, ti fa capire quanto, a volte le persone ci tengano, anche se non possono dimostrarlo per le vicende della vita… Dato che tu porti questo carattere nel cuore usalo, come se la Nonna, ti avesse dimostrato che le cose grandi si appoggiano su quelle più piccole.
Buona giornata

Reply
Paola Cortazzo 16 Ottobre 2019 - 09:45

Caro Andrea, in effetti credo che la vita di ognuno di noi …
sia caratterizzata da tanti piccoli momenti, sia l’unione di quei tanti piccoli momenti vissuti.
E sono quelli che ci teniamo dentro che “ci fanno”.
Un Grazie immenso ale mie Nonne, per ciò che mi hanno lasciato dentro.
E Grazie a te per ogni tuo pensiero, che sento essere colmo di tanto affetto.

Reply

Leave a Comment

×

Ciao, sono Paola. Come posso aiutarti ...

× Come posso aiutarti?