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L’anno che verrà

by Paola Cortazzo

“Cara professoressa, mi sono rimaste impresse quelle sue parole durante l’ultima assemblea, quando spiegava a noi genitori (di ragazzini di 15 anni) che la scuola non è solo imparare dai libri, ma imparare l’autonomia, lo stare con gli altri, aderire a delle regole. Concordo pienamente con lei. Ma eccoci durante le vacanze di Natale, 17 giorni, 6 tra sabati e domeniche, 6 i giorni festivi (contando anche la vigilia di Natale e Capodanno) … rimangono 5 giorni. 5 giorni in cui quegli stessi ragazzini dovrebbero esercitarsi, oltre che con le versioni di latino e le espressioni di matematica, in tutte quelle cose che ci ha consigliato e per le quali non avete dato, lei e i suoi colleghi, nessuna comanda. Cose per le quali aveva chiesto la collaborazione di noi genitori. Io a quelle cose aggiungerei un po’ di sano “oziare”. Ha presente quel non fare niente, alzarsi senza la sveglia, e cazzeggiare tutto il giorno … no, non su facebook, ma qui, tra noi: guardare un film tutti insieme mangiando schifezze con le briciole che arrivano dappertutto, e poi giocare a carte (burraco ha aiutato tantissimo nella matematica) o giocare a tombola (che ha sempre a che fare con i numeri), e poi, cosa di assoluta importanza, tenere tra le mani quel regalo che è arrivato e che avevano tanto desiderato, e che, noi genitori, con più o meno fatica siamo riusciti a fargli avere. In generale, passare qualche giorno di “distacco” dai doveri di ogni giorno. Ah, ecco, per quanto riguarda l’autonomia, avevamo pensato, approfittando dei giorni più calmi in giro (da un certo punto di vista) e svuotati da quegli impegni con le attività extra scolastiche, avendo quindi più tempo, di far uscire i nostri ragazzi da soli, magari solo per andare a fare un giro in centro, giusto per vedere come se la cavano a prendere l’autobus da soli (come ci aveva consigliato lei) ma finora non lo abbiamo avuto quel tempo. Ecco, avrei voluto (da mamma) attivarmi su quanto discusso in assemblea, in tutte quelle cose che forse un po’ centrano con la crescita dei nostri ragazzi, e sulle quali avevo fatto delle riflessioni.
E … molto bello tutto quello che aveva detto,  ma poco fattibile, almeno dal mio/nostro punto di vista. Mi auguro che anche lei, come noi, abbia trascorso delle buone vacanze, buone nel senso che … magari sarà riuscita a stare con chi desiderava, e magari sarà anche riuscita a fare quelle cose che nella frenesia della quotidianità si rimandano di continuo. Ecco, noi ci siamo riusciti, per questo chiedo di giustificare Martina che al rientro a scuola, non sono certa potrà consegnare tutti i compiti assegnati svolti a regola d’arte. D’altronde, 140 espressioni, da svolgere in tre metodi differenti, fa 420 espressioni (se non ho sbagliato i calcoli) e se consideriamo 3 minuti per ogni espressione (considerando 3 minuti di media, non avendo grossissime difficoltà in materia), fa 1260 minuti, che sono poi 21 ore. Se torniamo a quei 5 giorni rimanenti, considerando che in vacanza si dorme un po’ di più, facciamo che utilizziamo comunque 8 ore per lavorare, studiare, etc… 8 per 5 fa 40, tolte le 21 ore per matematica, ne rimangono 19, che suddivise tra italiano, latino, geografia, inglese, spagnolo, francese non sembrano sufficienti per fare tutto. Mi sono permessa di dare solo un piccolo consiglio a Martina: “Marty, dividi le ore che stabilisci di dedicare al tuo lavoro (i compiti) per il numero delle materie, e in quelle ore dedicati completamente. Cosi avrai fatto il massimo e ti sarai anche goduta le tue (meritate) vacanze”. Questo l’ho trovato un metodo utile per aiutare Martina a rendersi autonoma e a decidere come utilizzare al meglio il suo tempo … che è anche “di vacanza”. Così potrà anche stare con noi, e non solo nella sua camera, sa professoressa … a noi in queste occasioni piace cucinare tutti insieme e anche guardare quei film che amiamo perché ci fanno ridere. Io, da mamma, credo che anche questo sia importante per la crescita dei nostri ragazzi. Allo stesso tempo, credo non si dimenticherà delle regole, è quando le infrangi che ti rendi consapevole della loro importanza.
La ringrazio di avermi ascoltata. Le auguro di cuore un buon inizio, spero che il 2020 le porti ciò che desidera.
La mamma di Martina”

Questo il mio primo pensiero del nuovo anno. Si dice “anno nuovo, vita nuova”. Io dico … quello che ho sempre detto, come l’ho sempre detto. Cercando di non giudicare e di non ferire, ma non dimenticando mai che la libertà altrui non deve infiltrare la mia, di conseguenza, mi viene automatico (direi quasi logico) insegnarlo ai miei figli. Poi, starà a loro decidere se tenere ciò che gli sto insegnando.

Quindi, nessuna vita nuova con l’anno che inizia oggi ma … ci porto tutta me nel 2020, con il bello e con il meno bello, con solo la voglia di fare meglio, e un po’ di più.

Vi lascio con uno degli auguri migliori che potrei farvi … una canzone bellissima, che io trovo piena di speranza.

Caro amico ti scrivo
Così mi distraggo un po’
E siccome sei molto lontano
Più forte ti scriverò

Da quando sei partito
C’è una grossa novità
L’anno vecchio è finito ormai
Ma qualcosa ancora qui non va

Si esce poco la sera
Compreso quando è festa
E c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra
E si sta senza parlare per intere settimane
E a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
Porterà una trasformazione
E tutti quanti stiamo già aspettando
Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno
Ogni Cristo scenderà dalla croce
E anche gli uccelli faranno ritorno

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno
Anche i muti potranno parlare
Mentre i sordi già lo fanno

E si farà l’amore ognuno come gli va
Anche i preti potranno sposarsi
Ma soltanto a un a certa età
E senza grandi disturbi qualcuno sparirà
Saranno forse i troppi furbi
E i cretini di ogni età

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
E come sono contento di essere qui in questo momento
Vedi, vedi, vedi, vedi
Vedi caro amico cosa si deve inventare
Per poter riderci sopra
Per continuare a sperare

E se quest’anno poi passasse in un istante
Vedi amico mio come diventa importante
Che in questo istante ci sia anch’io

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
Io mi sto preparando
È questa la novità”

Lucio Dalla

Buon AnnoCredo che questa sia una delle più belle canzoni. Credo che anche Lucio Dalla sperava in cambiamenti positivi, come penso, capiti a molti di noi.
Che le cose cambino, è un dato di fatto. Il come, sta a noi. Il cambiamento avviene. Comunque. E … le cose non cambiano perché il tempo passa. Le cose cambiano perché noi le cambiamo. Magari non si fa tutto giusto. Molto probabilmente è così, ma questo non deve essere il freno o la scusa per dar ascolto alle nostre paure.

Vivi ogni giorno come se fosse ogni giorno. Né il primo né l’ultimo. L’unico” Pablo Neruda

Che il 2020 sia proprio come lo volete voi.

Vi abbraccio

Paola ♥

 

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2 comments

ANDREA ZOMBOLO 22 Febbraio 2020 - 14:20

Ecco le frasi più potenti…. le riflessioni che ti accompagnano , sempre …… CAMBIARE, CREDERE DI POTERLO FARE … MAGARI POCO… MA NON PERDERE MAI LA SPERANZA DI UN MONDO MIGLIORE….. : “Credo che questa sia una delle più belle canzoni. Credo che anche Lucio Dalla sperava in cambiamenti positivi, come penso, capiti a molti di noi.
Che le cose cambino, è un dato di fatto. Il come, sta a noi. Il cambiamento avviene. Comunque. E … le cose non cambiano perché il tempo passa. Le cose cambiano perché noi le cambiamo. Magari non si fa tutto giusto. Molto probabilmente è così, ma questo non deve essere il freno o la scusa per dar ascolto alle nostre paure.

NESSUN FRENO AI SOGNI ..le paure svaniranno ..torneranno.. ma svaniranno di nuovo.. e davanti ad ogni nuova paura..UNA SOLUZIONE CI SARA’, SEMPRE

Reply
Paola Cortazzo 26 Febbraio 2020 - 08:04

E oggi, le tue parole, acquisiscono ancor più valore. Grazie Andrea

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