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Le parole

by Paola Cortazzo

Chiedo scusa a tutte quelle persone che mi leggono e che non si sentono capite da me, che forse, sono le stesse che non capivano me fino a qualche tempo fa. Io sono qui, ancora qui e … dovesse finire ora la mia vita, saprei che l’ho vissuta facendo quello che mi piaceva di più… facendo le cose che oggi si stanno (per certi versi) riscoprendo, e non perché non si conoscevano. Semplicemente erano li, e le davamo per scontate.

“E questa mo’, che vuole???”
Chissà quante persone lo avranno pensato leggendo, anche casualmente, uno dei miei post. Racconta della famiglia… di quanto è bello … di cose che fa … ma che tanto le facciamo tutti.

Uno di voi me lo ha anche detto esplicitamente durante un’intervista, e ricordo esattamente la sua espressione quando ha capito nelle mie risposte che il segreto non è in quello che si fa (che tanto lo facciamo tutti), ma in come lo si fa (ho una foto di quella sua espressione ma me la tengo per me, Giuseppe potrebbe arrabbiarsi e quindi non la pubblico). Oggi, però (forse), potrebbe essere più facile leggere alcune delle mie parole.

Parole.

Ordine. Disciplina. Responsabilità. Rispetto. Casa. Famiglia. Figli. Emozioni (come paura, frustrazione, tristezza). Bollettini (numeri fatti di persone … persone che si ammalano … persone che guariscono … persone che muoiono …). Previsioni (quanto tempo ancora???). Equilibrio. Normalità. Abitudine. Cambiamento. Colore. Solitudine. Contagio. Quarantena. E Morte.

Queste sono le parole più sentite in questi giorni. E sono quelle parole che ci portano a fare delle immense riflessioni. Ognuno fa le sue. E ognuno ha le sue parole preferite.

Le mie sono: Casa. Famiglia. Equilibrio. Colore. Emozioni. E … normalità.

E io, oggi, leggendo queste parole, faccio una “nuova” vecchia scoperta. Non mi sono persa. Mi torna tra le mani quella scelta fatta tanto tempo fa. E oggi mi sento in vantaggio. La scelta di rimanere a casa per fare la mamma a tempo pieno, oggi ha un peso diverso, anche se con lo stesso valore.

La mia famiglia, che da sempre ho messo davanti a tutto e tutti, oggi mi salva, e  mi sta proteggendo, mentre  vivo ogni giorno l’illusione di essere io “quella che” proteggere loro. Strana la vita, e forse un po’ strana lo sono anche io. Il sospetto l’ho sempre avuto.

 

Eh si, guardavo (anche con tanta ammirazione) attraverso la mia finestra chi correva per avere la scrivania più ambita, la macchina più bella, o quella borsa appena uscita e che tutte volevano. E poi c’ero io. Io. Che volevo un sacco pieno di bambini che correvano felici per casa. Volevo imparare ad essere una “brava mamma” e una “buona moglie”. E oggi (pur sentendola), avverto meno la fatica dello stare a casa. Non volevo farmi affascinare dal consumismo, col rischio di farmi logorare fino a non trovarmi più. In effetti avevo un po’ paura di perdermi e arrivare a quel punto in cui mi sarei chiesta: “Lo sto facendo per me???”

Beh, domanda che mi sono fatta comunque, e la risposta non è cambiata: “Si” oggi, come lo era tempo fa. Si, L’ho fatta per me quella scelta. E questa vita la sto vivendo per me, con il solo scopo di dare. La mia felicità sta in questo: la persona che sono e quanto più riesco a dare.. E proprio come vi raccontavo un anno fa, anche oggi, ogni giorno, cerco di procurarmi la mia felicità. Chi mi sente quotidianamente spesso mi dice: “Ma come sei solare … energica … “ qualcuno dice logorroica e anche esagerata … ma li prendo come complimenti.

Si, lo sono, e non perché penso positivo. Lo sono perché agisco in maniera positiva. Questo (è possibile) per tre ragioni:

1 – Il mio modo di essere, voglio essere positiva. Sempre. E in qualunque situazione.

2 – Quella stessa famiglia che ho scelto tempo fa, e che scelgo ogni giorno, mi da parecchio da lavorare. Il nostro arcobaleno riempie le giornate dei nostri colori, e di tante cose da fare.

3 – Qui abitano due bambine di tre e (quasi) cinque anni, dall’entusiasmo che supera di molto il mio, per cui, se anche mi venisse voglia di abbattermi e pensare meglio alle bruttezze di questi giorni, non trovo  tempo e modo per farlo.

Quindi, cosa accade nel concreto qui???

Si studia da casa

I ragazzi seguono da casa le lezioni (come i vostri ragazzi) e poi studiano. E se prima erano coinvolti nella nostra vita familiare, oggi lo sono di più. Partecipano più attivamente cucinando, giocando e occupandosi delle piccole. Matteo  mi sta aiutando a farmi una cultura cinematografica guardando insieme film meravigliosi. Massimo ha iniziato a seguire un paio di serie TV. Martina, grazie ad un compito da svolgere che le è stato assegnato, mi ha regalato una bellissima biografia (la userò per la pubblicazione del mio prossimo libro, per me è bellissima). Intanto la condivido con voi. Ecco come mi vede lei, che poi non è tanto diverso da come mi vedo io.

Poi, le piccole. Si. Beh chiunque si trova con dei bambini in casa, può comprendere cosa dico quando affermo che non c’è un attimo di tregua. Per loro è vacanza. Passate le prime due settimane (ora che la stanchezza relativa “alle settimane di normalità” – quelle di quando si andava a scuola – è stata smaltita), ogni giorno è impegnativo. Inventarsi attività da svolgere (magari in silenzio, per permettere ai grandi di avere un po’ di tranquillità mentre seguono le loro lezioni) è un lavoro abbastanza arduo. Il dover attenersi al comprare solo beni di prima necessità poi, è una cosa che trovo un pochino riluttante. Abbiamo quasi finito le tempere, e anche i cartoncini. Il didò lo sostituiamo con la pasta di sale … ma non basta. Giochi di memoria, inventarsi storie, creare le scenografie per spettacoli super … non basta. Bisogna fare di più.

Certo. Poi c’è mio marito. In una nuova veste, come immagino sia per molti papà che erano abituati alle tante ore passate fuori di casa per andare al lavoro. Ecco di questo vorrei raccontarvi meglio, e farlo qui, in poche righe, sarebbe riduttivo per il tanto impegno che (mio marito) ci sta mettendo, quindi questo discorso lo affronteremo in una delle prossime settimane.

E torniamo a parlare di me. Il mio coinvolgimento nella mia (quasi solita) quotidianità, non significa che io sia immune alle sofferenze. E al cambiamento.

E sono certa che, tutte le mamme che come me sono abituate a stare a casa,
stanno soffrendo in questo momento, proprio come me …

… nel vedere il proprio marito, che magari come il mio, è abituato ad andare a lavorare per sostenere la propria famiglia e oggi non può farlo.

… nel vedere i propri figli privati della loro normalità, e magari si sentono quasi a disagio per tutte le volte che avrebbero voluto essere delle mosche per poter entrare nelle loro aule, e adesso che le loro aule sono entrate nelle nostre case, capiscono come me, che era meglio prima.

E magari non sono l’unica a non trovare più quello spazio che mi ero conquistata e che era solo di mia proprietà mentre figli e marito andavano a rincorrere quelle loro giornate (a volte) eccessive. Alle quali eravamo tutti abituati, anche io (nonostante le vivessi indirettamente), come credo, tutte le mamme che, come me, stanno a casa.

Bisogna anche che mi occupi della casa, di preparare pranzi e cene, del bucato … si tutte cose che facevo anche prima, ma prima ogni tanto riuscivo a stare anche un po’ da sola e se lavavo il pavimento, avevo il tempo di lasciarlo asciugare. Oggi no. Ma l’importante è che il pavimento sia pulito.

E anche se col pavimento maculato, continuo a pensare quanto sono fortunata e continuo a raccontarlo, sperando che anche voi riusciate a trovare la vostra fortuna. Proprio li, di fianco a voi.

Alla fine, lo so, che non è niente di speciale, ma questo nostro stare insieme “anche forzatamente” non ci opprime. E qui ci sentiamo al caldo, e al sicuro.

 

Ah si .. la  mia biografia … eccola

Vi abbraccio, come sempre, forte. Alla prossima settimana.

Paola ♥

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2 comments

Sonia 25 Marzo 2020 - 17:08

bellissmo e complimenti a anche Martina

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Paola Cortazzo 25 Marzo 2020 - 19:07

Grazie Sonia, anche da parte di Martina. Ti mando un forte abbraccio

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