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L’ora d’aria delle mamme – Finalmente torno dall’estetista

by Paola Cortazzo

Lunedì 1 Giugno. Alle 00.08 mi arriva un messaggio vocale. Sono ormai le 21.11 e telefono a Barbara. E’ stata lei a mandarmi quel messaggio. Per noi è un giorno speciale e voglio parlare con lei. Ma lei non risponde. Così ci riprovo la mattina seguente, e siamo fortunate, è il momento giusto:

P.“Ciao Barbara, come stai???”

B.“Non lo so ancora, ho aperto gli occhi solo cinque minuti fa e ancora non connetto. Parla tu cosi io intanto mi sveglio … col caffè e con te.”

P.“Ti ho chiamata ieri sera ma ….”

B.“Si … ieri non è stata una gran giornata …”

P.“Sei fortunata che sia capitato ieri, così oggi che è festa puoi recuperare quello che hai lasciato andare … a cominciare da me

(Barbara ride)

P.”Cosa farai dopo il caffè???”

B.”Pensavamo di fare qualcosa tutti insieme (in famiglia) ma ho una cosa urgente che riguarda il lavoro che non ho fatto ieri. Prima recupero quella e poi vedremo. E tu???”

P.“Io approfitterò del fatto che per tutti qui è un giorno di vacanza, loro si occuperanno di tutte quelle cose che di solito faccio io così potrò finalmente concludere un corso che sto seguendo da alcune settimane. Poi, in settimana non avrò più modo di poterlo fare.”

B.“Perché, cosa devi fare in settimana???”

P.“Cose che faccio spesso. Ma la cosa più interessante di questa settimana è che finalmente andrò dall’E-S-T-E-T-I-S-T-A!!!

Ora che ci penso, una delle ultime cose che ho fatto prima del lockdown è stata proprio “andare dall’estetista”.

Ho sempre avuto un rapporto di amore e odio nell’andare dall’estetista. Per alcuni aspetti si, mi è mancato questo appuntamento. Anche se poi la mia creatività, non poteva trovare occasione migliore per proliferare.

Sono tra quelle che in questi mesi si è fatta la ceretta da sola. Ho resistito senza cedere al rasoio. “Ceretta-dipendente-convinta”. Così, lividi, scorticamenti, sangue che usciva anche da dove pensavo fosse impossibile. Io che rimango con la cera attaccata perché mentre sto per strappare la striscia Manuela mi chiama: “Mamma, vieni. E’ urgente!!! “ “Manu, ma non stavi facendo il riposino???” “No mamma, te l’ho detto che io non riesco più  a dormire se non è notte!!!”. E giustamente hai deciso di iniziare oggi … proprio adesso, che sto facendo la ceretta.

E poi, la cera che cola e che si appiccica e  le posizioni assurde in cui ci si mette per arrivare in alcuni punti del  corpo …  Chi come me ha provato, potrà confermare le mie parole.

Insomma, mi è capitato di tutto, ma avrei sopportato anche altro per sopperire a una delle poche cose che in questi mesi non si è fermata: la crescita dei peli. Che io detesto. Il mio livello di autostima scende in proporzione a quanto crescono i miei peli. Sono tra quelle che “mi metto la gonna solo se ho fatto la ceretta” perché riesco a vedere i peli anche attraverso i settanta denari. E neanche il lockdown mi ha convinto a sfruttare l’occasione per la seconda, terza, quarta ricrescita. Figuriamoci ….

In realtà credo valga per tantissime donne: non facciamo la ceretta perché ci vogliamo male o perché ci piace soffrire. E no, neanche per essere perfette. Non è sempre vero che lo si fa per apparire più belle. I bisogni e i motivi per cui una donna aspira a soggiornare in cabina sono tanti e diversi tra loro. Ognuna di noi, ha il suo scopo nell’andare dall’estetista. Il mio è quello di concedermi un momento di tranquillità. E poi,  perché anche se cerco il momento migliore, non è mai quello giusto qui a casa. Infine, se me la faccio da sola, non sono quasi mai abbastanza soddisfatta. Che se ci penso bene, da sola mi rendo conto del paradosso. Se avessi preferito la permanete alla depilazione sarebbe stato forse più piacevole. Magari scioccante, ma forse meno doloroso. Ma ognuna di noi ha le proprie fisse. E io faccio i conti con le mie.

Una volta mi è capitato di trovarmi in una cabina e sentirmi contornata da un profondo senso di pace. E’ stato fortuito, imprevisto e inaspettato. Maria, questo il suo nome, aveva capito che cercavo una tregua e un momento di armonia con me stessa, capitato per caso, in una giornata “non programmata”. Il piacere forse è stato più consistente perché in quell’occasione lei non si è occupata di depilazione. Comunque lo ricordo come un momento bellissimo.

Mi viene da ridere invece, se penso a quella volta in cui sono stata in un centro benessere con la mia mamma. Eravamo in una sola cabina entrambe, e ricordo come le vetrate che dividevano la cabina dal parco in cui era immerso avevano provocato questa reazione in mia mamma. “No scusa ma qui le tende non le usano???” “Mamma, così è più suggestivo” “Ho capito Paola, ma se passa qualcuno???” “Mamma, ma siamo sperdute in mezzo alla campagna … chi dovrebbe passare da qui in questo momento … e poi chiudi gli occhi, cosi se passa tu non lo vedi!!!”. Questo sicuramente uno tra i momenti più divertenti (non riesco a non ridere anche adesso mentre scrivo).

Ma qualche volta, qualche volta spesso, mi sono trovata di fronte a situazioni … un po’ diverse.

Ti trovi davanti a chi ha lo strappo facile, quella che quel prodotto lo usa solo lei, quella che anche se la chiami sei mesi prima non trovi posto. E poi c’è talvolta l’imbarazzo. L’imbarazzo creato dal trovarsi (a volte con fatica) dall’estetista, e sentire alla fine dell’appuntamento lei che ti dice: “Scusa, magari volevi stare un po’ tranquilla e invece io sono stata perennemente al telefono, magari non sei riuscita a rilassarti come avresti voluto”

Magari. Magari avrei voluto qualche minuto di silenzio. E magari avrei anche voluto che, tra una telefonata e l’altra, non fossi entrata tutta quanta nei fatti miei, chiedendomi cose che neanche mia mamma mi chiede, così che le vicine di cabina potessero sentirsi chiamate a rispondere alla nostra conversazione.

Ineguagliabile poi, la sensazione che provo quando le mani dell’estetista spremono il mio viso come se fosse un limone, con la variante che sembra un campo pieno di erbacce da estirpare. Certo che questi “punti neri” sanno nascondersi proprio bene … che poi mi viene il dubbio: “Per me bleffa, non è possibile che il mio volto sia conciato così …. Ma poi … preme fino alle ossa … ”. Finisce che poi arrivi a casa con la faccia devastata.

Comunque, rimane un bel momento quello in cui vado dall’estetista. E so di non essere l’unica a volersi concedere un po’ di tono. Maria (ciao Maria), una lettrice, mi ha scritto nei giorni scorsi raccontandomi che anche lei si è concessa parrucchiere e pedicure.

L’importanza non è data dal tipo di trattamento, ma dall’obiettivo che ognuna di noi vuole raggiungere in quell’ora che si concede. Anche chiamata “L’ora d’Aria delle Mamme”.

Forse chiediamo un po’ troppo alle estetiste. Vorremmo che capissero al’listante che …

Vorremmo farci una bella chiacchierata, oppure non parlare affatto.

Vorremmo sentirci le padrone di quel momento che spesso una mamma fatica a concedersi, per tanti motivi.

Le mamme vanno dall’estetista perché hanno bisogno di rilassarsi, anche se fa male.

E quindi care estetiste, perdonate noi mamme se qualche volta abbiamo aspettative non facili da capire, ma … a volte, non capiamo neanche noi perché veniamo da voi.

Solo adesso realizzo e sono davvero curiosa di sapere come sarà possibile togliere i baffetti con la mascherina. Ma la mascherina copre come se fosse un collant da settanta denari???

Per oggi credo sia meglio che mi fermi qui.

Grazie di essere stati qui con me.

Buon pomeriggio, e alla prossima settimana.

Un abbraccio

Paola ♥

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2 comments

Sonia 3 Giugno 2020 - 15:39

Io estetista nein! Neanche se mi pagano! Fortuna che posso gestirmi da sola con i 4 Peruzzi che mi ritrovo… io parrucchiere tutta la vita! Ti lovvo❤

Reply
Paola Cortazzo 3 Giugno 2020 - 15:50

Ad ognuna le sue fisse, Amica mia ❤

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