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Mamma a tempo pieno

by Paola Cortazzo

Chi mi conosce personalmente, lo sa bene. Ogni tanto mi si accendono delle lampadine. Quelle che collegano Cuore, Pancia e Testa. E io devo andare a guardare quella luce. E niente e nessuno può farmi cambiare rotta. Detto questo, oggi vi racconto dove nasce la scelta di fare la mamma a tempo pieno.

Da bambina volevo fare la mamma. Sognavo di avere tanti bambini, volevo un marito che mi baciava tutte le sere quando rientrava a casa dopo il lavoro e anche un cane in giro per casa. E oggi direi di aver superato le mie aspettative. I “bambini” sono solo 5 ma di cani ne abbiamo 2. Guardavo “La famiglia Bradford”, quella serie televisiva che nasce nel 1977, come me, e forse questo ha suggestionato il mio sogno. E il mio cammino. O forse no. Comunque sia, a pensarci bene, non riuscivo a vedere altro nel mio futuro, anche se, per capire che era veramente questo che volevo, ho attraversato diverse fasi.

Venite per un momento con me. Vi voglio portare in quel periodo della mia vita ( di cui vi ho già accennato ) in cui i miei bambini avevano cominciato ad andare scuola e io, piano piano, avevo riacquistato dello spazio. Vi ho raccontato di come nei primi periodi di questa nuova situazione mi sia sentita un po’ persa e … anche un po’ vuota. E le giornate si alternavano tra quelle in cui l’energia e l’entusiasmo arrivavano a picchi elevatissimi, a quelle in cui prevalevano la malinconia e … si, anche quel senso di insoddisfazione che a volte mi sentivo addosso. E io passavo il tempo a leggere. Non saprei dirvi da dove arrivasse questa sensazione. In fondo … non ce n’erano di motivi. Facevo ciò che avrei voluto fare. Eppure … io mi sentivo così.

Così, Avevo deciso. Era il momento di riprendere a lavorare. E non vi racconterò di come mi sono sentita quando mi sono trovata di fronte a persone che mi hanno guardata come qualcosa da evitare. Beh … dargli torto ??? Il prototipo era:

  • Donna
  • 30 anni
  • Sposata
  • Con 3 figli PICCOLI
  • In età ancora fertile
  • Automunita ( 1 punto a mio vantaggio )
  • Competenze ??? In quale ambito ??? In genere non si arrivava a parlare di questo

Probabilmente avranno avuto la capacità di leggere il mio futuro meglio di me. Avevano già visto altri figli, quindi altre gravidanze, oltre a tutto quello che si può pensare di una mamma che ha tre bambini piccoli e che molto spesso potrebbe trovarsi in balia di virus e batteri che abitano la scuola. In effetti, la domanda che ai colloqui ricevevo più spesso era: “Lei ha una nonna che le da una mano?” E in un certo senso la trovavo positiva questa domanda, mi toglievano dall’imbarazzo di dover ammettere che con l’inglese non ci vado molto d’accordo. Non mi chiedevano se lo parlassi.

Io non mi sono fermata lì, a quella domanda. E ho trovato anche delle persone meravigliose. Il primo di tutti è Claudio. Lo ringrazierò sempre. Pensate che, quando ci siamo incontrati al primo colloquio, io ero sfinita e forse anche un po’ rassegnata al fatto che forse avrei dovuto rivedere i miei piani. E’ stato uno di quei colloqui fatti così, di quelli che fai, ma tanto sai già come va a finire. E invece no. Dopo tutti quei tentativi, finalmente mi trovavo di fronte ad una persona che non guardava le difficoltà che avrei incontrato ( di cui entrambi eravamo consapevoli ) ma si era concentrato su come avrei contrastato le avversità che sarebbero arrivate.

Ok. Si comincia. E voi non ci crederete. Non ci credevo neanche io. Ma … 3 giorni. Dopo solo 3 giorni aver iniziato ad occupare la mia postazione in ufficio … Martina ha la varicella. Che per tre figli ( tra il periodo di incubazione e il decorso della malattia ) parliamo di tantissimi giorni, troppi giorni per il mio “Il buongiorno si vede dal mattino”. Vuoi vedere che avevano tutti ragione tranne Claudio ??? E invece no. In quel momento, è entrata in gioco la nonna. E così, per me è iniziata una delle più belle esperienze della mia vita. Mi piaceva tantissimo il mio nuovo lavoro. Ero una consulente assicurativa, mi divertivo e ho conosciuto delle bellissime persone. I risultati che ho raggiunto hanno vinto su qualunque tipo di aspettativa mi fossi creata. Le situazioni critiche, si, ci sono state ma, tutte superabili e superate.

Solo che, ad un certo punto, mi sono guardata dal di fuori. Una mattina come tante altre. Ero in macchina, in coda, e mi stavo recando in ufficio. Ricordo che alla radio stavano dando “A kind of magic” ( e lo ricordo perchè è la stessa canzone che da bambina faceva la strada con me mentre andavo a scuola ) e ho visto che …

L’unica privilegiata ad essere accompagnata in classe era Martina, perchè ancora andava alla scuola materna. Poi passavo in macchina davanti alla scuola di Matteo e Massimo. Mi fermavo un istante, loro aprivano la portiera e scendevano, E il nostro bacio era uno di quelli volanti. E io cominciavo la corsa. Un’ora e mezza di coda per raggiungere l’ufficio, e stessa ora e mezza di coda la era per rientrare a casa. E rientravo troppo tardi. Il problema non era riuscire a fare tutto ciò che dovevo fare, Lo facevo. E le priorità erano emerse in maniera automatica. Il mio lavoro mi piaceva e la varicella era acqua passata, ma c’era quel mio sogno che riaffiorava. E mentre nel mio sogno io ero in quella casa piena di bambini ed ero io ad aspettare mio marito, nella realtà in quella casa non c’ero quasi mai ed era mio marito che aspettava me. Lui rientrava prima di me.

Beh, ma i sogni, per lo meno quelli di questa entità, per lo meno il mio, andava vissuto. “Che fai ???” mi son detta “Volevi questo da quando eri bambina, e adesso che ce l’hai lo lasci lì, ad aspettarti ??? Ad aspettare ??? Ad aspettare che ???” Ed è così che ho imparato che, facendo un passo indietro, posso andare molto lontano. Ho scelto di rinunciare ad una bellissima parte di me, e se tornassi indietro, farei la stessa scelta, anche se mi è costata parecchia fatica. Non ho rinunciato al mio lavoro perchè loro mi volevano a casa ( sono certa che loro lo avrebbero voluto, ma non me lo hanno mai chiesto ). Ero io che mi volevo in quella casa. Nella nostra casa.

Ecco come ho scelto di fare la mamma a tempo pieno. Tranquilli. Per consolidare questa scelta ho vissuto altre esperienze. Alcune meravigliose. Altre da lasciarmi il bozzo in testa. E sicuramente vi racconterò dell’altro. Per oggi, penso possa bastare così.

Vi abbraccio

Paola ♥

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6 comments

Sonia 13 Marzo 2019 - 19:27

Mi ricordo benissimo Pino alle prese con tutti e tre

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Paola Cortazzo 25 Marzo 2019 - 16:52

Sonia … certe cose non possono passare inosservate

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Beppe 13 Marzo 2019 - 23:13

Ciao Paola ,
Io credo , anzi ne sono convinto che i sogni più belli non sono quelli rimasti nel cassetto , dove la nostra mente ogni tanto ci fruga dentro e ci fantastica sopra un po’ …ma sono quelli già realizzati , ma siccome già realizzati non sono più sogni ma realtà e così diventano routine . Dico questo perché a volte mi trovo a rimproverarmi perché quel tal sogno che non si realizza , non riesco a farlo diventare realtà e così facendo perdo ( Per poco tempo ) il piacere di godermi quelli già realizzati . Non dico che sia appagato o soddisfatto per quello che ho potuto realizzare nella vita , ma capisco che se mi lascio trascinare dalla pretesa e dall’insoddisfazione perdo la tramontana e la depressione la farebbe da padrona .
Perciò dico : è giusto, è bello sognare ma è anche doveroso guardarsi intorno e ringraziare il buon Dio per quei sogni già realizzati .

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Paola Cortazzo 25 Marzo 2019 - 16:54

Assolutamente Beppe, comprendo tutto ciò che dici e aggiungo … la misura giusta a volte la troviamo nel mezzo.

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Ali 10 Ottobre 2020 - 17:08

Grazie…ho trovato questo articolo navigando alla ricerca di storie di mamme e figli, forse perché è un periodo di grande confusione per me…anch’io lavoro e faccio quello per cui ho studiato ma sento di non essere nel posto giusto…vorrei solo stare con i miei figli e arrivare a casa prima di mio marito… mi hai fatto riflettere.

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Paola Cortazzo 11 Ottobre 2020 - 18:28

Grazie Alice. credo che i momenti di confusione siano parte integrante dell’essere mamma. E’ una scelta importante, imponente, con la facoltà di definire e incanalare diversi aspetti di una donna. Di una mamma. Grazie per aver condiviso i tuoi pensieri qui con me e con tutti noi ❤

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