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Mamma, che c’è per cena???

by Paola Cortazzo

Partiamo dalla base. La cucina. Se volessi vederla sempre pulita e a posto non cucinerei mai. Ma è un regalo che mi concedo solo un paio di volte l’anno. L’ultima volta che mi è capitato di vederla così, ho scattato una foto e credo l’appenderò alla porta … giusto cosi … per dire che anche la mia cucina potrebbe farcela ad essere come una di quelle che si vedono solo sulle riviste. Detto questo passiamo all’atto pratico.

 

 

Ho centinaia di ricette in tutti i formati. Trascritte velocemente anche sui tovaglioli. Copiate ed incollate sulle note del telefono. E poi anche ricette veloci, ricette facili, decine di video salvati, ricette che quando le guardi nei tutorial sono facilissime nella realizzazione e sicure nella riuscita. Nei video, A me solitamente viene troppo bassa, troppo cruda, troppo tutto. Cosi sono una cuoca autodidatta. Perché se lo faccio a modo mio, viene meglio, viene buono, e soprattutto viene.

Cucinare mi è sempre piaciuto parecchio, l’ho sempre fatto con grande passione, ereditata, credo, da mia nonna e da mia mamma. Le regine della cucina. Quindi si, mi piace e ho sempre cercato quei segreti che rendono speciali “i tuoi piatti” e riconoscibili anche solo dal profumo (si, sono un po’ fissata con i profumi). Qualche segreto me lo hanno svelato loro, qualcun’altro l’ho “rubato, e il risultato è buono.  Ma non tutti i giorni ho voglia di stare in cucina per delle ore.

Quindi capita che passo intere mattinate o pomeriggi ai fornelli, ma capita anche che entro in cucina quando manca solo un quarto d’ora alla cena e … apro il frigo, scelgo la cosa più veloce da fare e la metto sul fuoco. E la cena è pronta.

Forno, pentola a pressione e freezer sono i miei accessori preferiti in cucina. Sono i miei partner più affidabili e quelli di cui sentirei molto la mancanza se non ci fossero. Mi aiutano soprattutto a guadagnare tempo, risparmiarlo ed utilizzarlo per altro, assicurandomi comunque una riuscita apprezzabile.

A proposito, approfitto di questa occasione più unica che rara per dire una cosa a Capitan Findus e tutti i suoi simili: “Guardate che se compro i bastoncini è perché:

1 – accendo il forno

2 –  li metto dentro

3 –  dopo 15 minuti devono essere pronti.

Se a metà cottura devo aprire il forno, girare i bastoncini e controllare, ho già “perso troppo tempo” e faccio una bistecca ok??? Cioè, quello che vorrei quando mi affido ai surgelati è che dovrebbero essere loro a pensare alla cena, non voglio cose impegnative e quel tempo che dovrei impiegare per impanare e friggere una fettina di pollo posso impiegarlo in altro. L’ideale??? Io accendo il forno, mentre aspetto che va in temperatura preparo pigiama e mutande pulite per le bambine. Quando il forno è pronto, ci infilo dentro la cena e io vado a lavare le piccole, ho giusto un quarto d’ora ma deve essere tutto per loro, non posso mettere il timer dopo 7 minuti per tornare in cucina e girare i bastoncini. Altrimenti niente bastoncini Findus.

Torniamo all’altra versione di cucina.

Ora arriva la stagione più bella e più ricca per noi. L’orto dei nonni, e anche quello di alcuni amici proliferano di cose buone, genuine e, qualche volta, anche impegnative. Prendiamo le erbette, per esempio. Ok. Buonissime, nessuno lo mette in dubbio. Poi, vuoi mettere quelle appena raccolte da quelle comprate … non c’è paragone. La scorsa domenica me ne è arrivato un sacchetto pieno. All’occhio erano già invitanti anche se piene di terra. Così ho passato la domenica sera a lavarle, ma abbiamo mangiato delle erbette buonissime. Va molto meglio quando le mie bambine si mettono a raccogliere lamponi: un gesto tanto semplice, quanto efficace. Dai tre benefici: loro impiegano un po’del loro tempo a fare qualcosa di divertente, mi stanno facendo un regalo (i adoro i lamponi), non sono neanche da cucinare.

 

Ora vi parlo un po’ dei miei in cucina … dai, cominciamo dal “capofamiglia”.

 

Mio marito in cucina. A volte si supera e sulla soglia dei cinquant’anni scopro cose nuove.  L’altro giorno ha deciso di preparare spaghetti alle cozze. Ora, di questo vorrei raccontarvi, ma gli ho promesso che non avrei detto niente per non lenire la sua sensibilità e il suo “nuovo” approccio alla cucina (nuovo perché è una pratica che fino a poco tempo fa non conosceva). Mi tengo la novità e … giusto per darvi un’idea del risultato vi dico solo che si è ispirato ad una classica ricetta della sua terra di provenienza, la Puglia. Riso, patate e cozze. Ha sostituito il riso con gli spaghetti, ha eliminato le patate e lasciato le cozze. Questo dovrebbe bastare per rendervi l’idea di ciò che abbiamo mangiato.

Le passioni si tramandano, e ad oggi sono riuscita a farle arrivare a tutti e cinque i miei figli, in maniera diversa certo, così come sono diversi loro.

Matteo. Lui è bravissimo a cucinare, spesso ci pensa lui, si diverte ed è sempre pronto a fare qualcosa di nuovo.

Massimo e Martina si mettono a cucinare quando hanno voglia di mangiare qualcosa che io non faccio da un po’, e qualche volta ritardo di proposito.

Manuela e Matilde. Che ve lo dico a fare. Ormai è chiaro che almeno un paio di volte la settimana tocca a loro, ma una cosa è quando organizzano la cena sul pavimento della loro cameretta, con panini, latte e biscotti, melanzane, carote e spaghetti … ma è tutto finto per cui niente briciole e affini. Altra cosa è quando si cucina davvero, ma è anche vero che il piacere del cibo arriva anche nella fase della preparazione. E poi, anche si dai, mentre appagato dalle delizie che hai mangiato, ti tocca pulire. Fa tutto parte del gioco.

E poi, aggiungo che …  il momento della cena, non è solo mangiare per nutrirsi.

Può diventare un’attività ludica … beh, a questo pensano le piccole di casa.

Liberatoria quando si decide per un pic nic sul tappeto, ma non bisogna soffermarsi su quanto cade sul tappeto. Bisogna rimanere concentrati su ciò che arriverà nello stomaco, soprattutto per quanto riguarda le piccole che si fanno piacevolmente distrarre dal cartone scelto insieme per farci compagnia. Elemento che contraddistingue e rende leggera la cena e lo trasforma in una cosa diversa, oltre al tappeto ovviamente.

Un rituale … con la nostra pizza fatta da noi, quella del sabato sera e il ragù che se manca non ci sembra domenica

“Festeggiosa”, quando abbiamo ospiti (poverini) che vengono brutalmente travolti dai nostri schiamazzi e la nostra irruenza, anche se a volte bastano i nostri colori per fare festa.

 

Sfiziosa … se si opta per la serata degli hamburger o degli hot dog.

 

Indefinita quando ai fornelli ci si mette mio marito.

E poi … c’è anche un altro aspetto ….

L’altra sera Manuela mi faceva compagnia mentre facevo la doccia e mentre mi stavo asciugando lei mi dice: “Mamma, che pancia grande che ti è venuta. Ma non è che hai dentro un bambino e non me lo hai detto per farmi una sorpresa???” “No Manu, non c’è nessun bambino. La mamma fa un pane troppo buono e io lo mangio sempre tutto. Ecco perché la mia pancia è più grande”

Ecco perché sono passata dal fare il pane tutti i giorni a farlo solo una volta in due settimane.

Certo poi c’è l’aspetto nutrizionale, sul quale mi limito a dire che qui si cerca di seguire la dieta mediterranea, mescolandola a quella dei 5 colori, giusto per non annoiarci col cibo e creare varietà. Cerchiamo di attenerci calibrando tutti gli ingredienti, anche se a volte, serve una settimana intera per metabolizzarli tutti e qualche altra volta invece, ci abbandoniamo a quelle cose buone solo da mangiare, anche se di sano hanno ben poco.

Ora penserò a cosa preparerò per cena … o forse no.

Vi ringrazio di essere passati dalle mie parti, vi abbraccio e vi do appuntamento alla prossima settimana.

Paola ♥

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2 comments

Sonia 10 Giugno 2020 - 14:45

My Dear… siccome io odio pensare a cosa cucinare… poi cucino e pure mi piace… non è che gentilmente mi manderesti un messaggino che dice oggi cucino questo domani cucino quell’altro? Grazie lo so… mi vuoi bene anche tu❤

Reply
Paola Cortazzo 10 Giugno 2020 - 16:24

Per oggi ti rispondo da qui.
Stasera spezzatino con patate.

Certo che ti voglio bene ❤

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