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Mamma che sta a casa vs Mamma che lavora

by Paola Cortazzo

“Mamma, hai “cercato” un lavoro???” Questo è quello che ultimamente mi chiede Manu quando torna a casa da scuola. Me lo chiede spesso. Le ho chiesto: “Manu, perché vuoi che la mamma vada al lavoro???” “Mamma, perché sennò tu stai a casa da sola, e io non voglio. Adesso che anche Matilde viene a scuola con me, non voglio che tu stia sola”

Mi avevano detto che i figli avuti a quarant’anni sono chiamati “il bastone della vecchiaia” … ma non pensavo che iniziassero così presto ad esserlo. Però è così. Manuela si prende cura di me, ha imparato a farlo dagli altri. Qui lo facciamo tutti. Spesso.

Ma  … torniamo alla sua domanda e al perché mi porta a fare delle riflessioni. Ammetto che è da un po’ di tempo che sto considerando l’idea, ma sarà sicuramente un’impresa non facile, per me che voglio continuare a fare la mamma a tempo pieno.

 

 

E allora perché volerlo fare … provo a spiegarvelo. Cosi magari lo capisco anch’io.

 

Inizio da alcune affermazioni che molto spesso mi sento dire:

 

“Immagino che tu non lavori … con cinque figli …”

“Ah .. ma tanto tu stai a casa !!!”

“Io non voglio stare a stare a casa e farmi mantenere … come te”

 

E poi c’è Manu:
“Mamma, hai “cercato” un lavoro???” … e io trovo parecchia delicatezza nella sua semplice domanda.

 

 

 

 

Questa invece l’ho sentita durante una di quelle trasmissioni televisive, una di quelle che va molto di moda (la mia grande fortuna è che guardo molto poco la tv), dove ci tocca assistere a dibattiti che, dopo averli sentiti, capisci che non portano da nessuna parte. Comunque, la frase è questa: “Noi non vogliamo usare i soldi pubblici per dare un contributo alle casalinghe, siamo per le pari opportunità, vogliamo asili nido che permettano alle donne di guadagnarsi i loro soldi”

Vorrei dire a questo signore, che di lavoro si occupa di politica, che le donne che come me scelgono di “fare le casalinghe”, lo fanno perché ci trovano un valore in quello che fanno, che parlare di pari opportunità tra un uomo e una donna si può, ma bisognerebbe tenere a mente le differenze che ci sono tra un uomo e una donna. Tra un papà e una mamma. Differenze che, se parliamo di vere “pari opportunità”, non svaniscono.

Molto spesso (qualche volta capita che non è così, ma molto spesso accade) la donna che lavora e che rimane incinta, viene vista come un ostacolo. Mentre l’uomo che sta aspettando un figlio, no. Vorrei dire a quel signore che c’è parecchia differenza tra l’uomo che rientra a casa la sera e chiede alla propria moglie: “Com’è andata oggi … hai avuto la nausea???” E stare tutto il giorno a vomitare senza aver mangiato niente, tutto questo per intere settimane. Noi donne non scegliamo di mettere su 18 kg in 6/7 mesi. Non scegliamo di trovarci dentro ad un corpo che non ci sembra più il nostro. Noi non scegliamo di urlare mentre partoriamo. Noi non scegliamo di stare sveglie tutta la notte per cercare di capire se quell’esserino appena nato sta dormendo e respirando. Noi non scegliamo di mettere in pausa la nostra vita sessuale nel “post parto”, e a volte anche nel “pre”. L’elenco è ancora lungo, ma vorrei fermarmi qui. Queste sono solo alcune delle sostanziali differenze che trovo tra un uomo e una donna, tra un papà e una mamma. Credo fermamente che, parlare di pari opportunità, non significa che uomini e donne siano uguali,  basterà pensare che a noi donne viene concesso il privilegio di partorire, solo questo fa un enorme differenza, senza soffermarsi su quanto ho elencato poco fa.

Vorrei però, ancora dire che dovrebbe poter essere una scelta libera, quella di fare la mamma a tempo pieno, e che non è carino (soprattutto per un uomo che si è messo a fare uno dei lavori più belli, dall’animo nobile, occuparsi degli altri …. Perché è questo che significa fare politica, giusto???) sentirsi proprio come ha detto lui: qualcuno che non si guadagna i suoi soldi. L’unica nota positiva di questa affermazione è che mi ha fatto pensare. In effetti io lavoro ma … non guadagno i miei soldi, questo è sicuramente quello che appare.

Quindi potrebbe risultare facile che io passi per una mantenuta, ma non è così. C’è una sottile differenza tra “lavorare senza percepire stipendio” e “farsi mantenere”. Sarò di parte ma io la vedo così. E non sono una mantenuta.

A volte lavoro in tuta, altre in pigiama.  Altre volte va molto meglio e riesco anche a truccarmi. Si, la ricompensa che ricevo non è in euro e non ci posso andare a fare la spesa o a comprarmi quel vestito che mi piace tanto, ma per me è sufficiente. Non ditelo ad una mamma che sta a casa, non è carino. Soprattutto voi, mamme che lavorate, e che avete tutta la mia ammirazione. Fate tutto quello che faccio io e in più lavorate. Pensate alla casa, al bucato, alla spesa, alle bollette, ad accompagnare i figli a scuola … e andate a lavorare. Ma quando parlate con delle mamme che stanno a casa (che sia per scelta o per necessità o per qualunque altro motivo) mostrate il vostro rispetto, verso quelle donne che hanno fatto scelte diverse dalle vostre, così come si rispettano le vostre di scelte, non parlate loro di “mantenute” “quelle che hanno un sacco di tempo” “quelle del bar davanti alla scuola”. Ogni persona ha una storia, ed è giusto rispettarla e non giudicarla.
Voi, mamme che lavorate, tenete conto della fatica che si fa per non scomparire stando a casa … perché la mamma a casa è sempre reperibile, sempre disponibile e se ha preso un impegno e poi capita come è capitato a me, che Matilde rimane a casa con la febbre per la terza volta in un mese, sono fatti miei. Così mando un bel “ciao-ne” al parrucchiere che ho chiamato per disdire l’appuntamento (che poi si arrabbia pure) come se io non volessi andarci … in realtà ci volevo andare si dal parrucchiere, ma essendo una mamma che sta a casa, fatico parecchio per recuperare del tempo per me.

Mi sono resa conto che ho detto quello che avrei voluto dire, e che è arrivato il momento di … produrre uno stipendio, perché il lavoro ce l’ho già.

Tornando a cosa potrei scegliere di fare per produrmi quello stipendio di cui vi ho parlato, e come vorrei farlo, ci sto “lavorando” e vi terrò aggiornati. In realtà ci sto già lavorando già da un po’. E’ stata un’idea della mia mamma, e sono certa che funzionerà.

 

 

 

Ora vi abbraccio

Paola ♥

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2 comments

ANDREA ZOMBOLO 22 Febbraio 2020 - 14:14

NOn è semplice da far capire….è facile invidiare…. ma ognuno in coscienza sua sa cosa fa e cosa vale..

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Paola Cortazzo 26 Febbraio 2020 - 08:09

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