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Mamma ha l’influenza

by Paola Cortazzo

Non dovrebbe accadere. Noi mamme non dovremmo avere l’influenza. Anche se poi l’ho chiesta io. Avevo detto a Manuela di dare a me la sua tosse, così lei sarebbe potuta tornare a scuola dai suoi amici, che le mancavano tanto. Avevo fatto questa richiesta anche agli altri miei figli quando erano più piccoli, ma non era mai accaduto davvero. Loro se l’erano tenuta. Ma Manu, è una tosta, e me l’ha data. E io ho un’altra età. E quindi ??? Cosa avrei voluto ???

Avrei voluto stare a letto tutto il giorno, per i giorni necessari. A godermi la mia tosse e la mia febbre. Vedere i miei fare a turno per portarmi coccole e the caldo, con biscotti secchi e caramelle per la gola. E poi accendere la televisione ( non la guardo mai ) e guardare quelle serie tv con le quali sono cresciuta. Addormentarmi col volume basso. E poi, svegliarmi per via della tosse … per poi … riaddormentarmi. Non lo so … Esagero se dico 3 giorni vissuti così … bohh … penso sia il giusto. Rimarrà una supposizione. Perchè ??? Cosa è accaduto nella reltà ??? Sono stati due giorni impegnativi. Quelli che la testa è così pesante che non ce la fai a tirarla su dal cuscino e che senti i brividi su ogni centimetro del corpo. Ma quelli che ti devi alzare perchè le piccole non sono ancora autonome. E che ti devi anche dividere perchè Manuela è in via di guarigione e vuole giocare a “ce l’hai” e invece Matilde vuole stare in braccio a me, e lasciarsi addormentare. E c’è il pranzo da preparare e i bagni da pulire. E poi, arrivano i miei. Che mi portano colore. E funziona più o meno così.

Con Manu ci siamo accordate. Le ho spiegato che mi gira tanto la testa e che se ci mettiamo a giocare a “ce l’hai” potrei cadere. E che, anche Matilde non ha tanta voglia di giocare. E allora lei mi dice così: “Mamy, stai tranquilla. Siediti qui, con Matilde in braccio, così lei non piange e tu ti riposi. Io ti preparo un caffè ( con la sua supercucina e supercaffettiera ) E te lo porto. Ti piace questa idea ??? ci metto anche il latte e lo zucchero, come piace a te.” E io, la trovo un’idea meravigliosa.

I ragazzi. Loro sono passati a prepararmelo davvero il caffè. Solitamente quello del pomeriggio. Lo prendiamo insieme. Ma oggi deve essere una giornata pesante anche per loro. A me sembra che non si siano accorti della mia influenza. Però capisco. Uno studia, l’altro “pures” ( “sta cosa” da quando l’ho sentita, non riesco a non ripeterla … è la mia conocenza dello spagnolo ) e poi c’è Martina che deve prepararsi al suo viaggio di istruzione con la scuola, 3 giorni a studiare inglese. E la valigia da preparare. Io, alla sua età, avrei iniziato 2 mesi prima (parlando della valigia). Lei rispetto a me è molto meglio. Ma ecco che mi guardano mentre prendiamo il caffè. Il primo chiede: “Mamma, per caso hai lavato quei pantaloni nuovi??? Avrei deciso di metterli” Il secondo aggiunge: “Mamma i calzettoni … altrimenti faccio tardi agli allenamenti …” E poi Martina: “Mamma, visto che ci sei, ti ricordi il mio pigiama blu, quello pesante. Per la montagna ci vuole quello”.

Ma non è finita. La giornata continua. C’è ancora spazio e manca qualcuno. Manca Lui. Il mio Azzurro. La calma e la pace. Sono le 22.30 circa e mio marito è appena rientrato. Voi non ci crederete ma … non capita mai che sta fuori di casa tutto il giorno. E invece oggi è successo. Da stamattina molto presto. E’ appena rincasato. Corre da me. Io sono finalmente a letto. Lui mi cerca sotto le coperte e mi bacia sulla fronte. E mi chiede: “Vuoi una tisana???” I suoi occhi mi stanno dicendo una cosa che è a metà tra “Mi spiace non esserci stato oggi per poter dare una mano” e “Mi sento fortunato quando rientro e ti trovo qui”.  E allora io semplicemente rispondo: “Già fatta la tisana, grazie. Ora cercherò di riposare”

In realtà faccio fatica ad addormentarmi. Davvero mi sento provata e mi chiedo “dove l’ho trovata l’energia, oggi”. E soprattutto … devo stare proprio male per essere riuscita a non arrabbiarmi e a non raccontare che cosa avrei voluto, invece di ciò che è stato. Beh … diciamo che poi, qualcuno, mi ha fatto notare che mi sono arrabbiata si, e che poi ho anche urlato. Quindi, non è che sia stata così brava a gestire le mie emozioni. E quando non riesco a gestire quelle belle, chissenefrega. Ma quando mi capita con quelle meno belle, mi sento come “Gengè” e il suo naso, così come lo scrive Pirandello. E forse dovrei provare a stare sola come voleva esser solo lui. Per riuscire a guardarmi proprio come sono e non solo come penso di essere. E allora ho deciso. Prenderò questo tempo. E non sarà “almeno per un’ora”. Sarà un po’ di più.

lavatrice

Amori Miei. Marito e figli. Voi ve la caverete benissimo. Vorrei solo ricordarvi che Manuela e Matilde gradiscono un cucchiaino di miele nel latte della sera. E che la lavatrice, è meglio se va a non più di 40°, così si evitano i danni. Quasi sempre. E comunque, se dovesse servirvi, vi ho lasciato delle semplici istruzioni da seguire. Le trovate attaccate alla lavatrice. Io torno prestissimo.

Barbara, Cara Amica Mia. Tu sarai con me.

Per tutti Voi altri. Ci vediamo qui Mercoledì prossimo. Perchè io non vedo l’ora di raccontarvi questo mio tempo“.

Vi abbraccio

Paola ♥

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6 comments

gaetano caccia 30 Gennaio 2019 - 14:23

rimettiti! buona guarigione

Reply
Paola 31 Gennaio 2019 - 06:24

Grazie Gaetano, racconterò Mercoledì prossimo della guarigione

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Sonia 30 Gennaio 2019 - 18:47

Povera amica mia… me lo dicevi e venivo a darti man forte!♥️

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Paola 31 Gennaio 2019 - 06:26

Sonia, alla prossima ti chiamo

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Paola 31 Gennaio 2019 - 06:25

Sonia, noi mamme ce la facciamo sempre

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Paola 31 Gennaio 2019 - 06:27

Ciao Beppe, ti abbraccio

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