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Mamma vs Moglie

by Paola Cortazzo

Sono una mamma a tempo pieno. Ma ogni giorno lavoro su tutti gli altri ruoli che mi compongono e che mi completano. Oggi vi parlo di che moglie mi sento.

So di sbagliare quando il mio ruolo di mamma va in contrapposizione con quello di moglie. Qualche volta capita. Qualche volta spesso.

E cosi, come sono consapevole di non essere una mamma perfetta, so bene di essere una moglie altrettanto imperfetta.

Ad un seminario ho ascoltato che il mettersi in discussione è un segnale positivo, è qualcosa che ci fa crescere. Chiedersi se stiamo facendo o dicendo (o scrivendo, nel mio caso) la cosa giusta, ci aiuta a trovare le criticità che possono aiutarci a migliorare. E anche se capita che, per un susseguirsi di vicende, il cambiamento non ci porta ad una miglioria, ci deve essere (servono anche i fallimenti, se ben utilizzati).

 

Rispetto al mio essere moglie di domande me ne sono fatta sempre molte.

La prima: “Ma a mio marito, che è una persona così … calma, tranquilla, pacata, non poteva capitare una persona “più normale” di me???”.

Le altre, un po’ più costruttive, hanno portato a diversi cambiamenti.

Il nostro matrimonio non è un successo perché va sempre tutto bene. Forse  funziona  perché abbiamo capito, che noi due,  siamo altro rispetto a quello che accade ( a seconda di come lo viviamo, quello che accade, determina  il proseguo del nostro rapporto). Io credo funzioni, perché entrambi abbiamo mantenuto il nostro “io”, il proprio essere, che è essenziale per la crescita e la “sopravvivenza” di una coppia. Che, per quanto unita possa essere, rimane l’insieme di due persone. Due. Vere e imperfette. Che a volte “si fa fatica”, ma oltre quella fatica, trovi e vedi la bellezza.

Ma … noi non siamo solo una “coppia”.

E, il non volere che, l’essere genitori di cinque figli ci portasse a soffocare “la coppia che siamo”,  ci ha portato ad imparare stratagemmi e sotterfugi. Per riuscire a viverci. Per volerci scegliere. Per essere capaci di andare oltre ciò che accade.  Per evitare di farsi asfissiare, anche e soprattutto in quelle giornate in cui il nostro essere genitori si infiltra nel nostro essere compagni di vita.

Giornate in cui il mio ruolo di mamma prevale su mio essere moglie.

Giornate in cui essere una famiglia numerosa, oltre che bellissimo, è anche molto impegnativo, sotto diversi aspetti.

Giornate che sono completamente avvolte e travolte dai nostri figli (a volte stravolte), e molto spesso, ci sono situazioni da gestire e da risolvere. Esistono momenti in cui si sovrappongono i loro bisogni  e noi due, io e mio marito, corriamo spesso il rischio di non riuscire a trovarci. Poi, capita anche che, quando ci troviamo, ci scontriamo. E “mantenere” il nostro essere coppia, richiede un lavoro costante, per entrambi.

Si impara ad andare oltre l’atteggiamento sbagliato, che sia il mio o il suo poco cambia, l’essenziale è collocarlo nel posto giusto e non farlo diventare “cosa propria”. L’importante è capire che è un atteggiamento da cambiare, o da eliminare. Ma … non sempre avviene così. Anzi, a volte abbiamo l’impressione di aver già discusso per quel motivo, ma nonostante questo, discutiamo lo stesso.

Il nostro essere così diversi l’uno dall’altra, ci ha aiutati a creare la nostra stabilità, ma qualche volta  ci porta al disaccordo, e fanno sorridere gli sguardi dei nostri figli, quando capitano tra noi e le nostre discussioni. D’altronde, nonostante ci stiamo lavorando da quando siamo diventati genitori, è impensabile (almeno dal mio punto di vista e di vita) riuscire ad avere sempre un atteggiamento inappuntabile. Soprattutto da parte mia, ma mi sono accorta col passare del tempo, che anche lui ha le sue difficoltà. La franchezza della propria individualità, è un elemento importantissimo, che sprigiona il nostro “essere” più vero, che è fatto di aspetti positivi e negativi. E di poli positivi e negativi che si attraggono e/o si respingono.

 

 

Ci sono dei momenti in cui sento molto la contrapposizione di questi due aspetti del mio essere (l’essere mamma e l’essere moglie)

Ma poi … ci penso  .. e mi accorgo che … è cosi che funziona tra me e mio marito, nel nostro matrimonio:

Non ci si vede solo come due persone che in una bellissima giornata di sole si sono promessi di stare l’uno accanto all’altra.

Non ci si vede solo come due genitori che si prendono ogni giorno la responsabilità di aver messo al mondo cinque figli.

Non ci si vede solo come due amici che cercano conforto in una parola o in un abbraccio, alla fine di una giornata complicata.

Non siamo solo due amanti che si rifugiano lontani da casa per poter trovare la propria intimità (che in casa nostra vive eclissata)

E per fortuna, non ci si vede solo come il bersaglio dove convogliare le nostre giornate “no”.

Ma come si fa a rimanere “coppia” in una famiglia numerosa ??? Non siamo certi di saperlo, ma questo è quello che facciamo. Più o meno.

Come fare a non far prevalere il mio essere mamma rispetto al mio essere moglie ??? Credo di non averlo ancora imparato. Però bisogna ammettere che ho cinque figli e un solo marito, ho fatto più palestra come mamma che come moglie. E credo vada bene cosi.

E cosi, col sorriso (perché quello che scrivo fa ridere soprattutto me)  …

Vi abbraccio

Paola ♥

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