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Mamma vs Papà

by Paola Cortazzo

E’ divertente guardare come mio marito si cimenta a fare il papà a tempo pieno. Non mi ha ancora detto: “Se torno indietro con la mente e penso a quando rientravo la sera e ti trovavo stremata, oggi capisco perché” ma ho imparato ad essere una persona paziente e la quarantena ci darà modo di arrivare anche a questo. Ma voglio partire dall’inizio a raccontarvi questa storia …

Credo sinceramente che io e mio marito siamo una bella coppia. Perché??? Perché siamo innamorati l’uno dell’altra. Perché insieme ridiamo, parliamo, giochiamo, e litighiamo, a volte, come se ancora ci siano tante cose da scoprire e/o da conquistare. Riusciamo anche ad essere un bell’esempio per i nostri figli. Certo, non quando discutiamo come fossimo entrambi dei vermi piatti, animali ermafroditi (loro sono sia maschio che femmina), che in periodo di riproduzione lottano per fecondare l’altro, per non finire a fare la mamma. Non abbiamo mai preteso di apparire perfetti ai loro occhi (sarebbe stata un’impresa impossibile), siamo tutti umani e qualche difettuccio ce l’abbiamo tutti, vestirsi da supereroi per creare false aspettative ai loro occhi, sarebbe stato tempo usato male. Ma la grande scoperta che abbiamo trovato vincente col passare degli anni, è stata la distinzione dei ruoli. Mamma e Papà. E oggi, che siamo #tuttiacasaappassionatamente emergono sfumature nuove, sia mie che sue, e la cosa è divertente. Ma cominciamo dal principio

Da sempre, quasi in maniera spontanea,

Mamma fa delle cose.

Papà ne fa altre.

“Se vuoi arrivare primo, corri da solo; se vuoi arrivare lontano, camminiamo insieme” recita un Proverbio  africano.

E in effetti, ci si interfaccia, ci si confronta. Ma io sono io, con i miei compiti, e lui è lui, con i suoi, e fino a qualche settimana fa era tutto molto ben distinto, o quasi.

La nostra vita nella normalità prevede che:

io sono quella che sta a casa

lui è quello che va a lavorare

C’è qualcuno di noi due che predomina nel rapporto con i nostri figli??? Ognuno di noi due, credo, per le competenze che ognuno possiede. La nostra coesione è determinante, anche se non sempre in accordo. Ma è davvero fondamentale per riuscire a raggiungere lo scopo che abbiamo entrambi: l’interdipendenza a cui ognuno dei nostri figli deve arrivare. Siamo il bastone e la carota per dirla usando un’immagine. Chi la carota e chi il bastone??? Scegliete voi.

In realtà mi sono documentata nel tempo, sull’eventualità dell’essere predominante nella vita dei figli, e in qualità di madre, secondo il parere di Donald Winnicot, pediatra e psicoanalista, ne sono dentro fino al collo. Lui infatti sosteneva che “il ruolo materno è subito predominante proprio perché la madre non è una figura a sé stante, ma un tutt’uno con il suo piccolo e i suoi bisogni
Il ruolo materno sarà allora quello di tramite tra il mondo esterno e il bambino, che esplorando quanto lo circonda comincerà ad avviarsi verso l’autonomia
”. In conclusione, per dirla con le parole di Winnicot, la mamma crea il bambino non solo fisicamente, ma anche come persona. Molti altri hanno affermato teorie abbastanza concordanti con quella che vi ho appena citato.

Ho provato un po’ di delusione quando ho esteso la mia ricerca sul ruolo del papà. Non ho trovato molto, e per dirvela tutta, non mi convince neanche molto. Si parla del papà come una figura abbastanza assente, forse perché ci si affida a quel modello di padre di qualche anno fa, quello a cui venivano lasciate le decisioni  e le sculacciate. Per nostra fortuna, le cose si evolvono e anche le relazioni  padre-figli stanno prendendo forme diverse.  Cosi come del resto, la nostra generazione ha visto diversi cambiamenti in merito alle mamme, che hanno saputo nel tempo far capire al mondo che si può essere capacissime di riuscire a conciliare casa, famiglia e lavoro, non andando ad intaccare l’amore che sta alla base.

Bene, torniamo qui, a casa nostra.

In effetti concordo sul fatto che il mio ruolo di mamma è cominciato da quando quei test sono risultati positivi. Mio marito ha assunto il suo ruolo di papà… qualche tempo dopo, ma aveva solo bisogno di prendere confidenza con loro, con i suoi figli non con i test, e di capire quanto poteva essere divertente. Entrambi avevamo parecchio da lavorare sul prendere dimestichezza con i nostri nuovi vestiti di genitori, e riuscire a definire i rispettivi incarichi.

E’ bella l’immagine che ho in testa di me e mio marito rispetto a come ci siamo cuciti addosso il nostro essere genitori: io sono quella che li prepara e lui li accompagna fuori.

Io non potrei mai, e dico mai, insegnare ad uno dei miei figli ad andare in bicicletta o a nuotare. Se parliamo di sport, oltre alla camminata e alla corsa, non conosco altro. Chiamatemi pure femminuccia, non mi offendo.

Se mi metto dalla parte di mio marito invece, non so cosa potrei portarvi come esempio in merito a cose che lui non potrebbe o non riuscirebbe a fare al posto mio. O meglio, fino a qualche mese fa, ne avrei avuti parecchi, ma oggi … oggi dopo cosi tanti giorni chiusi in casa, mi ha stupito e mi ha fatto conoscere un lato di lui che mi ha sorpreso.

Qualche mese fa …

Tutto procedeva “regolarmente”

Per mio marito erano molte le occasioni che lo vedevano assente da casa, e quando in casa ci stai poco, cerchi di starci al meglio. Lui usciva al mattino e rientrava la sera per lavoro, per due sere a settimana non cenava con noi per via degli allenamenti, il sabato (e talvolta anche la domenica) si assentava da casa per andare alla partita …. e se torniamo a quei giorni in cui rientrava alle 22.30 la sera, quelle sere in cui il fuoco che attraversa le nostre piccole era ormai spento perché le trovava a dormire, aveva anche il piacere di rientrare a casa e trovarsi subito nel silenzio e la tranquillità di casa, mentre a me sembrava di aver aspettato molto di più.

Quello che facevo io, ve l’ho raccontato più volte.

Ma in quarantena ??? Che succede quando i ruoli si intersecano e si miscelano quasi a confondersi???

Oggi che siamo tutti a casa
Che fa la mamma???
Quello che faceva anche prima, con la differenza che oggi li ha tutti “tra i piedi”.
Casa, bucato, pranzi, cene …ci ho messo dentro anche il pane sfornato ogni giorno e le pulizie di primavera. Inoltre voglio continuare a seguire i miei corsi, a scrivere i miei articoli e il mio libro.

Cosa fa il papà???

Al lavoro no

Agli allenamenti no

Le partite sono una conseguenza degli allenamenti

Ecco, cosa fa il papà che era abituato ad una presenza ad intermittenza e ad operare fuori di casa??? Ha scoperto che c’è altro oltre al divano in una casa.. Ha imparato che il frigo si può aprire non solo quando si ha fame ma anche per sistemare la spesa, e ha capito perché abbiamo una dispensa. Ma soprattutto si è reso conto che avere a che fare con due bambine è faticoso, estenuante e, a volte, addirittura sfibrante. E che giocare insieme a loro è parecchio divertente.

 

 

 

Ho scoperto del nuovo anche in me, questo periodo ha fatto emergere un lato di me che conoscevo, ma non così in profondità
Sono diventata bravissima a prendermi quel tempo e quello spazio che mi occorre per stare bene, e che, di conseguenza, dona serenità anche agli altri. In alcuni giorni, lo confesso, è più difficile, ma anche in quei giorni ho trovato un rimedio. Quando mi sveglio e mi accorgo di non avere quella capacità produttiva mentale che mi permette solitamente di leggere, studiare e scrivere, mi butto nella cucina e nelle pulizie. Dico a mio marito: “Pino, stai tu con le bambine ??!!!… io sto facendo il pane” … oppure ” sto lavando il pavimento” quasi come a voler trovare una buona scusa per recuperare un momento in cui poter stare un po’ da sola. Le bambine non sono ancora indipendenti e sentono la necessità della presenza di qualcuno che le accompagni nel gioco, ma un po’ per scelta un po’ per mia necessità, non sempre è giusto che questa presenza sia la mia.

Essere mamma a tempo pieno significa allenare corpo e mente a fare più cose contemporaneamente… che sempre non si riesce, ma l’allenamento continuo ti porta almeno a provarci. E secondo me, mio marito, preferisce altri tipi di allenamento.

Provo una forte tenerezza quando lui …  sta infilando il pigiama alle bambine dopo la doccia (mai una volta che si ricorda che le mutande di “Elsa la regina di ghiaccio” sono di Matilde) lo sento … mi chiama … non trova le calze, Matilde scappa, Manuela deve dire una cosa a Matteo.

Potrei farvi tantissimi esempi di come si sta cimentando a fare il papà a tempo pieno. Gioca tantissimo con le piccole, e a volte la sua fantasia supera quella di Manuela e Matilde.

Indubbiamente ci sono dei momenti in cui per lui, diventa difficile gestire la situazione. Per esempio, il momento in cui si accompagnano le bambine a letto, per la nanna. Premessa: dovete sapere che, non abbiamo mai avuto problemi con la nanna, alle 21.00 sono sempre andati a dormire beati e contenti, e hanno sempre dormito fino al mattino seguente. Ma … anche Manuela e Matilde sentono che qualcosa è cambiato e metterle a letto la sera, nelle ultime settimane, sta diventando impegnativo …

Quando le bimbe le mette a letto la mamma …

“Dai bimbe si va a nanna”
“Mamma, possiamo nasconderci???”
“Ok, ma quando vi trovo poi, di corsa a letto…ok???”
“Mamma, mi posso nascondere dentro l’armadio???”
“No, dentro l’armadio no”
“Allora andiamo a nasconderci sopra al letto di Matteo, così poi tu ci trovi e ci fai fare lo scivolo”
“Ok, conto fino a 10 e vengo a cercarvi. …. Otto, nove, dieci, Arrivo”
Le trovo dopo averle cercate ovviamente in  tutta la casa e … inizia la canzoncina che tutte le sere devono cantare prima della loro scivolata. Ogni sera aggiungono una strofa e la canzone sta diventando cosi lunga che non basta un quarto d’ora, che moltiplicato per due, è passata mezz’ora.
“Ok, vi ho trovate, fatta la scivolata, ora conto fino a tre, e voi filate a letto. Di corsa”
“Aspetta aspetta, mamma, la pipì”
“Ma l’avete appena fatta???!!!”
“Si ma era prima dello scivolo. Ora scappa di nuovo”
“Ok, pipì e poi a letto”
“Siamo a posto ora??? Possiamo dormire???”
“La buonanotte mamma, non abbiamo dato la buonanotte agli altri”
“Non è vero, li avete salutati prima di scendere”
“Dai … mammina”
“Ora mando qui loro a salutarvi, voi state nel letto”
“Aspetta aspetta mamma, ti devo dire una cosa …” dice Manuela
“Anche io ti devo dire una cosa” ripete Matilde dal letto sotto “Una cosa a testa … ok??? Poi nanna”
“Mamma volevo dirti che ti voglio bene e che ti amo”
E Matilde dal letto di sotto ripete … “Mamma ti devo dire che ti voglio bene e che ti amo”
“Anche io vi voglio bene e vi amo. Ora si dorme”

“Aspetta aspetta…”
“No, non aspetto più perché è ora di dormire”
“Ma io sono stufa di dormire” dice Matilde
“Matilde ma cosa dici … non vedi che è buio, a quest’ora cosa vuoi fare, bisogna dormire” dice Manuela
“Ora vado di sopra e mando giù papà così dite anche a lui che lo amate e poi dormite” “No no mamma, papà poi ci sgrida perché non dormiamo” ” Appunto, cosi magari vi mettete a dormire”

Quando le bimbe le mette a letto il papà …

“Avete fatto lo scivolo, avete fatto la pipì, l’acqua per la notte ce l’avete. Bene. Buonanotte”

E loro non fiatano.

Beh, probabilmente mio marito aveva un’idea diversa di cosa volesse dire occuparsi di cinque figli, rispetto a quella che sta conoscendo ora. E magari, chissà, arriverà presto il momento in cui mi dirà: “Se torno indietro con la mente e penso a quando rientravo la sera e ti trovavo stremata, oggi capisco perché” magari non lo dirà, ma … secondo me, se andiamo avanti ancora molto con la quarantena, vorrà lavare i pavimenti.

Mi accorgo di quanto è importante la sua presenza anche per riuscire, talvolta, a recuperare un po’ di spazio come donna, per riuscire a non essere totalmente assorta dai nostri cinque figli. Soprattutto in questi giorni, e ad essere sincera un po’ ne approfitto, e intanto mi diverto a vedere quel suo sguardo che è a metà tra l’essere “spaventato” e “costernato”. Poi, quando proprio arriva all’estremo diventando “sconvolto”, lo sento: “Paolaaaa”

E io sono già li, non per soccorrere lui … ovviamente. Ma capisco quella sensazione di sfiancamento che leggo nei suoi occhi … io e lui, siamo una bella coppia anche per il nostro saper prenderci in giro, è la parte divertente di noi.

“Non c’è ruolo più essenziale e più eterno di quello delle madri”, afferma l’anziano M. Russel Ballard e non c’è giorno che passa senza che io ringrazi per il grande privilegio che mi è stato concesso nel poter ricoprire questo ruolo. Il ruolo della mamma

Vi abbraccio forte e … ci sentiamo l prossima settimana.

Paola ♥

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2 comments

Sonia 8 Aprile 2020 - 20:50

bellissimo Paola, complimenti e anche a Pino. Baci

Reply
Paola Cortazzo 8 Aprile 2020 - 23:20

Grazie Sonia, ti abbraccio

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