Poche buone regole che fanno bella una casa !!!

by Paola Cortazzo

Stabilire delle buone regole, credo sia essenziale per riuscire a far funzionare le cose in una casa, soprattutto quando si è in sette sotto un tetto e specialmente se una pandemia ci impone una convivenza permanete che non avevamo potuto programmare. La casa è diventata il nostro tutto. Si è trasformata, e da luogo sicuro in cui rifugiarsi da tutte le intemperie esterne è diventata la nostra centrale operativa.

Ieri sera le mie piccole correvano da una stanza all’altra gridando: “Noi dobbiamo correre e siccome c’è il Covid e fuori non possiamo farlo, lo dobbiamo fare qui!!! Spostatevi tuttiiii!!!” e mentre qualche tempo fa avrei detto loro di non correre perché pericoloso … che so magari sbattendo contro una porta o una sedia, beh … mi veniva da ridere, e spostavo le sedie per farle correre più veloci.

In effetti questo mi fa pensare cosa sono le regole, come cambiano nel tempo e quali potrebbero essere le migliori per una convivenza ideale. Soprattutto penso:

“Sono davvero necessarie???”

Partirei dal fatto che le regole si dividono in categorie, e alcune spiccano più di altre:

  • Le regole insite date dai principi
  • Le regole forti che si applicano con direttive e regolamenti
  • Le regole di metodo e consuetudine

Si evita così il disordine (non in senso lato), l’improvvisazione può essere plasmata e il cambiamento delle regole avviene come un processo naturale.

Partiamo dai principi. Personalmente non mi è mai piaciuto essere guardata e guardare le persone dal basso verso l’alto, e neanche viceversa. L’essenziale è guardarsi negli occhi. La logica conseguenza è che questa è una delle prime cose che ho insegnato “inconsciamente” ai miei figli, attraverso una comunicazione improntata su un linguaggio verbale e corporeo che fosse il più azzeccato possibile, incentrando la relazione sugli occhi, che io (e non solo) considero lo specchio della nostra anima, Quando qualcuno ti parla e ti guarda negli occhi lo fa con il cuore, senti che quella persona è li con te. Ecco un esempio di regola costruita su un principio: Non parlo se non mi guardi negli occhi. Idem per loro. Ahh … questa cosa vale a prescindere dall’età, e con le piccole generalmente mi abbasso, mi inginocchio e mi porto alla loro altezza “fisica” perché il passaggio possa avvenire in maniera totale. Ricordo la felicità che ho provato quando Matilde ha incontrato per la prima volta la sua maestra Lore. I bambini erano tutti in cerchio e aspettavano di essere chiamati ed entrare per la prima volta a scuola. Al sentire il suo nome, Matilde si è avvicinata e quel volto sconosciuto che era lì per accoglierla si è subito fatto amico. L’insegnante al vedere arrivare la piccoletta si è inginocchiata e porgendole la mano le ha detto: “Benvenuta Matilde”. Beh … che dire se non chapeau a Loredana e a tutti gli insegnanti come lei (che per fortuna non sono pochi) ed esprimere quel grande senso di trionfo che si prova da mamma in quel primo passaggio di consegne, che poi non è altro che il primo gradino che da inizio al taglio del cordone. Farlo così è sicuramente più piacevole.

Passiamo alle regole forti e ai regolamenti. Beh … qualche volta è necessario, e ancor più valorizzato quando casa diventa tutto. Ci sono diversi momenti in cui bisogna ribadire a gran voce perché vengano applicate le regole e rispettati i regolamenti. Mi vengono in mente un paio di esempi da riportarvi. A casa nostra si mangia senza tv e senza cellulari. Questa è una regola di vecchia data ma ancor più valida in un periodo come questo dove le stanze di casa sembrano essersi trasformate in vari posti della città, con annessi cartelli di divieto di accesso o divieti di sosta. La mia camera viene usata come sede universitaria per gli esami, impossibile anche avvicinarsi. La sala da pranzo come fulcro delle attività pomeridiane delle piccole, con il risultato che sui cuscini delle sedie non ci trovi solo il cioccolato, ma anche tanti colori (perché si usano i pennarelli) e anche la colla. La cucina … no, questa non ve la descrivo perché è un disastro ultimamente. Spesso vado a riguardare quella foto che le ho scattato (alla mia cucina) l’ultima volta che ero riuscita a pulirla come piace a me) … comunque la regola del trovarsi solo tra noi nel momento del pranzo o della cena (ognuno al suo posto) e mantenerla nel tempo, ci aiuta a non perdere l’orientamento e lascia alla nostra casa il suo spazio e il suo perché e ci si ritrova tutti a casa come una volta (e forse la colla aiuta a non spostare l’attenzione tenendoci incollati alle sedie). AHH … si … l’altro esempio che volevo riportarvi è questo: Io conto!!! Partiamo dalla regola: prima di cena si fa la doccia, e prima della doccia si mette in ordine la cameretta. Bellissimo avere tanti giochi e passare da uno all’altro a piacimento, la parte difficile è poi rimettere tutto a posto. Visto che mettere a posto quel gioco con cui si stava giocando prima di prenderne un altro funziona a singhiozzo, io conto. Avviso le bambine che a breve inizierò a contare, e da li a poco comincio dando il via: “Bambine io inizio a contare !!! Ci siete ??? Uno, due, tre …” e dall’altra stanza senti “Dai Mati … muoviamoci ,,, mamma ha iniziato … Mamma fino a che numero conti???”I miei quindici secondi corrispondono in realtà quindici minuti (più o meno) e generalmente quando arrivo a dodici/tredici tutto è a posto. La conta è un po’ come la bacchetta di Mary Poppins … e funziona. Questo lo chiamerei “incentivo all’attuazione di una regola”, che aiuta a regolamentare e a mettere in pratica una regola..

I numeri, al di la della loro efficacia, mi sono simpatici e li uso anche per altro. Spesso nomino i miei figli con chi non li conosce con … “figlio n.2” “figlia n. 4”, così anche loro, i miei figli, sanno tutti e cinque, che quando li identifico con il loro numero di appartenenza, sto dando voce da una parte all’ironia e dall’altra al ruolo ben definito che ognuno di loro occupa nella nostra casa e nella nostra vita. E’ un po’ come l’aver assegnato loro un identificativo unico e univoco. Il loro indirizzo IP.

Arriviamo alle regole di metodo. Qui passiamo ad un’altra fascia di età, quando si potrebbe pensare che alcune regole siano da bambini e che a vent’anni non servano più. Certo è che se alcune regole, soprattutto come quella di principio che vi ho descritto sopra, si attuano da sempre, le cose strada facendo sono più semplici e ci si ritrova con dei figli con cui ci si intende. Potrebbe essere comunque che alcune cose si perdano modificandole man mano. Credo che tra i compiti di una mamma, ci sia anche quello di verificare che alcune regole possono cambiare nella forma, ma non nel contenuto. Sto parlando di una realtà che tocca quasi tutte le mamme che si trovano ad avere i propri figli rinchiusi nelle loro camere davanti ad un pc con le cuffie, e magari si chiedono: “Starà studiando davvero???” Ecco … io ora dirò una cosa che probabilmente i miei figli avevano solo potuto intuire finora, perché mai dichiarata. Da questo momento in poi ogni volta che attuerò questa regola silenziosa loro … mi guarderanno e rideranno. Ogni tanto agisco di nascosto … e con la scusa di portare nelle loro camere mutande piegate o magliette stirate. A volte rendo dolce la mia presenza portando loro un cioccolatino, magari ci concediamo un attimo e lo mangiamo insieme. In realtà, io controllo.  Si. Controllo che stiano seguendo la lezione, e non giocando alla play o guardando un film. Da una parte credo che fidarsi dei propri figli sia un atto dovuto nei loro confronti, mettere in pratica dei metodi per verificare che questa fiducia sia motivata … beh credo sia un atto dovuto nei confronti di noi mamme. E poi in fondo credo serva anche a loro, perché anche se non detto in maniera aperta e chiara, è palese che io entro per delle verifiche quotidiane, e se torno per un attimo nel mio ruolo di figlia … mi piace sapere che mia mamma mostra interesse per quello che faccio, una cosa da fare con riserva e in modo “non invadente”, ma rimane un atteggiamento apprezzato, se ben calibrato.

Non sono solo queste le regole di casa nostra, ma gli aspetti  che accomunano queste che vi ho riportato, e anche quelle non citate, sono:

  • Seguo attentamente per prima tutte le regole (l’esempio è il primo degli insegnamenti)
  • Un atteggiamento autorevole e non autoritario (una come me che non tollera le imposizioni, riesce difficilmente a obbligare e comandare)
  • Ascolto, accoglienza e comprensione sono le basi per instaurare delle buone regole che verranno seguite in modo semplice.

Rimane che ognuno ha le proprie regole personali, che riescono ad emergere e prendersi il proprio spazio quando le regole di base della nostra piccola comunità sono salde e radicate.

Grazie per essere tornati a trovarmi.
Alla prossima settimana. Vi abbraccio Paola ♥ Se vuoi rimanere aggiornato e ricevere una mail ogni volta che pubblicherò un nuovo articolo, iscriviti alla newsletter

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