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Prima che sia settembre

by Paola Cortazzo

Il giugno appena concluso per noi è stato un mese ricco di giorni da festeggiare, tutti un po’ speciali, di numeri da ricordare e di (parecchi) momenti in cui “la lacrima” è scesa. Più di una e in più occasioni.

Chi mi conosce lo sa e mi scrive: “Non dirmi che ti sei commossa anche durante i saluti???”

Eh si, giugno è anche il mese dei saluti. E … veramente si … mi sono commossa, ma non solo perché ci siamo trovati a scuola esattamente dopo 127 giorni.

Non solo perché, anche se molto velocemente e a distanza, ho avuto la possibilità di confrontarmi con le altre mamme, che come me, si sono trovate a gestire le nuove personalità dei loro bambini

Non solo perché assistere alla promozione di Matilde da piccolissima a piccola e di Manuela da mezzana a grande, me le ha mostrate più grandi solo in quel momento in cui le maestre consegnavano loro la meritata medaglia

Ma anche e soprattutto perché in questi momenti faccio i conti con uno degli aspetti più difficili da gestire della mia vita: lasciare andare

Intendiamoci, alcune cose ho imparato a lasciarle andare, soprattutto se parliamo di cose non del tutto positive. E  con le persone … con alcune ci riesco abbastanza bene. Ma poi ci sono quelle persone, quelle che io sono stata davvero contenta di aver incontrato, quelle con cui si riesce davvero ad entrare in connessione, quelle che mi dispiace davvero che non faranno più parte della mia vita. Ecco che poi mi ritrovo che … la gratitudine mi serve, anche se a volte non mi basta.

Si, mi sto rivolgendo agli insegnanti e in particolare a quelli che quando arriva la fine di un ciclo scolastico ti tocca salutare. Nei giorni scorsi mi sono prodigata in messaggi e mail rivolte a loro, e sono certa che con alcuni di loro non sono state parole di addio. Come non lo sono state in passato con alcuni degli insegnanti dei miei figli, con i quali sono ancora in contatto.

Giugno è anche il mese in cui i nostri figli raggiungono dei traguardi, concludono dei cicli, e si preparano a dei cambiamenti. Quei cambiamenti che riguardano inevitabilmente anche me, come mamma.

Massimo si è diplomato e si prepara a gettare le basi partendo da se. Vi dico che vederlo guidare e accompagnarmi in giro di qua e di la, un certo effetto me lo faceva anche prima, ma ora, vederlo alle prese con l’università e sentirlo desideroso di entrare nel mondo del lavoro, rende tangibile il tempo che passa, le fasi che cambiano e si avvicina sempre più quel momento in cui io lo chiamerò: “Massi, amore hai mangiato??? Hai dormito??Quando passi???” Ma forse anche no … non lo so ora che tipo di reazione avrò sinceramente. Da una parte mi diverte immaginarmi come una mamma bisbetica, dall’altra credo che affronterò le nuove situazioni come tutte quelle che erano nuove fino a prima che le conoscessi.

 

 

Solo una settimana dopo il diploma di Massimo, la scuola materna che frequentano le piccole, aveva organizzato i saluti di fine anno in modo un po’ speciale, a piccoli gruppi. La prima di casa è stata Matilde e quando, vicino alla sua maestra Lore le spiegava come aveva trascorso il suo tempo, e la maestra la capiva, guardavo in faccia i progressi fatti in questi mesi. Lei, che a febbraio parlava ancora in modo poco comprensibile.

Dopo un’ora era arrivato il momento di Manuela. Io e Manu, da sole,  stavamo andando a festeggiare la sua promozione e a ritirare la sua medaglia. Percorrendo la strada proprio come facevamo fino a prima di quel 23 febbraio,  sembrava che il tempo non si era fermato, ma ad un certo punto mi ha detto: “Mamma, puoi lasciarmela la mano, io tanto cammino vicino al muro. Poi quando dobbiamo attraversare prendo io la tua mano”

 

 

Forse la difficoltà nel mio lasciare andare, sta anche nel sapere esattamente che la vita è fatta di momenti che poi si trasformano in fasi, che inevitabilmente portano a dei cambiamenti (al distacco nel caso dei figli), e fare un passo indietro, capire che non è più il momento di camminargli accanto, lasciargli la mano e vederli proseguire capaci di andare. Sebbene ci sia la consapevolezza che è giusto cosi, tutto questo non può lasciarmi indifferente. E poi finisce che piango … ma per cose belle, s’intenda.

Bene, comunque era giugno. Oggi invece inizia un nuovo mese, Di sole, di caldo e mi auguro anche di mare.

E ci prepariamo a vivere una bella estate, e ci prendiamo il tempo per lasciare andare, prima che sia settembre.

Vi ringrazio per essere venuti a trovarmi anche oggi e vi rinnovo l’appuntamento alla prossima settimana.

Vi abbraccio.

Paola ♥

 

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