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Pronti, partenza … via

by Paola Cortazzo

Bene, anzi al momento benissimo.

E’ iniziata la scuola solo da due giorni, al momento solo per le piccole, ma già sembra un’altra vita. C’è uno strano silenzio in casa. Si, ci sono ancora i ragazzi che però, da “grandi”, pendolano in casa tra le loro camere, il divano e la cucina. D’altronde, sono i loro ultimi giorni di vacanza … che se li godano.

Ma senza piccole, qui in casa, … è tutta un’altra storia. Riesco a far agire la candeggina nel water prima di sciacquare. Riesco a leggere un intero capitolo di un libro. E riesco a scrivere un intero paragrafo senza dovermi continuamente fermare. Riesco a chiacchierare con le mie amiche al telefono.  E faccio la pipì con la porta del bagno chiusa. E rimane chiusa.

L’ingresso a scuola è stato strabiliante, e chi mi segue anche sui social “già sa”

Per chi invece, mi legge solo qui …

Il primo giorno di Manuela.

“Vieni Manu, andiamo. Oggi ricomincia la scuola!”
“No, vabbè… mettimelo tu il prosciutto nel panino … “
Arriviamo a scuola e con la consegna delle varie istruzioni, la nostra maestra Chiara ci rassicura: “Per il primo “mesetto” potrete accompagnarli dentro” e si vedono scorgere sorrisi sotto le nostre mascherine, di noi genitori.
Così, disinfettiamo le mani, puliamo le scarpe e dopo la misurazione della temperatura entriamo. Accompagno Manu alla sua postazione, lascio il suo zaino e il suo panino, lei intanto si cambia le scarpe.
È raggiante e illumina tutto lo spazio … e poi mi guarda: “Ciao Mamma, ci vediamo dopo. Ti voglio bene”
E così, se ne va.
Non ve lo volevo dire ma … poi, finisce che io piango.

 

Vado a riprenderla.

“Manu, andava bene la borraccia che ti ho comprato?”
“Si, e COMUNQUE TI RICORDO che ti sei dimenticata di riempirmela… ma stai tranquilla, me l’ha riempita la mia maestra Patty”
“Ma io veramente … non volevo che avessi uno zainetto troppo pesante …”

Il giorno dopo. Il primo giorno di Matilde.

Ehh … potrebbe sembrare uguale  … e invece no.
Oggi è il giorno in cui TU ricominci . e poi io mi adeguerò.
Con il tuo ufficiale ingresso a scuola, io metto il punto ad una delle più belle fasi della mia vita.
Quella in cui per ogni cosa hai chiamato “mamma”, anche quando mi chiamavi e non avevi bisogno di me … solo per sapere che ero lì, vicino a te.
E così, comincia per noi due una nuova avventura.
Non sarò più la sola ad insegnarti. E ci sarai anche tu ad arricchirmi, ogni giorno, con le tue nuove scoperte. E non vedo l’ora di guardare il mondo anche attraverso i tuoi occhi.
Oggi, diventiamo un po’ più grandi insieme.
E sarà bellissimo.
Buon divertimento scricciolina mia 

E comunque neanche a lei ho riempito la borraccia …

Erano solo i due primi giorni. Giorni di “prova”. Così li ha anche definiti la nostra maestra Chiara. Giorni che sarebbero serviti ai bambini più che altro, che sono mancati da scuola per 195 giorni. Ma poi … lo sappiamo che i bambini hanno una capacità di adattamento che supera ogni tipo di aspettativa, e che quelle prove erano più per noi grandi.

Sapete cosa penso in merito agli insegnanti dei nostri figli. Conoscete il livello di fiducia (che è altissimo) che ripongo nei confronti di quelle persone a cui affido le mie bambine. Così è stato anche per i miei primi tre. Belle esperienze fatte negli anni passati, ma con regole diverse. Regole che spesso vengono dettate dalla burocrazia, ma poi … qualche volta, capita che la burocrazia la facciano le persone. La scelta della scuola si fa per diversi e tanti elementi, che potrebbero anche semplicemente essere legati alla comodità. E pensate, la scuola materna che frequentano Manuela e Matilde, l’abbiamo scelta per comodità. Ma che bella comodità … vicinissima a casa, non parcheggiamo mai in doppia fila e riusciamo sempre (quasi sempre) ad arrivare in orario. Ma la cosa più bella sono quegli sguardi che si incrociano ogni giorno.

Si, le regole. Ho  letto il regolamento che ha delle nuove direttive (ovviamente) e sembra anche impegnativo, ma …

Care maestre, io credo che ce la possiamo fare. Noi genitori ce la possiamo fare. Voi lo dite sempre che i nostri bambini sono fantastici, tutti bravissimi. Ehhh … quei bambini li abbiamo fatti noi, e da noi, qualcosa avranno pur preso. Ce la faremo a rispettare la fila prima di entrare e a non portare i bambini se avranno la febbre,  … che poi, qualcuno lo faceva anche prima.  Ci ricorderemo di dare loro la borraccia e quella linea non vorremo superarla, quella linea che, per le dovute accortezze, voi avete definito.

 

Ecco che arrivano le cose belle che questo anno ci sta insegnando. I limiti. I limiti con cui ognuno di noi dovrebbe imparare ad avere a che fare. Avere e darsi dei limiti è importante per contenere e contenersi, e così mi viene normale tornare su un principio di cui ho già parlato altre volte: la nostra libertà. Se non avessimo confini da non oltrepassare, non conosceremmo il gusto della libertà. E quindi un Grazie a voi tutte per aiutarci a ricordare che a volte, noi genitori, dovremmo fare un passo indietro, non oltrepassare quella linea  e lasciar andare solo i nostri bambini. E ora mi impegno (si, pubblicamente) a non prendermi la libertà di fermarmi sulla porta a chiacchierare con voi (come questa mattina Chiara), userò tutto il mio buon senso e chiamerò la pediatra anche quando, prima, avrei pensato non fosse necessario. Userò quel tempo che prima adoperavo davanti alla porta d’ingresso dell’aula, per prendermi un caffè con le altre mamme. E poi, così mi è più facile guardare le mie bambine diventare grandi.

Matilde, che ha iniziato l’anno scorso come piccolissima, sa già di appartenere ad un gruppo, che sono i suoi amici, e sa che quando è a scuola si fa l’appello e che se è li, si dice “presente”. La sua maestra Lore guai a chi gliela tocca e arriva a casa e piange perché le manca. Manuela, al suo ultimo anno, si sente a casa anche a scuola, la sua “irrefrenabile” capacità di dire quindicimila parole al minuto non riescono a frenarla neanche lì, ma noi, nel frattempo, riposiamo le orecchie. Ha assaggiato la banana, no dico la banana e a casa non vuole neanche toccarla con la buccia la banana. Hanno imparato che le preghiere non le fa solo la mamma, e che la condivisione dei giochi non è come quando sei a casa … e tua sorella ti da i pizzicotti perché non le dai la bambola. Hanno imparato che non tutti hanno dei fratelli più grandi, e che molti ne hanno di piccoli … e poi mi chiedono:”Ma non possiamo anche noi un fratellino e una sorellina???” E io … non rispondo … sarei troppo tentata e potrei dire Si.

Si, ma la scuola non è fatta solo di bambini e di giochi. E’ fatta anche di genitori che imparano ogni giorno cose nuove, e a fare un po’ meglio il proprio lavoro.

E poi … scusate ma ci sono anche dei vantaggi …

Al momento i vantaggi di cui beneficio sono due.

E’ accaduto ieri. Accompagno le bambine e …  Matilde ci ha provato: ”Mammina (lei mi chiama così) mi accompagni dalla mia maestra Lore … fino in classe …

Amore, la mamma non può. (rideva ogni mia cellula),Nessuna mamma può entrare vedi ??? Si fermano tutte qui le mamme. C’è la maestra Simo che ti porterà in classe” E continuavo a ridere, senza che lei se ne potesse accorgere.

Ridevo perché … è stato piacevole evitare le possibili scenate che, non avendone avuto occasione, non si sono verificate. Mi sento molto più leggera evitando di vivere quegli interminabili attimi in cui si è alla porta della classe e lei non si stacca da te … che poi tu ti dici “come la stacco dalla mia gamba” … se poi si mette a piangere è la fine.

E poi … alle 21.30 … dormono. Cioè, io le metto a letto e loro si addormentano in due minuti. Non devono fare pipì. Non mi chiamano perché hanno finito l’acqua.

E così arriva anche il limite di una giornata che si può ritenere conclusa, almeno per loro.

Ma domani, ne ricomincia un’altra.

Alla prossima giornata e alla prossima settimana.

Vi abbraccio

Paola ♥

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