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“Sii gentile e abbi coraggio”

by Paola Cortazzo

“Sii gentile e abbi coraggio” è una delle nostre frasi preferite, trovata in uno dei film che abbiamo visto al cinema. Io e lei. Martina. La mia principessa. Dei miei figli è quella che mi assomiglia di più, ed è quella che mi aiuta più di tutti a guardarmi dentro per la persona che in realtà sono. Così, magari inconsapevolmente, lei mi corregge.

Quando era piccola, si faceva pettinare i suoi lunghissimi capelli per ore. Adorava farsi fare la treccia, e anche se non ero capace, per lei era sempre una bellissima treccia. In base al colore delle calze sceglieva il colore degli elastici per i capelli. È sempre stata una “tosta”.
Una volta, mentre giocavamo sul lettone, io ero uscita da sotto le coperte con la faccia travestita da “mostro” e lei si era spaventata tantissimo. Ancora oggi mi ricorda quanto era brutta la mia faccia. Credo da quel momento abbia cominciato a vedermi con occhi diversi … più “umana” e meno “idolo”.

Credo anche che, fin da piccola, lei pensasse che Matteo e Massimo avessero qualcosa che a lei mancava, forse per questo, per anni, ha chiesto una sorellina. Lei non voleva giocare a calcio o alle macchinine, e la sua compagna di giochi, la cercava in me.

Cosi, poi, ne sono arrivate due di sorelline. Ma … pensare una cosa, non è come farla. E quando, oltre alla bellezza di coccolarsi due scriccioline o mettersi a giocare con loro, c è da fare la conta per chi deve entrare nel bagno per primo o alzare la mano per parlare, le cose possono apparire difficili da gestire. Anche, e forse soprattutto,  quando vorresti che la mamma, dicesse sempre: “Si, ci sono”.

Nonostante non manchino i nostri momenti esclusivi, sono consapevole che qualche volta capita che io debba dire:  “No, non adesso”. E che lei non voglia sentirselo dire. E nonostante sia convinta che, non avrei detto sempre si comunque, il momento in cui dico no, non è mai piacevole.

E così, qualche volta è successo che io mi sia chiesta:

“Sarò stata un po’ egoista nel volere cinque figli sapendo che, nonostante sia donna e magari anche capace di fare più cose insieme, non posso dare la mano a tutti e cinque contemporaneamente ???”

“Quando saranno in due ad avere bisogno di me nello stesso momento, saprò scegliere come aiutarli entrambi???”

“Quando saranno grandi e mi inviteranno per il giorno di Natale, da chi andrò???” No, non è vero, questa domanda non me la sono mai fatta, perché sarò io a chiamarli. Tutti.

Le altre invece, si. Ci ho pensato diverse volte, ma neanche troppe. Mi sono concentrata di più a cercare la soluzione per far sì che non ci fossero mancanze.

Nonostante questo, e nonostante l’ago della bilancia stia nel mezzo, so bene che ci sono delle volte in cui non ci sono. Anche se sono una mamma a tempo pieno. E questo mi dispiace.

Mi dispiace anche quando Martina è presa e assorta dai suoi silenzi. Ma io sono qui, nel caso le venga voglia di parlare.

Mi dispiace quando sento Martina che discute con i suoi fratelli, che hanno una visione completamente diversa dalla sua. Qui qualche volta grido. Qualche volta no.

E mi dispiace enormemente quando le dico: “No” ma lo dico lo stesso. Un po’ perché certe volte è davvero impossibile dire si, un po’ perché certe volte è necessario dire no.

Non mi è stato dato solo l’onore e il privilegio di essere la sua mamma, ma anche il compito di educarla (cosi come per gli altri quattro). E questo, ovviamente, viene fatto secondo quello che io credo giusto. Per lei. Ma anche per me.

Certo che, quando hai 15 anni, come Martina, la percezione delle cose, e delle persone, e di come (soprattutto) si atteggiano con te, può essere diversa. Può succedere che non sia chiara la dinamica di ciò che accade, o semplicemente il motivo per cui accade. Io, invece, ho il vantaggio di ricordare (anche se in modo sbiadito) com’è la vita a 15 anni, più o meno, e cerco cosi di utilizzarlo al meglio. Dirvi che non sempre ci riesco potrà sembrare superfluo, ma non lo è. Credo sia questa  la fase che stiamo attraversando ora. Per fortuna insieme. E consapevoli entrambe di esserci. Forse, qualche volta, si da per scontato che … tanto ci vediamo dopo, anche se poi, quel dopo non è mai scontato. E questo mi aiuta tantissimo.

Ma fino a quando ci sarà quel dopo, sarà un piacere accompagnarti. Sempre. E se non ne avrai bisogno, resterò qui … ad aspettarti, principessa”.

Si, a volte è complicato essere la mamma di una ragazza di 15 anni (che ti assomiglia pure), ma qualcuno aveva detto che sarebbe stato bello, non facile. Per cui mi concentro sulla bellezza. E poi con gentilezza e coraggio, viene meglio.

Ora vi abbraccio

Paola ♥

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