fbpx

Sindrome da rientro

by Paola Cortazzo

In merito a quanto vi ho raccontato la scorsa settimana, mi sono fatta domande più specifiche, ho fatto delle ricerche e ho letto qualcosa in merito e … ho capito che, NON sono in quel 40 per cento che soffre della sindrome da rientro.

Ciò che ho letto, accennava a dei consigli per come affrontare questi giorni … che condivido con voi.

Dormire. In estate si dorme di più e al rientro non bisogna ridurre drasticamente le ore di sonno
Non è il mio caso. Al mare dormo molto meno, la sveglia suona presto, per iniziare le giornate con le mie lunghe passeggiate, un momento per me importantissimo, al quale mai vorrei rinunciare. Che però è cosi solo al mare. La sveglia alle 6.00, vale tutta. E mi piacerebbe trovare almeno mezz’ora per poter passeggiare anche qui, che non sia solo “girare come una trottola per andare da una parte all’altra della casa” per sistemare questo o mettere a posto quell’altro. E mi allaccio ad un altro bel consiglio …

“Attività fisica … fare parecchia attività fisica, andare in palestra, in bicicletta e/o camminare
Al mare, non faccio nessun tipo di attività, vi ho raccontato della mamma in vacanza. E qui dovrò aspettare che si “inizi tutti” con i propri impegni e poi, in base a quale sera rimane libera, scegliere la mia attività. Al momento, utilizzo le scale di casa che, anche se non so quantificare quante volte faccio al giorno, su e giù, giù e su, faccio tante volte. Per ora, mi farò bastare questo, come attività fisica.

Riprendete le vostre attività con gradualità … in ufficio, a scuola, fate pause brevi (di 15 minuti) e frequenti
Ora, io in ufficio non ci vado, e la scuola l’ho finita da un pezzo, ma … mi riesce difficile pensare che si possa riprendere con pause che sembrano più lunghe dell’attività lavorativa o scolastica, e comunque, io che sono a casa, queste pause lunghe e frequenti non riesco a farle. Se avessi fatto in questo modo domenica, che ho dedicato tutto il mio tempo allo stiro, credo che per stirare le mie 97 magliette (che poi ho contato solo le magliette, ma non ho stirato solo quelle), ci avrei messo una settimana. O forse di più.

Concedetevi dei weekend”. Quando ho letto questa, non sapevo se mettermi a ridere o piangere. Non ho ancora finito con i teli da mare e i costumi e solo l’idea di dover preparare la borsa per il weekend mi angoscia. Un weekend (inteso come venerdì, sabato e domenica) per noi sette equivale a 21 paia di mutande. Il lavoro che mi comporterebbe un nostro weekend fuori, mi creerebbe più scompiglio che beneficio. Oltre al fatto che, non ce lo possiamo neanche permettere. Vacanze appena finite, libri scolastici da acquistare, il materiale per la scuola, le attività che riprendono, etc …
Spero che l’aver riportato qui alcuni dei consigli trovati, possa esservi di aiuto. Io ho fatto in altro modo. Ora vi racconto come funziona qui ….

Ho scritto tutto ciò che avrei dovuto fare, dal rientro fino alla fine di settembre.
Ho suddiviso le cose da fare nella varie settimane, dando la precedenza alle cose prioritarie e urgenti.
Ho cosi, potuto guardare ciò che avrei dovuto fare, spalmato nel tempo e nelle settimane (e non ammucchiato tutto insieme, che creava solo caos e disordine)
Ho iniziato a fare.

Sono alla terza settimana e sono in vantaggio di una, rispetto alla tabella di marcia che avevo scritto.
Ho messo ordine dentro, prima di iniziare dal di fuori.
Ho anche capito che … non soffro della sindrome da rientro.

Mi piace sentirmi scombussolata al rientro. E a pensarci meglio, se non mi sentissi così, sarebbe stato inutile partire.
Certo, mi mancano il mare, le passeggiate, la routine sfalzata. E credo normale la fatica di ritornare alla quotidianità. Se non fosse così, i giorni al mare con i miei sarebbero stati giorni persi.
Il piacere di aver passato le vacanze tutti insieme supera le fatiche. E mi piace.

Vi abbraccio
Paola ♥

Potrebbe interessarti anche:

Leave a Comment

×

Ciao, sono Paola. Come posso aiutarti ...

× Come posso aiutarti?