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Tanti auguri, Mamma

by Paola Cortazzo

Se volessi descrivere mia mamma sarebbe proprio come ha detto Maya Angelou: “Descrivere mia mamma vorrebbe dire parlare di un uragano in tutta la sua potenza”. Non riuscirei a farlo. Proverò comunque a parlare di te, mamma. A parlare con te.

Ricordo che quando ero piccola, solo una bambina, diventavo triste nel giorno della festa della mamma perché non potevo andare a comprarti quel fiore che avrei tanto voluto regalarti.

Ricordo anche un bellissimo pomeriggio. E sono certa che lo ricordi anche tu. Eri al lavoro e io volevo farti una sorpresa. Ricordo la tua espressione quando entrata in casa cercavi smarrita la causa di quell’odore di bruciato che era ovunque: “Cosa è successo???” “Mamma, non arrabbiarti. Volevo farti una sorpresa e prepararti una torta … ma si è bruciata …” ti avevo risposto piangendo, e il mio cuore andava a mille per la paura che si confondeva con la frustrazione di quel mio gesto andato in fumo. Ora lo capisco perché mi avevi detto che era buonissima. Se oggi le mie torte riescono è anche grazie a quel pomeriggio, oltre al fatto che ho imparato ad utilizzare il forno.

Sono molti altri i pomeriggi che ricordo e molte, tantissime, le cose che ho imparato da te e grazie a te. Mi hai insegnato tu le cose più importanti, anche quando sembrava che tu non lo stessi facendo. Anche quando sembrava che non mi interessasse. Mi hai insegnato la vita.

Se sono una donna contenta di me stessa e una mamma soddisfatta del mio lavoro, se sono la persona che sono diventata, lo devo a te.

Le cose che ci accomunano e che ci rendono simili sono tantissime, anche senza riconoscerlo o senza saperlo (gli altri non sanno che quando ho scelto cappello e bouquet  erano identici ai tuoi, ma io non lo sapevo), e poi ci sono anche le nostre diversità e unicità, che si scontrano a volte ma che rendono meraviglioso il nostro rapporto.

Non è possibile essere una madre perfetta. Ma ci sono milioni di modi per essere una buona madre – Jill Churchill

Tu mamma, quei milioni di modi li hai trovati tutti.

 

 

Mi hai resa capace di badare a me stessa, cosi oggi sono capace di badare anche agli altri. Sono diventata forte accettando quelle scelte che non ho saputo capire. Sono diventata determinata guardando come percorrevi la tua strada. Ho imparato a dare un peso alle lacrime, soprattutto quelle che arrivano per cose non belle.

L’ho capito quando sono diventata grande che il tuo guardarmi “in quel modo” era il tuo modo per dire: “Scusami se non riesco a darti ciò che vorrei”. In realtà mi hai dato tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno, e continui a farlo ogni giorno. Forse non tutto quello che avresti voluto, ma tutto quello che mi serviva. Tutto quello che hai potuto, tu lo hai fatto.

Ci sono anche cose che hai fatto, secondo me da non fare, ma che mi hanno insegnato comunque qualcosa. Per esempio, uso solo calze antiscivolo in casa, per non farmi tentare dalle ciabatte, come hai fatto tu quella volta che non avevi gradito la mia “brutta risposta” e la tua ciabatta mi è arrivata sul sopracciglio. Ecco, io non voglio farmi tentare dalle ciabatte, per cui ho imparato a non usarle.

E ho imparato a prendermi cura del mio essere donna, solo osservando che bella donna sei.

Vivo leggera il mio essere mamma, forse perché non dimentico di essere figlia, ma non sono sempre stata la figlia ideale. La nonna me lo diceva spesso, i nostri ruoli a volte sembravano invertirsi, e a volte … era vero. Ero convinta che tu avessi bisogno del mio aiuto, e cosi la preoccupazione mi faceva quasi dimenticare di amarti. Altre volte sono stata ingiusta, e anche arrabbiata con te. Sarà stata la mia giovane età, la  mia inesperienza o solo l’aver ascoltato chi credevo ne sapesse di più. Ma si sbaglia e si impara.

Cosi ho imparato che … le mamme sono donne, e c’è una cosa che le donne sono bravissime a fare: criticarsi a vicenda piuttosto che sostenersi … e i figli sono un “ottimo strumento” da poter utilizzare. E’ capitato che io sia stata quello strumento, ma poi l’ho capito. Le mamme non giudicano le altre mamme, e se lo fanno è perché in fondo ognuna sa di non essere perfetta, ma è grazie alle imperfezioni delle altre che riescono a sentirsi un po’ meglio, ecco perché lo fanno.

Già. Le mamme non sono esseri perfetti. Noi mamme siamo esseri fragili e forti nello stesso momento, e a volte non capiamo neanche noi quale sia la parte che vince. Noi mamme, non sempre riusciamo a plasmare le nostre paure, e non sempre riusciamo a gestirle. Alcune sovrastano e sembra siano loro a renderci deboli, quando poi scopriamo che è grazie a quelle che ci scopriamo più forti, imparando a superarle, superando noi stesse. Abbiamo anche armi vincenti, delle quali nessuno potrà mai privarci: I baci, gli abbracci e le parole che escono in silenzio dallo sguardo di una mamma. Johann Heinrich Pestalozzi ha detto: “Nell’occhio della madre il bambino esplora le profondità del cuore”. Tutto rigorosamente accompagnato da quell’inconfondibile profumo della tua mamma.

L’ho conosciuta la tua fragilità e di fronte ad essa mi sono sempre sentita impotente, la mia più grande sofferenza, perché mi mette di fronte ad una realtà che non mi piace, quella che mi fa guardare le cose ingiuste che non dovrebbero accadere e che invece accadono. Ma io e te insieme, siamo forti mamma.

Mi hai insegnato ad amarmi, ad amarti. Ecco perché sei la mamma giusta per me, l’unica che avrei voluto. sei la mamma migliore che potessi desiderare di avere. Però sappi che non mi serve un motivo e neanche una spiegazione per dire che tu sei la mamma migliore del mondo.

Se non fossi cosi, felice e beata, sappi che non sarebbe colpa tua, anche quando capitano quei giorni in cui la mia voce non ti fa arrivare il mio entusiasmo. Sai mamma, a volte noi figli siamo un po’ egoisti, questo lo affermo da figlia e da mamma. I figli a volte pensano che è scontato e che spetta alla mamma, tutto alla mamma, ma non sempre è così.

Vorrei poter fare tante cose per te, alcune non sono contemplate, altre proprio impossibili.

Posso solo continuare a fare quello che ho imparato a fare meglio. Ti voglio bene mamma.

Sono diventata mamma (giovanissima) e ogni giorno penso che vorrei passare ai miei figli la stessa cosa che tu hai passato a me: quel profumo inconfondibile che è solo della mamma, che mi è rimasto addosso e che è sempre con me. Che mi ricorda te e che mi riporta tra le tue braccia.

Voglio chiudere chiedendoti un piccolissimo favore mamma, suggerito da E.M. Forster: “Una mamma ha due doveri: preoccuparsi ed evitare di farlo”. Qualche volta, evita di preoccuparti.

(Non piangere, mamma non piangere, non era questo il mio obiettivo. A proposito, puoi chiamarmi anche se sono le 19.00)

Domenica sarà la tua festa, e ora che sono grande so che può essere una bella festa anche senza quel fiore.

Ti faccio i miei più cari auguri mamma, per questo giorno di festa e anche per tutti gli altri giorni.

Auguri anche alla mamma di mio marito, mia suocera. Anche lei mi ha insegnato molte cose ma di questo vi parlerò un’altra volta.

E auguri a tutte le mamme del mondo ♥

Un abbraccio

Paola ♥

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