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#tuttiinsiemeappassionatamente

by Paola Cortazzo

Carissimi … ho sempre pensato che gli anni bisestili fossero un po’ strani …
Questo 2020 vuole proprio confermare i miei pensieri.

È iniziato con diversi accadimenti che hanno attirato la nostra attenzione, cose che quando accadono, scatenano una serie di domande, alle quali (spesso), non seguono risposte. Invece, noi, tutti, dobbiamo trovarle quelle risposte.

In un articolo pubblicato il 20 febbraio ho letto che dalla metà di ottobre alla metà di febbraio circa 5.632.000 di italiani hanno avuto a che fare con l’influenza.
Chi mi segue ogni settimana sa che in quel numerone ci siamo anche noi (non so se sono contemplate le repliche). Sarà che i sintomi influenzali si sono talmente affezionati a noi, che non ci vogliono proprio mollare.

O forse … la storia è un’altra.

Forse le mie piccole (prima Manu, poi Matilde, poi Martina, poi ancora Manuela, un’altra volta Matilde e adesso ancora Manu) continuano a prendere l’influenza perché una volta guarite, e rientrate a scuola, si prendono quei germi che abitano la scuola e di cui vi ho già parlato tempo fa.
Avrete sicuramente sentito: “Andando a scuola … è normale che si ammalino”.

Manuela, la Mamma e il Tea Tree


Beh, a dir la verità, secondo me, non è normale neanche un po’… perché dovrebbe essere normale che i bambini che frequentano la scuola materna debbano prendersi influenza, ossiuri, pidocchi e chi più ne ha più ne metta. Posso (forse) pensare che sia difficile accorgersi da subito nei casi di (alcune) malattie infettive. Capita che, quando ci si accorge (a me è capitato), è già passato il periodo di incubazione, e di conseguenza anche di contagio. Ma per il resto no. Se si controllassero tutte le sere i capelli e la testa, probabilmente (dico probabilmente perché forse non è sempre cosi) i bambini non andrebbero a scuola portando con loro i pidocchi, che poi saltano divertiti sulle teste dei compagni. Stessa cosa con il raffreddore, che poi potrebbe diventare influenza. Può essere facile pensare: “È solo un po’ di raffreddore” e portare comunque a scuola i piccoli, forse perché non è grave, forse perché è solo un raffreddore, forse perché dobbiamo andare a lavorare e abbiamo sempre tante cose da fare. Ma, dal momento che i nostri figli non vanno a scuola da soli, fosse anche solo per il rispetto che si dovrebbe avere nei confronti di tutti gli altri (compagni e insegnanti … ma anche per gli altri genitori, che magari devono andare al lavoro) bisognerebbe valutare meglio se portarli comunque a scuola oppure no. Credo non serva (ma lo faccio comunque) aggiungere che, forse i nostri piccoli, starebbero meglio a casa, nella loro più totale libertà e poter scegliere di non fare, piuttosto che fare psicomotricità con il nasino arrossato che cola continuamente.
Proprio come noi adulti (so che gli uomini mi capiranno di più), che quando il termometro segna 37.2 stiamo già collassando. Alle donne è stata data (naturalmente) una tolleranza maggiore, ma allo stesso modo abbiamo voglia di stare a riposo.

Forse … basterebbe solo un po’ di buon senso.

Lo stesso buon senso che è mancato a chi avrebbe potuto “evitare” quello che in tantissimi stiamo vivendo in questi giorni e che si sarebbe potuto evitare. Si, lo credo fortemente che c’è qualcuno che avrebbe potuto (e forse dovuto) tutelarci meglio.
Lo dico da cittadina, da donna, da mamma.

SAPERE E NON FARE NON È UN ATTO DI RESPONSABILITÀ.

Se, chi doveva, avesse preso le giuste misure con quello che stava accadendo… se avesse imposto dei limiti … se avesse detto no … se avesse evitato di lasciare ad ognuno il proprio senso di responsabilità (che a volte si dimostra essere abbastanza basso), forse non saremmo costretti a estenuanti coprifuoco.
Un po’ come il certificato che una volta serviva per rientrare a scuola dopo l’influenza. Ora la responsabilità è tutta nostra.

Così poi, ci si ritrova che bisogna adottare drastiche “soluzioni” che .. mettono paura.

Ho immaginato il Corona Virus come due lupi, un esemplare maschio e uno femmina (non so perché ma la femmina era incinta, pronta a partorire tanti lupacchiotti, più di 5) scappati da una foresta e in grado di andarsene in giro … liberi ovunque.
E poi ho visto tanti “cappuccetto rosso” in attesa del cacciatore.

Però, noi non siamo “cappuccetto rosso”.
E non c’è nessun cacciatore, ma c’è il Corona Virus – “COVID-19” – è dobbiamo avere la forza e il coraggio (e la fiducia) di credere che chi può, farà il possibile per farci tornare alla normalità. Tantissimi professionisti in questi giorni (io ne ho ascoltati tanti) si sono attivati per non incutere terrore (al contrario della maggior parte dei telegiornali, per non parlare dei Social Media), e con tutta la loro professionalità hanno cercato di dare tutto il loro supporto, offrendo informazioni VERE E UTILI (che sarebbero da divulgare).
Sicuramente la situazione rientrerà e si adotteranno precauzioni e soluzioni al grande problema che si sta verificando e che … non può lasciarci indifferenti. Ma necessariamente (la situazione) si appella ad ognuno di noi. Al proprio buon senso.

Nonostante la paura.

Quello che non dovrebbe accadere, è che la paura si trasformi in ignoranza, così come ho visto accadere domenica scorsa. Gente che, in preda ad una psicosi isterica, ha svuotato supermercati interi. Mentre noi sette eravamo a casa a fare e mangiare crêpes. Che poi io mi chiedo … ma scusate, un’ordinanza decide di chiudere scuole, associazioni sportive, teatri, chiese, … in pratica tutti i possibili luoghi di aggregazione (credo per evitare il contagio … no???). E la gente che fa??? Va tutta insieme al supermercato … #tuttiinsiemeappassionatamente … e senza mascherina (sempre che sia quella indicata e utile a prevenire il contagio) perché domenica mattina erano già finite ovunque.
Volete sapere cosa penso ??? Penso che a volte sia necessario fermarsi, riflettere, e poi agire.

 

Certo che fa paura. Fa paura da sempre tutto ciò che non conosciamo.
La capisco la paura, ma bisogna anche imparare a gestire le proprie emozioni …
E capire. Capire cosa fare. Capire cosa non fare. Capire come muoversi.

Cosi, dopo qualche minuto a pensare … poco dopo aver saputo che era stata contagiata una persona a pochissimi kilometri da casa nostra …

Avevamo parlato con i ragazzi:

… avevamo chiesto a Matteo, se sarebbe stato possibile evitare la metropolitana … hanno chiuso l’università.

… avevamo detto a Massimo che forse era meglio non andare in gita mercoledi … hanno annullato tutte le uscite scolastiche.

… avevamo detto a Martina che sarebbe stato meglio non andare alla partita domenica … hanno sospeso le attività sportive.

Avevo anche informato l’insegnate della scuola materna (che ad oggi mi chiama “la sua Strega personale e preferita”) che avrei tenuto a casa le piccole. Ma tanto poi, l’ordinanza le ha chiuse le scuole. Tutte.

Chissà se forse … sono davvero un po’ Strega … o forse, più semplicemente, basta fermarsi un attimo a riflettere.

Ho visto i miei ragazzi spaventati, dopo aver saputo di un caso di contagio vicino a casa nostra. Non perché se è lontano non fa paura, ma sotto casa fa paura “di più”.

Ho detto loro di stare tranquilli.. ce ne saremmo stati a casa tranquilli per qualche giorno … #vicinivicini.

Abbiamo scelto di fermarci un attimo. Per capire meglio. E così abbiamo guadagnato una settimana di vacanza.

Matteo e Massimo così, hanno trovato del tempo per dedicarsi alla cucina e a sperimentare nuove ricette.
Martina mi aiuta nelle faccende di casa.
E le piccole sono contente perché quando siamo tutti a casa, è sempre una festa.

Non è facile trovare sempre il lato positivo delle cose, ma ci si può almeno provare.

Quindi, non so se lo avete capito … ma io continuo a cercare le mie stelle. Soprattutto oggi, che per me è un giorno speciale. Nonna, ho ancora il tuo numero nella rubrica del telefono e stamattina avrei voluto poterti chiamare. Poi, ti ho cercata li, dove sei, nel mio cuore.

Troppo facile sguazzare tra le stelle solo quando va tutto bene…. perciò #neancheilCoronaVirus.

Vi abbraccio … forte forte.

Paola ♥

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4 comments

Sonia 26 Febbraio 2020 - 14:20

Evviva l’ignoranza cara amica mia! Ma per fortuna ancora qualcuno riesce a ragionare… e cmq son tutti dei gran pecoroni…. beeeeeh♥️♥️♥️

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Paola Cortazzo 27 Febbraio 2020 - 21:16

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simona 28 Febbraio 2020 - 11:59

Bello quanto hai scritto.
Ti ho “scoperto” da poco, molto poco però scrivi davvero bene e mi identifico in molte cose che scrivi.

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Paola Cortazzo 4 Marzo 2020 - 13:43

Grazie Simona

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