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Un momento esclusivo

by Paola Cortazzo

L’eredità che io e mio marito abbiamo scelto per i nostri figli: i nostri figli.

Primo maggioAvere una famiglia numerosa … nascere in una famiglia numerosa, significa anche imparare la condivisione, l’attesa, l’altruismo. Nasci e già lo sai che al mondo non ci sei solo tu, ed è bellissimo sapere che in qualunque momento c’è qualcuno disposto ad ascoltarti e aiutarti.

Poi … ci sono anche quei  momenti riservati  che esaltano la singolarità di ognuno di noi, e di ognuno di loro, dei figli. E ci ho lavorato fin da quando erano piccoli. Con tutti e 5. Ci ho sempre tenuto parecchio a dedicare dei momenti esclusivi ad ognuno dei miei figli, per dare loro quel pezzetto di mamma che è tutta per loro, e per prendermi quel pezzetto che è tutto per me. E così sono nate delle belle abitudini.

Il lettone: non ci ha mai dormito nessuno dei nostri figli … o meglio … nessuno tranne Manuela, che, qualche volta, nel cuore della notte, mi ritrovo di fianco al letto e mi chiama, sottovoce:

“Mamma …. Mammaa … Mammaaa”

“Manu … che c’è … che ci fai qui ???”

“Avevo voglia di farti uno scherzetto … e tante coccole”

“Manu ma è notte, è buio. Bisogna fare la nanna adesso”

“Si, ma io voglio farla qui con te”

Questa è un’eccezione … e quei momenti esclusivi sono …

Sono … il giorno del compleanno, che è un giorno speciale. Il giorno in cui ci siamo incontrati per la prima volta io e i miei figli, e va assolutamente festeggiato. Fino a quando hanno frequentato la scuola media, Matteo, Massimo e Martina, rimanevano a casa da scuola nel loro giorno e insieme decidevamo cosa fare. Senza chissà quali pretese e/o aspettative. L’unica cosa importante e certa: eravamo in due e, dettaglio importante, avremmo pranzato nel nostro ristorante preferito, il McDonald’s. Tutto il resto non aveva importanza. E sono certa che quei giorni sono stati utili a far emergere la loro individualità, il loro sentirsi unici e che la loro presenza ed essenza è indispensabile.

Poi ci sono tutti gli altri giorni, e gli altri momenti. A volte programmati, a volte improvvisati. Dove mi trovo da sola con ognuno di loro.

Con Matteo: Frequenta il primo anno di università, esce con gli amici e gioca a calcio. Si muove in maniera autonoma e … è passato da un po’ il tempo in cui gli davo la mano per attraversare la strada, a dir la verità oggi capita che sia lui ad accompagnare me. L’occasione per uscire insieme, da soli io e lui, la troviamo e la creiamo quando abbiamo qualche commissione da sbrigare o deve fare un acquisto e mi chiede: ”Mamma, vieni con me???” E mi tornano in mente le parole di mia nonna che mi diceva: “Sai che bello uscire con tuo figlio (maschio) … ti senti importante … ti senti una regina”, e anche io mi sento cosi. In casa, ogni volta che ci scontriamo, mi da un bacio, e io me lo prendo sempre. Io e Matteo ci troviamo spesso da soli quando tutti dormono, io e lui  siamo quelli che vanno a letto tardi e cosi, ci troviamo in cucina a chiacchierare e mangiare cioccolato fondente.

Massimo è molto riservato e abbastanza indaffarato. Si organizza in modo attento in tutti i suoi spostamenti e uscire da sola con lui non è facilissimo, per i tanti impegni, ma è una cosa che piace anche a lui e, a volte, andiamo semplicemente a fare la spesa. Io e Lui. E ci piace. E poi, quando riesco, il sabato mattina lo accompagno a scuola e ci fermiamo a fare colazione, e ho la convinzione che anche la sua giornata inizia con una marcia in più. Lui segue il suo schema anche quando è in casa. Ecco, lui è il nostro maestro, ci insegna come trovare il proprio spazio all’interno di una famiglia numerosa senza che niente e nessuno possa interferire. E quindi, ogni tanto, mi intrufolo in camera sua e gli do un bacio.

Martina è la principessa di casa, e come ogni principessa che si rispetti, guai ad invadere la sua privacy. E ora che ve lo sto scrivendo, mi accorgo che il tempo che ci concediamo è leggermente superiore rispetto agli altri abitanti della casa. Siamo molto simili io e Martina, con la differenza che lei è molto meglio di me. Ho goduto immensamente, quando, più piccola, mi osservava come qualcosa da ammirare e da imitare e, ho fatto scorta di quei momenti, a cui attingo oggi, quando il suo sguardo mi dice: “Non è giusto” “Non sono d’accordo” “Tu, non mi capisci”. Ma non servono tante parole, ne basta una sola: “MMMMMammaaaaa”. I nostri momenti sono diversi: ci mettiamo lo smalto, ci facciamo i capelli, ci prepariamo la nostra tisana. Ma capita anche che ci ignoriamo. Le piace tantissimo fare shopping, cosa non sempre possibile ma, quando lo facciamo, esageriamo. E ci divertiamo tantissimo. Io e Lei.

L’altra sera stavo pettinando Manuela e Matilde mi chiamava. Quando ha iniziato a piangere, Manu le ha detto: “Mati, non devi piangere, adesso  la mamma arriva, non è solo tua. Ora sta facendo la coda a me, quando finisce, viene da te”. E questo mi fa pensare che anche lei, nonostante non abbia ancora compiuto  4 anni, abbia ben capito il concetto: “Ora la mamma è mia”. Lei in questo specifico momento della nostra vita, è quella che, probabilmente, ha meno possibilità di tutti gli altri di avere del tempo esclusivo con la sua mamma, ed è per questo che quella eccezione nel lettone gliela concedo volentieri. Ed è per questo che, quando sto facendo la doccia, la mia doccia di soli 3 minuti, e lei vuole stare li, per farmi compagnia, ci sta. E poi capita che, qualche mattina si sveglia e mi chiede: “Mamma, che giorno è oggi ???” “Oggi è giovedì”  “Ma si deve andare a scuola???” “Si Manu, oggi è questo dito” (le mostro l’anulare, abbiamo associato i giorni di scuola alle dita della mano) “Ma io sono stanca, e voglio stare con te” “ Ok, Manu. Facciamo così, chiamiamo Daniela a le diciamo che oggi stiamo insieme io e te e che non vai a scuola. Ti piace questa idea???”. E i suoi occhi che ridono mi fanno capire che le eccezioni sono qualcosa di essenziale. E l’aver scelto di stare a casa e fare la mamma a tempo pieno, mi da la possibilità di poter vivere queste eccezioni.

Ed ecco Matilde. E’ il suo momento. Consapevole che la mamma è sua, non lascia neanche un secondo. Prima si accerta e mi chiede dove sono tutti gli altri, e poi cominciamo il nostro tempo insieme, fatto di qualche ora al mattino, in cui siamo solo io e lei. Ci prendiamo il caffè (nella sua tazza c’è un cioccolatino) e poi mi aiuta a stendere ed è bravissima a passare l’aspirapolvere. Le piace quando la rincorro per casa e, giocare a nascondino.  Il suo nascondiglio preferito è dietro alla tenda, da dove spuntano i suoi piedini. Quando si nasconde sotto al tavolo, invece, è perché ha trovato le caramelle.

Tutto questo nasce dal mio bisogno di avere dei momenti esclusivi da vivere con ognuno dei miei figli. Sono mamma di 5 figli. E sono mamma di ognuno di loro. Sento il bisogno di trovare e far affiorare il colore di ognuno di loro. Per definire quel nostro arcobaleno, fatto di tanti colori, ma che … se non fossero così ben distinti, non sarebbe cosi bello. E non sarebbe il nostro.

Vi abbraccio

Paola ♥

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