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Un rapporto particolare

by Paola Cortazzo

La pioggia e questa umida giornata. La febbre alta e l’influenza che la fanno da padroni. Sono gli elementi quasi perfetti per fare da cornice a ciò di cui vi voglio parlare oggi.

L’avevo letto anche nella Bibbia, già da quel momento avevo capito che non sarebbe stato facile. Poi, ho cercato altro, ho letto libri e articoli. Ho anche visto dei film in merito e ogni cosa mi portava a pensare che avrei potuto vivere situazioni critiche. E quando l’ho conosciuta, ho capito che era tutto vero. Mia suocera. Maria. Con lei ho sempre fatto … tanta palestra. Lei ha spronato una delle mie parti più intime, una delle parti complicate di ognuno di noi, quella parte che quando la senti scrollare dentro di te, capisci che esiste, e ti fa andare oltre.

Si, quello con lei è uno dei rapporti che mi ha insegnato tantissime cose.

Grazie a lei ho capito che …

Noi non siamo ciò che gli altri pensano di noi.

Ad ogni mamma il proprio modo di esserlo. Mamma.

Ognuno di noi ha il suo punto di vista, che si accetta, ma che non c’è mai l’obbligo di condividerlo.

Certe cose non possono cambiare.

E poi, ho scoperto come evitare di discutere con mio marito. Discussioni avute, per via di parole incomprese, gesti non piaciuti, sostanzialmente a causa di un rapporto non del tutto disinvolto tra me e mia suocera, ma solo fino a quando non avevo capito alcuni elementi essenziali, che mi hanno alleggerito e che hanno messo fine a quelle diverse discussioni.

Ho cercato un modo per una buona sopravvivenza. E credo di averlo trovato.

Ci sono cose su cui abbiamo il controllo ed è su quelle che ho cercato di lavorare. Quando ho capito che alcune parole e alcuni gesti (che non sarebbero terminati), non avevano niente a che fare con me, ho deciso che non avrebbero più influito con il mio essere. Cosi ho trovato dei metodi di cui mi avvalgo per evitare che alcuni atteggiamenti possano influire su di me.

E’ capitato che mia suocera sia passata da casa mentre stavo stirando, i ragazzi studiavano nelle loro stanze e le piccole stavano costruendo un’altissima torre con le costruzioni. Lei arriva e mi chiede: “Martina cosa sta facendo? Non la fai stirare? Anche con i mestieri devi farti aiutare dai ragazzi, altrimenti lavori come una matta solo tu qua dentro “.  Ognuno di noi stava tranquillamente facendo ciò che doveva, e l’unica cosa che mi è venuta da fare è stato sorridere. Si, mi è venuto da sorridere perché ho pensato a mio marito, che è suo figlio, e che alcune cose non le ha mai fatte in casa nostra da quando siamo sposati.

Di esempi come questi ce ne sono parecchi. Ma andiamo oltre …

Forse non è proprio uno stereotipo tutto ciò che si racconta di nuore e suocere, sulla bilancia ci sono l’amore incondizionato di una madre verso il proprio figlio, consapevole che nessuno potrà amarlo come lo ama lei, e la voglia di riuscita di una (più giovane) donna, che ha sicuramente meno esperienza e un ruolo decisamente diverso nella vita di quell’uomo. Oggi poi, è anche la nonna dei nostri figli, che sono sicuramente consapevoli del tipo di rapporto che io ho con mia suocera, ma ho insegnato loro a concentrarsi su ciò che è per loro, la loro nonna, per cui si alle feste insieme, si alle visite che ogni tanto le fanno, si a tutti quei momenti che porteranno nelle loro memorie.

Cosi …

abbiamo un figlio che non è “obbligato a prendere le mie difese” per inutili discussioni (che evitiamo)

abbiamo dei nipoti che beneficiano della presenza della loro nonna

abbiamo una nuora e una suocera, che se ci penso bene, hanno un “non rapporto” fatto di parole non dette e cose non fatte, che forse … fa un po’ tristezza, ma la colpa è di entrambe e/o forse di nessuna delle due se abbiamo costruito un muro con finestre da aprire solo all’occorrenza. E poi se quel muro non avesse finestre sarebbe peggio. Invece … mi permette di chiudere la finestra e non farmi arrivare qualcosa che non mi serve, come quando, l’altra mattina, alla vista del mio libro (la prima volta che lo vedeva e che realizzava che questa cosa fosse vera), l’unica cosa detta da lei è stata”Ma questa foto???Non potevi sceglierne un’altra???” “A me piace  moltissimo questa foto” Le ho risposto, e poi ho chiuso la finestra. Ma per me, la sua reazione, non è stata una sorpresa. Perché ci si abitua e diventa routine anche questa.

 

Bene, direi che ora con un tè caldo e una copertina sul divano, cercherò di mandare via questa influenza.

Ora, Vi abbraccio

Paola ♥

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