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Una strana settimana

by Paola Cortazzo

Generalmente ogni giorno mi pongono diverse domande …

“Mamma, sei riuscita a lavarmi la camicia???”

“Mamma, facciamo un puzzle???”

“Mamma, le facciamo queste lasagne???”

“Mamma, stai qui con me???”

“Mamma, hai lavato le “robe” del calcio???”

“Mamma, le mie amiche possono venire a fare la merenda a casa nostra???”

“Mamma … Mammaaaa … Mammaaaaa”

E poi c è Pino, mio marito …

“Paola, hai mandato la raccomandata???”

“Paola, hai pagato la bolletta???”

“Paola, cosa c è per pranzo???”

“Paola, cos’è sto casino???” (questo quando mi approprio del tavolo della nostra sala da pranzo e lo utilizzo come deposito e quindi sopra ci trovi il pc, agenda, quaderni, libri, penne colorate ma poi ci trovi anche i disegni delle bambine e anche la ceste delle cose che avevo stirato e che ancora non sono state messe via)

Durante la scorsa settimana, invece, mi è successo così …

“Mamma, sei bollente???!!!”

“Mamma, preparo io il pranzo!”

“Mamma, vuoi una tisana???”

“Paola, vado io a prendere le bambine a scuola!”

Eh si, ho preso una brutta influenza, ma non è stato “come al solito”. Nel senso che, solitamente, se arrivava il malanno di stagione e mi colpiva, per me cambiava poco … continuavo a fare quello che dovevo, accompagnata da febbre, mal di testa, etc. Questo però è così non solo per me. E’ cosi per tutte le mamme … o meglio per tutte quelle mamme che come me si gestiscono da sole e che non hanno la possibilità di poter contare su qualcuno che può soccorrerle. Ma torniamo alla mia settimana.

Era da parecchio che non mi sentivo così … KO. Forse la stanchezza accumulata negli ultimi periodi. Forse la stagione invernale. Forse solo la voglia di fermarsi un attimo. Cosi, grazie all’influenza, sono rimasta sotto la mia copertina rossa per qualche giorno. Completamente scarica.

Non ho accompagnato le piccole a scuola.

Non ho preparato il pranzo e/o la cena.

Non ho giocato con Manuela e Matilde.

Non ho caricato lavatrici, pulito casa, fatto la spesa. Non ho fatto niente di niente.

I miei si sono occupati di me e di quello che solitamente faccio io, nella  misura in cui gli è stato possibile rendersi disponibile, ed è andata benissimo direi. Io gli sono molto grata. In un certo senso, mi sono potuta godere la mia influenza e non maledirla. Ho avuto modo di fermarmi (fermarmi veramente), stare da sola per qualche ora, da sola con i miei pensieri, che erano, si, un po’ offuscati dalla febbre alta. Ho potuto dire: “Sono stanca, sto male, non ce la faccio” e prendermi il tempo che mi serviva per riprendermi. No, non è scontato niente di tutto questo, e credo che le mamme concordino con me.

Qualcuno, si è mostrato molto premuroso, chiedendomi se ci servisse una mano. E poi, qualcun’altro, mi ha chiamata dicendo più o meno cosi: “Beh … tu non ti puoi ammalare. Non puoi proprio” Quasi come se la mia influenza fosse la loro. Io invece, mi sono ammalata, avevo la febbre alta e ho fatto una cosa che non ricordo di aver fatto negli ultimi anni (diciamo gli ultimi vent’anni). Ho dato spazio all’influenza. Si, perché generalmente quando la mamma si ammala, è come quando non si ammala, cioè tutto va avanti come sempre. Quasi come non ne avessimo il diritto, noi mamme, di prenderci l’influenza. Quasi come se, le influenze delle mamme, fossero diverse da quelle di tutti gli altri.

E allora??? Che si fa quando si ammala la mamma???

Si preparano tè caldo e impacchi di timo. E si aspetta che passi. Lei, la mamma, lo apprezzerà tantissimo. Io l’ho apprezzato tantissimo. E mi sono goduta la mia strana settimana.

E cosi, mentre passavano queste strane giornate, apprezzavo i miei che si occupavano di me.

Ora vi abbraccio

Paola ♥

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