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Voglio solo stelle

by Paola Cortazzo

Credo sia solo forza di volontà. E poi, la certezza che può essere davvero cosi.

Ecco come si fa ad avere solo stelle.

Ogni mattina mi sveglio e voglio che sia una buona giornata, per me, e per chi mi vive.

Cosi questo viaggio (dalla durata sconosciuta), sarà un bellissimo viaggio.

Ho imparato che se c’è un problema, è perché esiste la soluzione.

Ho imparato che chiunque sia passato al nostro fianco (fosse anche per brevissimo tempo), ne aveva motivo.

Ho imparato che c’è sempre un risvolto positivo, anche se bisogna cercarlo nel più grande fallimento.

Ho imparato che un abbraccio può dire molte cose. E che anche il silenzio può farlo.

Ho imparato che “il nostro tempo” e “la nostra presenza” possono essere il regalo più bello da fare. E anche da ricevere.

Non ho imparato queste cose perché mi sono state conferite sofferenze celestiali, ma solo perché la vita è una, una sola, e non avrò un’altra occasione. Per imparare questo bisogna solo conoscere il valore della vita stessa.

La bellezza e la pienezza di “stare da queste parti” (in questo mondo) la si trova nelle piccole cose. Nel dire ciò che proviamo. Nel fare ciò che ci piace. Trovare il fascino di ogni cosa (anche se quella cosa non ci piace poi tanto, meglio se ci piace tantissimo). Portare la felicità nel nostro tempo e usare la passione come unico ingrediente. Essere gentili (anche con chiunque) ed essere contenti per esserlo stati. Ridere. Ridere tanto. Ridere spesso. Trovare il bello anche quando lasciamo andare quello che ci mette a disagio, quello che violenta il nostro entusiasmo, quello che a noi, non serve. E lasciare andare chi non è per noi.

Non hai bisogno di vedere l’intera scalinata. Inizia semplicemente a salire il primo gradino” Martin Luther King

In effetti, noi uomini e donne, siamo bravissimi a “non sentirci” mai pienamente soddisfatti. Continuamente alla ricerca di completezza. E’ sicuramente una buona cosa ambire a salire ogni giorno un gradino in più, questo è quello che ci sprona a fare di più e a farlo meglio, ma molto spesso ci perdiamo la piacevolezza di quel singolo gradino perché il nostro sguardo è rivolto troppo in alto.

La vita è fatta per tutti allo stesso modo … fatta di alti e bassi, godersi gli alti e lasciare andare i bassi è un’arte che si coltiva, così le stelle ci sono anche di giorno.

Guardate una delle mie stelle. Niente di ciò che vedete in questa foto è merito mio. La scuola, che frequentano Manuela e Matilde, ha chiesto a noi genitori di realizzare insieme ai nostri piccoli un costume utilizzando materiali semplici, per una “Sfilata Spaziale” che si sarebbe tenuta a scuola. Cosi, dopo che ho passato due giorni a pensare cosa caspita avremmo potuto fare, ho chiesto alle bambine: “Da cosa volete vestirvi???” e loro, per fortuna, hanno scelto la Stella (poteva andare peggio, qualcuno ha chiesto la navicella spaziale). A quel punto, seguendo l’azione svolta da una mamma, ho copiato l’idea e lasciato che il papà sprigionasse tutta la sua creatività. Forse sarebbe bastato un cartoncino giallo sul quale ritagliare la forma di un stella, e invece no. Con la pittura blu oltre al cielo, abbiamo colorato anche il pavimento e l’armadio della cameretta, e poi è comparsa la stella dai colori non scontati. Mi è piaciuto guardare come se la cavava mio marito. No, non a realizzare una stella, ma come gestiva le bambine che volevano tagliare quel cartoncino spesso come fosse legno, e che volevano colorare le stelle di rosso e di verde, mentre lui continuava a sostenere che le stelle fossero solo gialle. E soprattutto sentirlo dire: “Paola, ma come faccio a fare sta roba se le bambine mi stanno appiccicate???” “E’ proprio quello lo scopo, caro marito mio” Ringrazio la scuola per l’input. Ringrazio mamma Linda che mi ha dato una grande idea. Per quanto riguarda mio marito, credo che non abbia ancora capito che io faccio qualunque cosa con le bambine che mi stanno appiccicate. Ma avremo altri costumi da realizzare, e gli sarà dato modo (a mio marito) di sperimentare ancora.

Ci sono dei passaggi, all’interno del nostro viaggio, che ricorderemo per sempre, altri piano piano sbiadiranno, altri a cui ripenseremo con la voglia di essere ancora li. Nel caso della stella multicolor, spero le mie bambine sorrideranno, quando ormai grandi riguarderanno la foto. In ogni caso, fanno tutti parte del viaggio, che sia fatto di tragitti o di percorsi.

C è un po’ di differenza tra tragitto e percorso.
Il tragitto, ci dice il dizionario, è “strada, cammino o spazio che si percorre passando da un luogo ad un altro”
Il percorso, sempre a detta del dizionario, è lo spostamento lungo un itinerario.

Ma … che sia un tragitto o un percorso, ci troviamo tutti in un bellissimo viaggio.

La prima cosa, l’essenziale, è capire che il viaggio è solo nostro e nessun altro potrà scegliere per noi dove andare. Anche quando si dice: “Non posso fare diversamente” non è vero. La verità è che siamo sempre noi a scegliere … scegliere di non fare diversamente, scegliere di ridere … o di piangere, scegliere di essere felici oppure lasciare che la “tossicità” del “negativismo” sociale ci avvolga e travolga (spegnete la tv ogni tanto soprattutto all’ora del tg)

Come scegliamo di percorrere il nostro tragitto sta a noi, solo a noi. In ogni caso, e qualunque cosa scegliate, vi auguro Buon Viaggio.

Vi abbraccio

Paola ♥

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2 comments

ANDREA ZOMBOLO 22 Febbraio 2020 - 14:04

Credo che ogni parola di questo articolo sia da centellinare, da gustare come un liquore dolce e alcolico.
Ogni “ricordo” sarà sempre stellato con questa squadra, L’importanza delle esperienze condivise regala momenti preziosi alla comunità.
Buone stelle e abbracciatevi sempre proprio perché ad ogni difficoltà c’è sempre la soluzione.

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Paola Cortazzo 26 Febbraio 2020 - 08:09

Grazie Andrea

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